2 Minuti23 Ottobre 2022

Arriva il cerotto che misura l’efficacia delle terapie


Inventato dai ricercatori di Stanford, è piccolo ed economico

Il futuro della ricerca contro il cancro? Sta tutto in un cerotto. E non è una battuta. I ricercatori della famosa università americana di Stanford, infatti, hanno ideato un cerotto super tecnologico che è in grado di misurare le dimensioni del tumore e, quindi, di capire se un farmaco le sta riducendo ed è efficace. L’invenzione si chiama Fast (Flexible autonomous sensor measuring tumors) e gli ottimi risultati ottenuti dal suo impiego sono appena stati pubblicati sulla rivista Science Advances.

Il dispositivo è costituito da un materiale molto flessibile ed elastico che assomiglia alla pelle. Include dei particolari circuiti fatti d’oro ed è connesso a una piccola componente elettronica. E’ piccolo, non invasivo e si è dimostrato davvero utile. In pratica, il cerotto hi-tech possiede un sensore super tecnologico e sensibile che misura la tensione della pelle, cioè quanto questa si allunga o si accorcia, e valuta subito se la massa tumorale si sta riducendo grazie all’azione del medicinale. Poi trasmette tutti questi dati in diretta a una app speciale installata su uno smartphone.

“Il cerotto hi-tech possiede un sensore super tecnologico e sensibile che misura la tensione della pelle, cioè quanto questa si allunga o si accorcia, e valuta subito se la massa tumorale si sta riducendo grazie all'azione del medicinale"

Lo scopo è usare questo cerotto nei topi su cui vengono testate le nuove terapie oncologiche In questo caso, le sperimentazioni sarebbero più veloci e sicure e i farmaci migliori arriverebbero prima ai pazienti. Gli scienziati, poi, non escludono in futuro di utilizzare l’invenzione anche sulle persone, per monitorare l’efficacia di una cura giorno dopo giorno. “Il cerotto ha tre grandi vantaggi” ha spiegato il capo del gruppo di ricerca Alex Abramson. “Permette di effettuare un monitoraggio costante; poi è molto sensibile, quindi misura cambiamenti di forma della neoplasia che non si potrebbero valutare con altri metodi; infine, può ridurre significativamente il costo dei test delle terapie”.