como dirlo ai figli - cancro

I tuoi figli

3 Minuti2 Febbraio 2022

Come dirlo a...

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Essere al loro fianco e dargli il meglio. Ecco quello che hai sempre cercato di fare come genitore. E ora la malattia sembra quasi strapparti dal tuo ruolo. La diagnosi di un cancro rende tutti più vulnerabili. Tu, che vorresti proteggerli, ti senti debole e in pericolo… Eppure non puoi nascondere quello che ti sta succedendo perché farebbe crollare la fiducia tra voi. Addirittura, secondo gli esperti di psico oncologia, vedere mamma o papà malati e non avere una spiegazione da parte loro farebbe scattare nei bambini paura e anche un forte senso di colpa, come se fossero responsabili della situazione. Allora, fai un bel respiro e affronta anche questo compito. Qui, ti regaliamo un piccolo aiuto.

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La notizia di essere affetti da un tumore è da dare tutti insieme, con i componenti della famiglia riuniti e in un ambiente caldo e protetto, come il soggiorno che ha accolto tante giornate serene. Parlate a turno, tu e il tuo compagno/a, come una piccola orchestra che suona all’unisono.

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Anche in questo caso, non esiste il discorso perfetto, ma quello giusto per voi. Prova a ragionare, con il partner, su qualche frase utile, poi le parole usciranno spontanee al momento.

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Niente lacrime. Può sembrare un’impresa impossibile, ma devi sforzarti di trasmettere un pizzico di fiducia. Quindi, ricorri a tutti gli stratagemmi possibili e non cedere al pianto o alla disperazione. E guarda sempre negli occhi i tuoi figli per accogliere ogni loro emozione.

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Non è il momento di fare promesse o di azzardare tempistiche, anche se potrebbero rincuorare i piccoli di casa. Assicurare la tua guarigione creerebbe false speranze, che li farebbero poi stare peggio. Sottolinea che farai di tutto per stare bene e che sarai lì pronta/o per parlarne con loro, ogni volta che avranno dubbi e domande.

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Le parole sono una risorsa preziosa ed è giusto differenziare il linguaggio per età. Con i bimbi più piccoli, punta su frasi semplici: può bastare dire che si è malati e spiegare quindi come ci si curerà, sottolineando il ruolo dei medici che assomigliano un po’ ai ‘supereroi della salute’. Via libera a un disegno, a un libro sul tema da leggere insieme o una favola da inventare per rivivere il momento e metabolizzarlo.

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Con i ragazzi più grandi, invece, si può osare qualche dettaglio in più spiegando la patologia e la cura. Se gli specialisti che ti seguono sono empatici e disponibili, perché non proponi ai tuoi figli una breve chiacchierata con loro?

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Informa sempre la scuola e gli insegnanti, così monitorerete insieme lo stato d’animo dei cuccioli di casa. E chiedi aiuto, senza timore: ai prof, a uno psicologo, a un educatore…


HO UN TUMORE, COME DIRLO A... LE PERSONE CHE AMI

Le persone che ami

3 Minuti2 Febbraio 2022

Come dirlo a...

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Per tanti pazienti oncologici è uno dei momenti più complicati. Perché raccontare di avere un tumore sembra quasi più destabilizzante che ricevere la diagnosi: confessi debolezze e paure, rivivi parole pesanti come macigni e ne prendi coscienza e, infine, arrivi a sentirti in colpa per il dolore che causi agli affetti più cari. Eppure, è proprio a loro che devi dirlo. Ecco i consigli per farlo.

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Prenditi un momento per radunare le idee e decidere a chi comunicarlo e come. Per esempio, puoi parlarne con tutta franchezza all’amico di sempre e aspettare qualche giorno, invece, per confessarlo a tua mamma, che è già molto anziana. Può essere utile fare una lista, anche solo nella mente, per riordinare i pensieri e ragionare su priorità e modalità.

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Ripetiti che non esiste un modo giusto per parlarne. Nessuno possiede la formula magica o la frase più efficace, ma ognuno ha dentro di sé quella adatta. Quindi, segui anche l’istinto e il cuore.

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Non esiste nemmeno il momento ideale. Non perdere tempo a organizzare l’incontro o a scegliere il luogo, ma fallo quando ti senti. Attenzione, non significa sentirsi pronto perché forse non lo sarai mai davvero. Ma è importante iniziare, dirlo a qualcuno che ami, perché il percorso per guarire dal cancro è un cammino che si fa insieme ai propri affetti.

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Fai un passo alla volta. Non sei obbligato a scendere subito nei dettagli o a fare previsioni, anzi puoi chiedere a chi ti ascolta di non farti troppe domande e di rispettare i tuoi tempi. Non nascondere la verità, ma dilla pian piano se ti sembra più semplice.

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Cercati un alleato. Se, per esempio, raccontarlo ai tuoi genitori ti preoccupa molto, fallo insieme al fratello, al fidanzato, al migliore amico. Avere qualcuno che ti regali un sorriso o finisce una frase può essere molto prezioso.

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Lasciati andare e non imbrigliare le emozioni. Piangerai, ti arrabbierai, magari ti mancherà il respiro e questa chiacchierata così importante non andrà come vorrai. È tutto normale: l’importante è tirare fuori questo piccolo grande macigno e ‘arruolare’ i tuoi compagni di viaggio.

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Datti tempo. Concedilo a te e al tuo interlocutore: magari tu non avrai la prontezza di rispondere ai suoi dubbi o lui/lei non troveranno subito le parole giuste per confortarti. Per ora, bisogna digerire la notizia, poi arriverà il momento della comprensione e del sostegno.


come dirlo al capo - cancro

Il datore di lavoro

1 Minuti2 Febbraio 2022

Come dirlo a...

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E’ l’ultimo passo. Dopo aver confessato ai tuoi cari e ai figli che hai un tumore, ora devi parlarne con il tuo capo.

E’ un peso che ti risparmieresti volentieri, soprattutto se con questa persona non hai un buon rapporto, ma è necessario farlo per poter usufruire di permessi, congedi e di tutti i diritti che la legge prevede per i pazienti oncologici.

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Niente mail o telefonate: prendi un appuntamento, anticipandogli che devi discutere della tua salute e assicurandoti che lui possa dedicarti tutto il tempo possibile.

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Non servono lunghi discorsi o “prove”. Vai dritto al sodo con spontaneità: non devi vergognarti di pronunciare le parole cancro o chemioterapia.

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Proponigli di tenerlo aggiornato su operazione, esami e terapie e mandagli sempre la documentazione necessaria per avere le tutele di cui hai diritto.

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Mostrati propositivo e ottimista sul futuro: il lavoro può diventare un’isola da cui tenere fuori preoccupazioni e paure.

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Dopo aver informato il tuo capo, parlane anche con i colleghi, iniziando da quelli che senti più vicino. Potranno anche aiutarti a livello pratico nei prossimi mesi, per esempio con le ferie o i permessi “sospesi”: in pratica, possono donarti i loro.