Così ti alleni a casa a costo quasi zero

Così ti alleni a casa a costo (quasi) zero

4 Minuti26 Settembre 2022

KS Coach


La nostra fisioterapista ti regala i trucchi low cost per tornare in forma dopo le terapie

Le temperature che si abbassano, la pigrizia autunnale, il carico di impegni quotidiani. Se a tutto questo ci aggiungi le fatiche del percorso oncologico, fare attività fisica sembra quasi impossibile. Non solo, ora ci si mettono anche prezzi alle stelle e inflazione, con il portafoglio che piange… Ma il movimento adesso è più importante che mai, proprio per ritrovare benessere ed equilibrio e combattere gli effetti indesiderati delle terapie. Allora, la nostra fisiocoach Sara Mantovani ti suggerisce le dritte per un allenamento casalingo low cost e personalizzato. “Tenersi in forma tra le pareti di casa può essere anche un’esigenza medica perché i luoghi affollati come le palestre non sono il massimo per chi ha il sistema immunitario sotto stress” spiega l’esperta. Insomma, con i nostri consigli puoi trasformare il soggiorno nella palestra perfetta.

1

Ti alleni quando vuoi: ogni momento è valido, serve solo un po’ di tempo libero, senza bisogno di spostamenti e organizzazione. Bastano 20-30 minuti, 3 volte alla settimana, per ottenere benefici. Il momento migliore? Se stai facendo la terapia ormonale e quindi soffri di dolori articolari al risveglio, muoverti appena alzata sconfigge questi fastidi.

2

Non ti serve (quasi) nulla: allenarti a casa è davvero economico perché bastano pochi oggetti, che puoi acquistare anche nei discount. Gli ‘indispensabili’ sono un tappetino imbottito, un paio di pesi da uno-due chilogrammi e una confezione di elastici. Un consiglio: scegli una confezione mista, con elastici di colori diversi che hanno quindi durezza differente e ti aiutano a modulare gli esercizi. Di solito, quelli più morbidi si usano sulle braccia, mentre i più duri sulle gambe.

3

Non dimenticare la sedia: non è uno scherzo. Utilizza la classica sedia del soggiorno per fare gli esercizi. Per esempio, ti ci puoi appoggiare quando fai gli squat o i piegamenti o puoi sederti quando lavori sulle gambe. In ogni caso, carichi meno su muscoli e articolazioni.

4

Scegli i programmi giusti: oggi esistono tantissime app per il fitness, video su Youtube e siti con lezioni online. Provane un po’ e scegli quello giusti per te, così avrei sempre un allenamento pronto, dinamico e ogni volta diverso. Noi ti consigliamo Sara Compagni e il suo ‘Postura da paura’ (https://www.posturadapaura.com/it/), che propone tanti pacchetti interessanti e ha un occhio attento e formato per i pazienti oncologici.

5

Fatti correggere: anche se segui le lezioni online, periodicamente fanne qualcuna in diretta o in presenza così il personal trainer puoi guidarti nell’esecuzione degli esercizi e correggere eventuali errori.

6

Proteggi le ferite: avere un occhio di riguardo per le zone operate, dove magari hai una cicatrice, è importante. Proteggile con i cerotti al silicone (che trovi in farmacia) ed evita sfregamenti e irritazioni indossando vestiti morbidi e in puro cotone.

7

Prenditi il tuo tempo: sei da sola, in casa tua, quindi non avere fretta. Allenati con calma, senza guardare alla performance e senza puntare alla perfezione. Piuttosto, prova ad ascoltare il tuo corpo e a goderti questi momenti tutti per te.


Sette tips da seguire se fai la radioterapia

Sette tips da seguire se fai la radioterapia

3 Minuti8 Settembre 2022

KS Coach


La nostra beauty coach ti regala i consigli per prenderti cura della pelle durante le cure

Stai facendo la radioterapia o hai appena iniziato questa cura? Anche in questo caso, la tua pelle (e non solo) diventa un’osservata speciale perché le terapie rischiano di irritarla e di causare problemi e fastidi. Allora, ti regaliamo i consigli speciali della nostra esperta beauty Myriam Mazza, responsabile del progetto di dermocosmesi oncologica Ricomincio da Me. “Ho ideato questo protocollo proprio basandomi sugli studi di settore e sui pazienti che seguo da anni e infatti nessuno di loro ha mai avuto effetti collaterali ed è riuscito a proseguire la terapia senza intoppi. Mi raccomando, il protocollo va continuato almeno 3-4 settimane dopo la fine della radio” spiega la coach. Eccoti, quindi, le tips da mettere in pratica per proseguire il tuo percorso di cura al meglio.

1

Rimanda la ceretta: se la zona da trattare è il seno, meglio rinunciare alla depilazione delle ascelle per non irritare tutta l’area. Puoi concederti il rasoio una settimana prima delle cure e poi basta fino alla fine delle terapie.

2

Dimentica il deodorante (e il profumo): purtroppo alcol, alluminio e talco vanno evitati perché anche loro irritano la cute. Quindi, manda in pensione per un po’ deodoranti e profumi.

3

Lavati con oli ultra delicati: anche detersione ed igiene non vanno sottovalutati. Usa acqua tiepida, privilegia le docce al bagno nella vasca e scegli oli detergenti delicati. Asciuga sempre il corpo tamponando e non sfregando.

4

Scegli una crema al burro di karité o all’estratto di fico d’India: la parte del corpo irradiata va protetta con il prodotto giusto, da mettere anche 3 volte al giorno prima di iniziare la terapia e poi 2 volte al giorno durante la cura. I migliori? Le preparazioni al burro di karité o all’estratto di fico d’India, che magari può farti anche il tuo farmacista. Vanno benissimo anche le creme con questi principi: vitamina E, acido ialuronico, estratto di camomilla e calendula o allantoina.

5

Usa l’acqua termale: senti un prurito improvviso nella zona trattata dalla radio? Spruzza l’acqua termale lenitiva. Mi raccomando, scegli quella lenitiva (e non quella solo rinfrescante) perché calma la cute. Però se il fastidio non passa e compare un rush cutaneo, parlane subito con l’oncologo.

6

Non prendere il sole: abbronzatura e radioterapia non vanno proprio d’accordo. Quindi, quando esci metti sempre una crema con protezione anche se vivi in città. Attenta anche quando stai in giardino o sul balcone a fare giardinaggio.

7

Fai attenzione all’abbigliamento: durante la terapia la zona va coccolata con vestiti che non danno fastidio. Via libera a capi morbidi, non stretti e non sintetici.


Prova l’esercizio della ruota per ritrovare l’equilibrio

Prova l'esercizio della ruota per ritrovare l'equilibrio

4 Minuti15 Agosto 2022

KS Coach


La nostra cancer coach ti aiuta a comprendere l’importanza delle emozioni e a lavorare su quelle negative

Uno stile di vita sano, tanta attenzione a tavola, l’attività fisica: sono tutti elementi fondamentali per la tua salute. Ma c’è molto di più, le emozioni. L’essere umano, infatti, è un’unione inscindibile di corpo e mente e non puoi sottovalutarlo, soprattutto ora che stai affrontando un percorso difficile come quello oncologico. Anzi, il tumore scatena proprio una valanga di sensazioni forti, come la rabbia e la paura. Prima o poi, per esempio, ti poni alcune domande come ‘perché è successo a me?’ o ‘che cosa ho fatto di sbagliato’ che portano frustrazione e sensi di colpa. Allora, per comprendere l’importanza delle emozioni e imparare a gestirle al meglio, la nostra cancer coach Mara Mussoni ti propone un esercizio pratico e veloce: la ruota della multifattorialità. Sei pronta a partecipare?

1

Ogni persona è ‘nutrita’ da sei fattori, che compongono l’essenza umana fatta di corpo e anima: il cibo, l’aria, i liquidi, l’attività fisica e l’ambiente, la genetica, i pensieri (che comprendono emozioni e dinamiche relazionali). Pensaci e noterai che, in effetti, questi sei elementi sono tutti presenti e vitali per la tua quotidianità.

2

Ora ti facciamo una domanda: quale di questi sei fattori ha influenzato di più l’arrivo della malattia? Attenzione, non parliamo dell’aspetto prettamente medico perché sappiamo, ovviamente, che il cancro è legato ai geni e a diverse cause biologiche. Fatta questa premessa, quale aspetto ha pesato di più? Il cibo? L’ambiente? I pensieri?

3

Quando inizi a riflettere su questo interrogativo, noterai la grande influenza dei pensieri e delle emozioni in ogni campo. Ecco un esempio per farti capire: pensi che la malattia sia legata al consumo di alimenti nocivi o al fatto di aver fumato troppe sigarette. Giustissimo, ma anche in questo caso devi chiederti perché ti sei comportato in questo modo e vedrai, magari, che la fonte di tutto sono nervosismo, ansia e stress.

4

Emozioni, pensieri e dinamiche relazionali, quindi, hanno un forte impatto nella malattia. Questo, ora, deve essere il tuo punto di partenza per cambiare ciò che di negativo c’era, e forse c’è ancora, a livello di sentimenti e rapporti.

5

Prova quindi ad approfondire e a scandagliare questo ambito. Sei soddisfatta, per esempio, di come reagisci alle difficoltà? Amore e amicizie ti rendono serena o, al contrario, ci sono rapporti che ti portano sofferenza? Ti senti stimata e gratificata? Ti occupi anche di te stessa e del tuo benessere o tendi a pensare prima di tutto agli altri?

6

Questo bilancio sul fronte di pensieri ed emozioni non è immediato. Datti tempo e ragiona passo dopo passo, accettando anche le considerazioni che ti mettono più a nudo e gli aspetti che ti danno fastidio perché magari ti fanno sentire in colpa, ‘esposta’ o fragile.

7

A questo punto, hai una sfida da affrontare: correggere i pensieri tossici e negativi e gli atteggiamenti che scaturiscono da questi. Approfitta di questo momento di forte cambiamento, legato alla malattia, per lavorare su te stessa e trovare un nuovo equilibrio. Se vuoi, possiamo farlo insieme con i preziosi consigli della nostra cancer coach. Continua a seguirci…


Se lui ha problemi di erezione dopo un tumore

Se lui ha problemi di erezione dopo un tumore

4 Minuti31 Luglio 2022

KS Coach


Il nostro sex coach ti spiega tutto quello che c’è da sapere dopo un cancro alla prostata

E se non ‘funzionerà’ mai più? Chissà quante volte ti sei posto questa domanda prima e dopo l’intervento alla prostata. Questo tipo di tumore colpisce ogni anno 37.000 italiani e la percentuale di sopravvivenza supera ormai il 90%. La guarigione è realtà, quindi, eppure rimangono ancora tante paure legate soprattutto alla sessualità e alla perdita dell’erezione. “I pazienti temono di non riuscire più ad avere rapporti” spiega Fabrizio Quattrini, presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica e coach di Koala Strategy. “La virilità conta parecchio e vederla minata può mettere in crisi il malato tanto da spingere a non accettare tutto il percorso di cura. Ma oggi avere una vita sessuale soddisfacente è possibile”. Allora, il nostro sex coach ti spiega tutto quello che c’è da sapere.

1

Mantieni la fiducia nella chirurgia: in sala operatoria la fa da padrona la chirurgia robotica, con interventi sempre meno invasivi che riescono a conservare i nervi necessari all’erezione. Parlane con i medici e fatti spiegare tutti i dettagli dell’operazione e, soprattutto, del post operatorio. Su quest’ultimo fronte, infatti, serve pazienza: magari ci vorrà qualche mese, ma poi il recupero potrebbe essere ottimo. Sapere le tempistiche e le modalità di ripresa ti aiuta ad avere le idee chiare e a concentrare le energie.

2

Non preoccuparti per l’erezione: gli interventi alla prostata causano la cosiddetta ‘eiaculazione retrograda’. In pratica, il seme non fuoriesce più durante l’orgasmo ma viene poi espulso con le urine. In altri casi, l’eiaculazione viene addirittura interrotta. Chiedi spiegazioni ai medici e ricordati sempre che l’erezione non è collegata all’eiaculazione (la prima ci può essere anche senza la seconda). Certo, questa cosa va digerita e all’inizio è normale sentire che qualcosa si è rotto e avere poi difficoltà ad arrivare al piacere.

3

Fai riabilitazione: nei centri di eccellenza, si è indirizzati a un vero e proprio servizio di riabilitazione. Ovvero a un programma di recupero personalizzato, ideato dal chirurgo e da un fisioterapista specializzato. Trova il centro più vicino a te e inizia questo percorso. Lo sappiamo: può essere imbarazzante o frustrante ma vinci queste remore e vedrai che ne varrà la pena.

4

Riscopri l’autoerotismo: la masturbazione fa parte proprio della riabilitazione prevista dopo l’intervento. Lasciati andare e riscopri questa pratica per ritrovare la dimensione sessuale e per ricaricare la ricettività di questa zona.

5

Affidati ai farmaci: anche i medicinali possono darti una mano se l’erezione latita e i rapporti sessuali ne risentono. Ormai esistono diversi farmaci vasodilatatori, dal classico Viagra ad altre molecole, che si prendono per bocca, tramite iniezioni o pomate. Fatti consigliare dallo specialista quello più adatto a te. 

6

Chiedi aiuto: è l’ultimo consiglio, ma è anche il più importante. Non chiuderti in te stesso, anche se la questione è delicata ed è ancora un tabù. Parlarne con un esperto (che sia un medico, uno psicologo o un sessuologo) ti permette di affrontare il problema e di risolverlo nella maniera più efficace. Ovviamente, discutine anche con il partner: questa è una strada da percorrere insieme, mano nella mano. 


Tutta la verità sui superfood

Tutta la verità sui superfood

3 Minuti28 Luglio 2022

KS Coach


Il nostro nutrizionista ci spiega l’utilità di questi alimenti per i pazienti oncologici

Al supermercato, nel negozio di prodotti bio, in farmacia: ormai i famosi superfood si trovano ovunque. Ammiccano dagli scaffali, promettendo un pieno di sostanze preziose, dalle vitamine agli omega 3. Ma che cosa sono? Servono davvero per il tuo benessere? E, soprattutto, sono utili per i pazienti oncologici come te? Con questo articolo facciamo chiarezza e ti diciamo tutta la verità sui superfood con l’aiuto del nostro coach Luca Imperatori, oncologo esperto in Nutrizione.

1

Che cosa sono: Sono tutti quei cibi che vengono ‘addizionati’ a livello industriale. In pratica, durante il processo industriale vengono aggiunti elementi come vitamine, aminoacidi, grassi. È un fenomeno ormai diffuso perché, in effetti, oggi gli alimenti sono più poveri di queste sostanze perché i terreni agricoli sono meno fertili e più esauriti. Tieni sempre presente che si tratta di prodotti ‘artificiali’, prodotti a livello industriale e non naturali. I più diffusi? Yogurt, latte, farine e formaggi.

2

Dove si comprano: Il consiglio è di acquistarli in grandi catene di supermercati o nei negozi specializzati e certificati, dove la filiera di produzione è sicura. Questo permette di avere garanzie sulla qualità degli alimenti, anche se arricchiti di sostanze che hanno la finalità di tutelare la salute.

3

Servono davvero? I superfood funzionano come integratori e possono essere utili alle persone ‘sane’, senza particolari patologie, che hanno però qualche piccola carenza, per esempio di vitamine. Ma non sono certo dei medicinali e non hanno poteri magici. Un’alimentazione varia ed equilibrata è più efficace di qualsiasi super food e, in caso di carenze, la strada migliore è discuterne con il proprio medico e valutare con lui gli integratori migliori.

4

Sono utili per i pazienti oncologici? Per ora, non esistono studi scientifici che ne dimostrino l’efficacia. Anzi, secondo il Cancer Research UK (la più grande organizzazione al mondo di ricerca indipendente sul cancro), il termine superfood in realtà è “solo uno strumento di marketing”. Spesso questi alimenti vengono pubblicizzati anche come ‘prevenzione e cura’ delle patologie oncologiche, ma lo ripetiamo: nessun cibo, purtroppo, funziona da terapia contro questa malattia. Al massimo, se stai facendo cure come la chemioterapia e soffri di sarcopenia (la perdita di massa e forza muscolare, uno degli effetti collaterali della cura), l’oncologo può consigliarti di aggiungere qualche superfood alla tua alimentazione. Ma mi raccomando: niente fai da te, prima di acquistarli consultati con lo specialista.

RICORDA: I SUPERFOOD NON SERVONO A CURARE O A PREVENIRE LA MALATTIA. AL MASSIMO AIUTANO A CONTRASTARE ALCUNI SINTOMI CAUSATI DALLE TERAPIE.


E estate muoviti

È estate? Muoviti

4 Minuti19 Luglio 2022

KS Coach


I consigli della fisiocoach per i malati oncologici

L’estate è nel pieno e scommettiamo che stai facendo il conto alla rovescia per le vacanze o, addirittura, ti stai già godendo una pausa più meritata che mai. Per un malato di cancro, le ferie diventano spesso un percorso a ostacoli tra ciò che è concesso e quello che è vietato e non manca la paura di stare male e rovinarsi il relax. Ma se hai già valutato ogni aspetto con il tuo medico, allontana l’ansia e approfitta per rigenerarti. Allora, approfitta del momento anche per muoverti, stare all’aria aperta e fare movimento. “Lo ripetiamo: sempre più ricerche dimostrano i benefici dell’attività fisica per i pazienti oncologici” spiega la nostra fisioterapista Sara Mantovani. “Tenersi allenati velocizza anche l’efficacia delle terapie e previene alcuni effetti indesiderati come l’osteoporosi e la sarcopenia, cioè il declino di forza e massa muscolare”. Ecco, quindi, i consigli della nostra fisiocoach per un’estate in movimento.

1

Informati: parti preparata e scopri se nella struttura in cui vai c’è una piccola palestra o se organizzano corsi fitness, così puoi parlarne prima con il tuo medico e chiedergli cosa puoi fare per mantenerti in forma.

2

Scegli le ore giuste: che sia una classica passeggiata o una rigenerante lezione di acquagym sulla spiaggia, non muoverti mai durante le ore centrali della giornata, che sono troppo calde. Meglio puntare sulla mattina presto o sul tardo pomeriggio.

3

Sfrutta l’acqua: fare movimento tra le onde è un vero toccasana contro la pesantezza degli arti o il gonfiore legato a un intervento. Quindi, va benissimo la classica camminata sul bagnasciuga o anche con l’acqua sopra l’ombelico. Se sei stata operata al seno entra fino alle spalle e concediti una nuotata a rana.

4

Cammina: in pineta, in campagna e anche tra le vette. Camminare è sempre benefico ed è perfetto per muscoli, ossa, circolazione e respirazione. Presta attenzione alle temperature e punta sull’abbigliamento giusto, senza dimenticare la protezione solare (usa una crema fattore 50). E ascolta il tuo corpo: se durante l’anno fai una vita sedentaria non puoi trasformarti all’improvviso in un alpinista da record. Meglio andare per gradi e goderti anche l’effetto rigenerante del paesaggio.

5

Non esagerare: se ti butti su pesi o esercizi di forza, limitati a due sessioni alla settimana e negli altri giorni concediti passeggiate o camminate. Non abusare del tuo corpo, ma coccolalo e regalagli il giusto relax. Spesso, durante il percorso oncologico, ci sono momenti in cui si tende a strafare per dimostrare a se stessi di essere quelli di prima. Ma troppo esercizio è controproducente. In fondo, sei in vacanza!

6

Bevi: qualsiasi attività fisica va accompagnata dalla giusta idratazione e l’acqua è la migliore alleata. Quindi, borraccia piena e inizia…

7

Tieni d’occhio il beauty: alberghi e villaggi offrono spesso la Spa. Prima di partire, consultati con l’oncologo e chiedigli, per esempio, se puoi regalarti un massaggio, la sauna o il bagno turco. In genere, sono permessi massaggi leggeri e alla schiena, che non coinvolgono arti o zone sottoposte a terapie, e trattamenti più veloci del solito. Ma in ogni caso, parlare con lo specialista.


tumore, come affrontare le fasi della malattia

Tumore, come affrontare le fasi della malattia

5 Minuti5 Luglio 2022

KS Coach


La cancer coach ti spiega i momenti del percorso oncologico

Un atleta che si prepara a una gara a tappe. O il protagonista di un romanzo che deve affrontare sfide e avventure. A questo assomiglia un paziente oncologico. Lo sappiamo, sono metafore molto più poetiche della realtà che stai vivendo, ma servono a farti riflettere su un concetto fondamentale: la malattia è un percorso fatto di più step ed è importante comprenderlo per vivere questi momenti con la giusta consapevolezza e quindi superarli al meglio.

“Le fasi della malattia sono quattro” spiega la nostra cancer coach Mara Mussoni. “Ogni persona ha i suoi tempi e passare da una tappa all’altra non è scontato. Non è sempre un passaggio fluido, anzi. Ma bisogna capire, appunto, che ci sono fasi diverse e ognuna richiede energie e atteggiamenti differenti. Anche perché è fondamentale passare poi alla fase più attiva, quella determinante per il nostro benessere”. In questo articolo, ti spieghiamo quindi le singole tappe, con i consigli dell’esperta.

1

La negazione: quando ricevi la diagnosi, a livello inconscio scatta una specie di meccanismo di difesa che ti spinge a negare il tumore. Nella quotidianità agisci, cerchi subito di attivarti e organizzare ricoveri, cure e tutto quello che ruota intorno, ma la notizia è così forte e impattante che tendi a proteggerti e, quindi, a non indagare troppo. Paura e confusione hanno il sopravvento e la tua mente prova a rimuovere le riflessioni più approfondite. È un momento fisiologico e legittimo ed è normale non andare troppo a fondo e cadere in un atteggiamento un po’ vittimistico che spinge a ripeterti ‘perché accade a me, perché adesso?’.

2

L’adattamento: ogni essere umano è fatto per adattarsi e dopo un trauma si abitua alla nuova realtà, anche alla più difficile. Così dopo il trauma iniziale e, per esempio, dopo il ricovero e l’operazione, trovi una nuova routine che incastra lavoro e terapie, ritorni pian alle piccole abitudini di prima o ne crei di nuove che ti regalano un po’ di equilibrio e di certezze. È un periodo molto faticoso e spesso, dopo una fase di grande energia, ne attraverserai un’altra di down, più apatica. Di solito, è la fase in cui finisci le terapie e ti senti stanca e abbandonata, senza più la sicurezza di guarigione data dalle cure frequenti.

3

La presa di coscienza: prima o poi arriva una delle tappe più importanti, quella in cui trovi la consapevolezza per elaborare quello che è accaduto e capire cosa è giusto fare. Si tratta di un’autentica svolta e, proprio per questo, non è scontata. Diverse persone rimangono a lungo ferme nelle prime due fasi, a volte ci restano tutta la vita. Ma di solito arriva il periodo in cui ti guardi intorni e capisci che potresti stare meglio e che il cancro ha portato una nuova modalità di essere. Ricordati, infatti, che per ogni paziente oncologico c’è sempre un prima e un dopo, perché la malattia ti cambia nel profondo anche se ci metterai un po’ a capirlo e a trovare una nuova strada da percorrere.

4

L’azione: è l’inizio del cambiamento, del percorso di crescita personale in cui ti guardi dentro e ti chiedi che persona vorresti essere. Il primo passo è pensare che la malattia non è stata una casualità e che può trasformarsi in un’occasione per migliorarsi. Prima di tutto, cerca le informazioni per stare davvero meglio e per fare in modo che il cambiamento sia reale: leggi, frequenta dei corsi, trova stimoli e spunti, fatti delle domande… E non fermarti a un cambiamento superficiale: certo, è importante prendersi cura della salute e seguire una stile di vita più sano, partendo dall’alimentazione. Ma la vera svolta è quella che fai dentro di te, modificando per esempio alcune dinamiche di comportamento, i rapporti personali o il lavoro. E per intraprendere questo percorso può essere necessario l’aiuto di un esperto, come uno psicologo o un cancer coach.


cancro e pelle così ti prendi

Cancro e pelle, così ti prendi cura delle cicatrici

3 Minuti21 Giugno 2022

KS Coach


I consigli della beauty coach per trattare i segni lasciati dall’intervento

La cicatrice è un ‘segno’ nella pelle, che ti ricorda sempre l’intervento e che invece vorresti cancellare il prima possibile. Allora, qui ti regaliamo i consigli della nostra beauty coach Myriam Mazza, per trattarla e curarla al meglio. “Sono dei trucchi semplici ma efficaci, che ho testato durante i percorsi che faccio da anni con i pazienti oncologici. Se li segui passo dopo passo, la cicatrice può diventare un lontano ricordo in sei mesi, massimo un anno”.

1

Previeni: prenditi cura della pelle ancora prima di entrare in sala operatoria e durante i giorni precedenti idrata la zona e rendila più elastica possibile con una crema a base di acido ialuronico.

2

Fai attenzione al post operatorio: le prime 48/72 ore dopo l’intervento sono cruciali. Vietati bagni e docce, perché la ferita non va bagnata. Per disinfettare, usa soltanto i prodotti consigliati dal chirurgo.

3

Inizia a ‘trattare’ la cicatrice: dopo 15/20 giorni, puoi cominciare a prenderti cura della ferita. Lavala sempre con oli detergenti delicati. Se il chirurgo ti ha suggerito di utilizzare i cerotti al silicone, a ogni cambio massaggia delicatamente la cicatrice con i polpastrelli seguendo la lunghezza del taglio. I prodotti migliori? Le creme a base di vitamina E, quelle con allantoina, oppure l’olio di mandorle dolci, quello al germe di grano o alla rosa mosqueta. Provali prima sull’avambraccio per evitare fastidiose reazioni allergiche. Infine, un principio attivo portentoso e ancora poco conosciuto è l’estratto di cipolla.

4

Prova lo spray contro il prurito: se la cicatrice ti dà fastidio, usa uno spray ricco di vitamina F e PP, che calmano il prurito e aiutano la rigenerazione cellulare.

5

Occhio al caldo: il sudore e le temperature estive irritano la ferita? Fai degli impacchi con amido di riso o utilizza un detergente con questo principio attivo per bagni e docce rigorosamente tiepidi.

6

Niente sole: l’abbronzatura è nemica della cicatrice, quindi evita i raggi Uva per i primi sei mesi dopo l’operazione. Usa sempre una buona protezione solare e copri la zona sei vai al mare.

7

Monitora i problemi: se la cicatrice fa male o ha un odore sgradevole, contatta subito il medico che verificherà se c’è un’infezione. Mi raccomando, niente fai da te con il cortisone.

8

Vai dal fisioterapista: quando la cicatrice non guarisce nel modo giusto e, per esempio, nella zona si forma un eccesso di tessuto rivolgiti subito a un fisioterapista, che può trattare trattare la zona con massaggi o movimenti tecnici specifici e davvero efficaci.


SESSO E CANCRO: E se il tuo corpo non ti piace piú

SESSO E CANCRO: E se il tuo corpo non ti piace piú?

4 Minuti23 Maggio 2022

KS Coach


I consigli del sessuologo per tornare in sintonia con la fisicità

Una volta, era il tempio del piacere. Il luogo dove nascevano carezze, brividi e coccole speciali. Ora, purtroppo, il tuo corpo è diventato qualcosa da nascondere, un deserto dei sensi. Il cancro ha lasciato le sue cicatrici, la malattia sembra sempre lì. Non ti piaci più, è questa la realtà. Eppure, un rapporto sessuale e qualsiasi contatto intimo non possono prescindere dalla corporeità. “Pelle e curve sono proprio la cassa di risonanza del sesso, quindi bisogna provare a sentirsi ancora belle e desiderabili nonostante tutto” spiega Fabrizio Quattrini, presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica. Per aiutarti, il nostro sex coach ti propone un gioco speciale in sei step. Che ti farà tornare in sintonia con la fisicità.

1

Guarda al presente: impara a non cadere nella trappola del passato. Rimuginare sulle tue forme di un tempo, sul corpo prima del tumore, è inutile e frustrante. Ripetiti che oggi sei diversa, ma non per questo sei meno bella o attraente. Certo, c’è stata una trasformazione, che non è soltanto metafora del cancro, ma anche delle cure. Ce la stai facendo: il tuo corpo ne è la prova e va celebrato.

2

Tocca: le cicatrici dell’intervento, i capelli o le ciglia più radi, il viso o le gambe gonfie per i farmaci. Sono tanti i segni del tumore e spesso sembra che invadano il fisico. Impara a toccarle pian piano, giorno dopo giorno. Sfiorale con delicatezza per far passare il fastidio e timidezza e, soprattutto, per accettarle. Alcuni segni se ne andranno, altri invece faranno parte della nuova te.

3

Scopriti allo specchio: guarda la tua immagine riflessa. Fallo ogni sera, anche solo per pochi istante e poi soffermati sempre più a lungo. Non avere paura di quello che vedi, anzi ripetiti che questo è un corpo che sta guarendo e si sta trasformando. Come il famoso bruco che diventerà una splendida farfalla.

4

Racconta il tuo nuovo corpo: prendi carta e penna e prova a descrivere il tuo fisico. Cerca di essere precisa e dettagliata, prova a soffermarti anche sulle sensazioni, soprattutto se sono negative. Se le parole non fanno per te, prova a disegnarti, anche solo abbozzando le forme, il profilo del viso e poi le parti più delicate e messe alla prova dal cancro. Questo passo ti aiuta a fissare la tua nuova immagine, a venirne a patti, a capirla e accettarla.

5

Fatti una (o più) fotografie: gioca a fare la modella. Sì, sfodera un pizzico di ironia e improvvisa un piccolo servizio fotografico fai da te. Indossa il tuo vestito preferito e vai di autoscatto, giocando a cambiare espressioni e pose e puntando sul tuo lato più sexy. Scatto dopo scatto, concentrati sui dettagli, cicatrici o piccoli difetti. All’inizio, nascondili con un foulard e poi scoprili lentamente. Anche questo step ti aiuta a prendere confidenza con la corporeità e a rinforzare l’autostima.

6

Regala la tua immagine al partner: sei arrivata all’ultimo passo. Sviluppa il servizio fotografico, scegliendo le immagini che ti piacciono di più. Legale con un fiocco, come per un perfetto regalo, e poi donale al tuo partner. Vedrai, ti stupirà confermandoti che ama il tuo corpo e ne è attratto come e più di prima. E mostrargli la nuova te sarà il primo passo per tornare a cercarvi e a lasciarvi andare.


Alimentazione, cosa mangiare quando sei in terapia - Luca Imperatori

Alimentazione, cosa mangiare quando sei in terapia

4 Minuti16 Maggio 2022

KS Coach


Ecco i consigli dell’oncologo esperto in nutrizione Luca Imperatori

Quando inizi le terapie, soprattutto se devi sottoporti alla chemio, mangiare sembra l’ultimo dei problemi. Forza e pensieri sono fagocitati dalla paura e dalla speranza che vada tutto bene. Poi, cominciato un ciclo di cura, arrivano anche i malesseri legati alle terapie e mettersi a tavola diventa ancora più ostico. Eppure, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. “Non bisogna perdere peso, altrimenti si hanno meno energie e anche il nostro organismo rischia di reagire meno ai trattamenti” puntualizza Luca Imperatori, il nostro oncologo esperto in Nutrizione. Che ti regala alcuni consigli da mettere in pratica durante le cure.

1

Cerca i cibi antinfiammatori: la malattia, ormai la scienza l’ha confermato, viene aggravata dallo stato infiammatorio dell’organismo che va ‘modulato’ e contenuto. Quindi scegli alimenti ricchi di flavonoidi, come frutti di bosco e fragole, e di omega 3, come noci e mandorle da usare anche come spuntini. Via libera anche alle spezie come curcuma e zenzero.

2

Aiuta il tuo sistema immunitario: il tumore e le terapie abbattono le difese dell’organismo. In cucina, quindi, servono i rinforzi. Che arrivano da ingredienti ricchi di betacarotene (carote, zucche, barbabietole) e vitamina C (pomodori, peperoni), e poi dal miele e dai funghi.

3

Abbassa l’indice glicemico: gli ‘zuccheri’ fanno proliferare le cellule, quindi meglio ridurre dolci e pane bianco e convertirsi ai cereali integrali. Non dimenticare verdura e frutta, a pranzo e a cena per aiutare il microbiota intestinale.

4

Mangia da atleta nei giorni clou: il giorno prima delle terapie imita gli atleti che puntano su menu light con pasta o riso integrale. Tieni sempre lo zenzero a portata di mano durante le infusioni di chemio perché contrasta la nausea. Se il disturbo persiste porta in tavola le verdure cotte e il pesce azzurro e preferisci piatti freschi o a temperatura ambiente.

5

Non dimenticare di bere: è un classico, il malessere fa passare il senso della sete. Attenzione, perché disidratarsi indebolisce l’organismo che invece durante i trattamenti deve rimanere più in forma possibile. Tieni sempre a portata di mano, a casa e in ospedale, una borraccia e cerca di bere 1,5 litri di liquidi al giorno. Se la classica acqua ti dà fastidio perché magari aumenta la nausea e il fastidio allo stomaco, prova con il the verde, a piccoli sorsi e senza zucchero. Vanno bene anche le tisane ai gusti che preferisci. L’importante, insomma, è bere visto che così previeni anche la stitichezza, che è spesso associata alle cure.

6

Occhio agli integratori: vanno sempre presi sotto la supervisione del tuo oncologo. Un esempio? Il betacarotene è alleato del sistema immunitario ma diversi studi hanno dimostrato che va bene soltanto se assunto sotto forma di cibi e non, appunto, come integratore.

7

Prova gli spuntini: nei giorni no, quando mangiare rimane comunque ‘faticoso’ rispolvera la classica regola di dividere il fabbisogno giornaliero in 5 pasti e riscopri così lo spuntino del mattino e quello del pomeriggio, dove puoi concederti frutta fresca e secca, frullati e yogurt.

Se hai domande per il nostro esperto, scrivigli subito a info@koalastrategy.com.