Prova l’esercizio della ruota per ritrovare l’equilibrio

Prova l'esercizio della ruota per ritrovare l'equilibrio

4 Minuti15 Agosto 2022

Cancer Coach


La nostra cancer coach ti aiuta a comprendere l’importanza delle emozioni e a lavorare su quelle negative

Uno stile di vita sano, tanta attenzione a tavola, l’attività fisica: sono tutti elementi fondamentali per la tua salute. Ma c’è molto di più, le emozioni. L’essere umano, infatti, è un’unione inscindibile di corpo e mente e non puoi sottovalutarlo, soprattutto ora che stai affrontando un percorso difficile come quello oncologico. Anzi, il tumore scatena proprio una valanga di sensazioni forti, come la rabbia e la paura. Prima o poi, per esempio, ti poni alcune domande come ‘perché è successo a me?’ o ‘che cosa ho fatto di sbagliato’ che portano frustrazione e sensi di colpa. Allora, per comprendere l’importanza delle emozioni e imparare a gestirle al meglio, la nostra cancer coach Mara Mussoni ti propone un esercizio pratico e veloce: la ruota della multifattorialità. Sei pronta a partecipare?

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Ogni persona è ‘nutrita’ da sei fattori, che compongono l’essenza umana fatta di corpo e anima: il cibo, l’aria, i liquidi, l’attività fisica e l’ambiente, la genetica, i pensieri (che comprendono emozioni e dinamiche relazionali). Pensaci e noterai che, in effetti, questi sei elementi sono tutti presenti e vitali per la tua quotidianità.

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Ora ti facciamo una domanda: quale di questi sei fattori ha influenzato di più l’arrivo della malattia? Attenzione, non parliamo dell’aspetto prettamente medico perché sappiamo, ovviamente, che il cancro è legato ai geni e a diverse cause biologiche. Fatta questa premessa, quale aspetto ha pesato di più? Il cibo? L’ambiente? I pensieri?

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Quando inizi a riflettere su questo interrogativo, noterai la grande influenza dei pensieri e delle emozioni in ogni campo. Ecco un esempio per farti capire: pensi che la malattia sia legata al consumo di alimenti nocivi o al fatto di aver fumato troppe sigarette. Giustissimo, ma anche in questo caso devi chiederti perché ti sei comportato in questo modo e vedrai, magari, che la fonte di tutto sono nervosismo, ansia e stress.

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Emozioni, pensieri e dinamiche relazionali, quindi, hanno un forte impatto nella malattia. Questo, ora, deve essere il tuo punto di partenza per cambiare ciò che di negativo c’era, e forse c’è ancora, a livello di sentimenti e rapporti.

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Prova quindi ad approfondire e a scandagliare questo ambito. Sei soddisfatta, per esempio, di come reagisci alle difficoltà? Amore e amicizie ti rendono serena o, al contrario, ci sono rapporti che ti portano sofferenza? Ti senti stimata e gratificata? Ti occupi anche di te stessa e del tuo benessere o tendi a pensare prima di tutto agli altri?

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Questo bilancio sul fronte di pensieri ed emozioni non è immediato. Datti tempo e ragiona passo dopo passo, accettando anche le considerazioni che ti mettono più a nudo e gli aspetti che ti danno fastidio perché magari ti fanno sentire in colpa, ‘esposta’ o fragile.

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A questo punto, hai una sfida da affrontare: correggere i pensieri tossici e negativi e gli atteggiamenti che scaturiscono da questi. Approfitta di questo momento di forte cambiamento, legato alla malattia, per lavorare su te stessa e trovare un nuovo equilibrio. Se vuoi, possiamo farlo insieme con i preziosi consigli della nostra cancer coach. Continua a seguirci…


tumore, come affrontare le fasi della malattia

Tumore, come affrontare le fasi della malattia

5 Minuti5 Luglio 2022

Cancer Coach


La cancer coach ti spiega i momenti del percorso oncologico

Un atleta che si prepara a una gara a tappe. O il protagonista di un romanzo che deve affrontare sfide e avventure. A questo assomiglia un paziente oncologico. Lo sappiamo, sono metafore molto più poetiche della realtà che stai vivendo, ma servono a farti riflettere su un concetto fondamentale: la malattia è un percorso fatto di più step ed è importante comprenderlo per vivere questi momenti con la giusta consapevolezza e quindi superarli al meglio.

“Le fasi della malattia sono quattro” spiega la nostra cancer coach Mara Mussoni. “Ogni persona ha i suoi tempi e passare da una tappa all’altra non è scontato. Non è sempre un passaggio fluido, anzi. Ma bisogna capire, appunto, che ci sono fasi diverse e ognuna richiede energie e atteggiamenti differenti. Anche perché è fondamentale passare poi alla fase più attiva, quella determinante per il nostro benessere”. In questo articolo, ti spieghiamo quindi le singole tappe, con i consigli dell’esperta.

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La negazione: quando ricevi la diagnosi, a livello inconscio scatta una specie di meccanismo di difesa che ti spinge a negare il tumore. Nella quotidianità agisci, cerchi subito di attivarti e organizzare ricoveri, cure e tutto quello che ruota intorno, ma la notizia è così forte e impattante che tendi a proteggerti e, quindi, a non indagare troppo. Paura e confusione hanno il sopravvento e la tua mente prova a rimuovere le riflessioni più approfondite. È un momento fisiologico e legittimo ed è normale non andare troppo a fondo e cadere in un atteggiamento un po’ vittimistico che spinge a ripeterti ‘perché accade a me, perché adesso?’.

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L’adattamento: ogni essere umano è fatto per adattarsi e dopo un trauma si abitua alla nuova realtà, anche alla più difficile. Così dopo il trauma iniziale e, per esempio, dopo il ricovero e l’operazione, trovi una nuova routine che incastra lavoro e terapie, ritorni pian alle piccole abitudini di prima o ne crei di nuove che ti regalano un po’ di equilibrio e di certezze. È un periodo molto faticoso e spesso, dopo una fase di grande energia, ne attraverserai un’altra di down, più apatica. Di solito, è la fase in cui finisci le terapie e ti senti stanca e abbandonata, senza più la sicurezza di guarigione data dalle cure frequenti.

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La presa di coscienza: prima o poi arriva una delle tappe più importanti, quella in cui trovi la consapevolezza per elaborare quello che è accaduto e capire cosa è giusto fare. Si tratta di un’autentica svolta e, proprio per questo, non è scontata. Diverse persone rimangono a lungo ferme nelle prime due fasi, a volte ci restano tutta la vita. Ma di solito arriva il periodo in cui ti guardi intorni e capisci che potresti stare meglio e che il cancro ha portato una nuova modalità di essere. Ricordati, infatti, che per ogni paziente oncologico c’è sempre un prima e un dopo, perché la malattia ti cambia nel profondo anche se ci metterai un po’ a capirlo e a trovare una nuova strada da percorrere.

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L’azione: è l’inizio del cambiamento, del percorso di crescita personale in cui ti guardi dentro e ti chiedi che persona vorresti essere. Il primo passo è pensare che la malattia non è stata una casualità e che può trasformarsi in un’occasione per migliorarsi. Prima di tutto, cerca le informazioni per stare davvero meglio e per fare in modo che il cambiamento sia reale: leggi, frequenta dei corsi, trova stimoli e spunti, fatti delle domande… E non fermarti a un cambiamento superficiale: certo, è importante prendersi cura della salute e seguire una stile di vita più sano, partendo dall’alimentazione. Ma la vera svolta è quella che fai dentro di te, modificando per esempio alcune dinamiche di comportamento, i rapporti personali o il lavoro. E per intraprendere questo percorso può essere necessario l’aiuto di un esperto, come uno psicologo o un cancer coach.


Mara Mussoni - KS Cancer Coach

Arriva la cancer coach

5 Minuti22 Aprile 2022

Cancer Coach


Mara Mussoni è la prima professionista italiana certificata

Una persona che ti prende per mano e ti guida all’inizio di una strada, accogliente e sicura. E lì, guardandoti negli occhi, ti spiega come iniziare il tuo cammino e arrivare fino in fondo. A qualunque paziente oncologico servirebbe una figura così. Per fortuna, esiste. Si chiama Mara Mussoni, la prima cancer coach italiana certificata, che da oggi ci ‘aiuterà ad aiutarti’.

Classe 1974, sammarinese di origini, si presenta dicendo di aver già vissuto almeno un paio di vite. E nella prima c’è stato proprio l’incontro con il cancro. “Avevo 18 anni, stavo per partire per la gita scolastica, quando una crisi d’asma mi ha portato a un passo dal soffocamento” ricorda. La corsa da un ospedale all’altro trova fine a Bologna, dove un medico le annuncia che ha un linfoma non Hodgkin al quarto stadio con diverse metastasi e, senza troppi giri di parole, aggiunge che ha solo il 30% di possibilità di farcela. “Quella comunicazione è stata una violenza, un abuso”.

Dopo il terremoto, Mara prova a ripartire dalle macerie con diversi cicli di chemioterapia e radioterapia. La malattia regredisce, anche se i suoi sogni di ragazza si spezzano per sempre. “Volevo studiare lingue e viaggiare per il mondo, invece ho dovuto accontentarmi di fare la contabile. Non è stato facile, anche perché a quei tempi il cancro era una vergogna, qualcosa che non andava nemmeno nominato”. Gli anni passano: Mara diventa mamma e anche questo momento assomiglia a una corsa a ostacoli, con gli strascichi lasciati dalle terapie. Poi un giorno, grazie a un amico, inizia un percorso di crescita personale. “Mi si è aperto un mondo: ho compreso che non aver mai parlato della malattia e non averla accettata, mi aveva reso un’eterna malata”.

“Avevo 18 anni, stavo per partire per la gita scolastica, quando una crisi d'asma mi ha portato a un passo dal soffocamento” ricorda. La corsa da un ospedale all'altro trova fine a Bologna, dove un medico le annuncia che ha un linfoma non Hodgkin al quarto stadio con diverse metastasi e, senza troppi giri di parole, aggiunge che ha solo il 30% di possibilità di farcela. “Quella comunicazione è stata una violenza, un abuso”

I corsi si susseguono uno dopo l’altro, in Italia e all’estero, dove scopre proprio la figura del cancer coach. “Ho sentito subito che era il mio lavoro. Ho ottenuto la certificazione in America e poi ho creato un metodo tutto mio, da zero: un protocollo certificato e molto pratico che poi si adatta alle esigenze del singolo”. In 10 anni, la dottoressa Mussoni ha seguito quasi 500 persone e si ricorda ancora la prima donna che si è rivolta a lei ed è rifiorita sotto i suoi occhi.

l suo percorso si articola in 6 incontri, tutti telefonici. “La persona mi racconta di sé e poi partiamo subito con degli esercizi pratici per cambiare comportamenti e pensieri sbagliati. Lo scopo? Dare gli strumenti che portano il paziente a reagire alla malattia, a non esserne più vittima. Di solito, davanti a un tumore siamo passivi, deleghiamo tutto agli altri, invece è fondamentale essere protagonisti e autonomi per guarire davvero. Il mio motto è migliorare la vita oltre la cura e per farlo lavoro sul benessere mentale, sradicando quelle dinamiche disfunzionali che c’erano già prima del tumore”.

Dal 2021 Mara ha lanciato il Master in coaching oncologico, che ha già formato 50 professionisti. E ora regalerà i suoi preziosi suggerimenti anche a noi di Koala Strategy. “Insieme, possiamo cambiare la mentalità: ancora oggi il cancro viene definito il male, l’intruso, la bestia, l’ospite… Viene sempre visto come qualcosa di esterno, che ci attacca. Invece dobbiamo chiamarlo con il suo nome e imparare a viverlo nel modo migliore”.

Ed è quello che la dottoressa Mussoni farà anche con noi. Ogni mese ci regalerà consigli e novità, ci spiegherà come trattare i vari disturbi e sottolineerà gli errori da non fare con articoli, post, video e tanto altro. Insomma, bellezza e benessere non saranno più un’utopia ma una realtà concreta.