Cancro: via la paura in 5 mosse

3 Minuti29 Dicembre 2022

Mara Mussoni


La cancer coach Mara Mussoni ti regala gli esercizi per allontanare ansia e timori

La paura dei controlli, il timore di star male, l’incubo di una recidiva. Quando hai un tumore, il terrore sembra il tuo nuovo amico-nemico, che accompagna ogni giornata. Stai tranquilla, siamo qui per aiutarti. Lo slogan di questo articolo, infatti, è Cancro: via la paura in 5 mosse. Ed è possibile grazie agli esercizi della nostra cancer coach Mara Mussoni. “Si tratta di esercizi facili e adatti a tutti, che diventano una piccola routine quotidiana”. Allora, prendi carta e penna, leggi qui sotto e inizia.

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Scrivi l’elenco delle paure: elencale tutte, dalle più piccole alle più angoscianti. Fallo di getto e non ‘selezionare’, mettendo anche quelle che non sono per forza legate alla malattia. Poi rileggi questo elenco con calma, tutte le volte che se senti il bisogno. Vedrai che anche solo questo semplice gesto di metterle per iscritto, ti farà prendere consapevolezza e ti farà sentire meno in balia dell’ignoto. Ora i tuoi nemici hanno un nome e un volto.

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Poi depotenziale pensando al presente: riprendi in mano l’elenco delle paure e indeboliscile. Il trucco è pensare al presente: per esempio, se il controllo è tra un mese, ripetiti che tu devi vivere il ‘qui e ora’: quello che hai da fare oggi, le persone e gli affetti che ti stanno accanto. Nella tua giornata, nel presente, non ci può essere spazio per i timori.

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Impara che la paura ti fa anche ‘agire bene’:  la paura, come ogni emozione, ha anche un risvolto positivo. In pratica, come insegnano gli scienziati, è un pensiero che ci fa agire, un campanello d’allarme che ci fa scattare. Hai paura del controllo o della recidiva? Agisci per arrivare a questi momenti al meglio: segui le cure e i consigli dell’oncologo, mangia bene, fai movimento…

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Scrivi l’elenco dei ‘101 desideri’: prendi ancora carta e penna e divertiti a scrivere di getto i tuoi 101 desideri. Non porti limiti e lasciati andare: vincere al Superenalotto, andare alle Maldive, cenare con il tuo attore preferito… Fantasticare ha un effetto benefico perché allontana la mente dai pensieri negativi.

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Usa questo elenco per distrarti nei momenti da incubo come esami, controlli o notti insonni: quando sei in ospedale per la Tac o gli esami del sangue o se ti svegli di notte in preda all’ansia, riprendi subito il tuo magico elenco dei 101 desideri. Leggendolo, ti distrai e riporti la mente a pensieri positivi e leggeri. Così l’ansia se ne va.

Hai fatto questi esercizi? Ti sono stati utili? Raccontacelo e sei hai domande per la nostra cancer coach mandaci una mail a info@koalastrategy.com.


Dì addio a domande sbagliate e rabbia

Hai un tumore? Dì addio a domande sbagliate e rabbia

4 Minuti6 Ottobre 2022

Mara Mussoni


Come superare sensi di colpa e pensieri inutili

Hai un tumore? Dì addio a domande sbagliate e rabbia

Il percorso oncologico, lo diciamo sempre, è fatto di tante tappe, mediche e psicologiche. Operazioni, cure e controlli. E, intanto, una tempesta di emozioni affolla la mente e il cuore. Gli alleati delle tappe mediche sono chirurghi, oncologi e specialisti vari, mentre per il percorso psicologico ti proponiamo i consigli della nostra cancer coach Mara Mussoni. “Attraverserai varie fasi, dalla negazione della malattia all’azione” ricorda l’esperta. “Ognuna è inevitabile, anzi necessaria. Allo stesso modo, è importante capire il ruolo fondamentale delle emozioni, come abbiamo spiegato negli articoli precedenti. Lo step successivo è superare le domande ingombranti che nascono in questo momento critico e la rabbia ad esse collegata”.

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Perché a me? Ecco la domanda che tutti, prima o poi, si pongono quando fanno i conti con il cancro. Ti chiedi dove hai sbagliato e come mai questa prova così difficile sia toccata proprio a te. Cercando la risposta, passi in rassegna ogni istante della tua vita e così arriva anche il senso di colpa per gli errori fatti. Come le sigarette, per esempio, o l’alimentazione non proprio sana.

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Il senso di colpa è un sentimento che si insinua pian piano, prende sempre più spazio e ti impedisce di concentrarti su quello che conta di più in questo momento. Ecco perché bisogna ‘spostare’ i pensieri e allargare i ragionamenti. Prima di tutto, è inutile pensare al passato, e a eventuali errori, perché tanto non puoi cambiarlo e non puoi intervenire su quello che è già accaduto. Poi, prova a pensare che in quel momento forse non riuscivi a comportarti in modo diverso. Come abbiamo già visto, dietro le nostre azioni si celano sempre emozioni e dinamiche personali e, per esempio, uno stile di vita sbagliato può essere dettato da stress o problemi relazionali.

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Questo pensiero può quindi aiutarti a dare un senso alla malattia. Il tumore ha ovviamente delle cause biologiche, mediche e genetiche, ma è anche un segnale di qualcosa che non andava. C’era uno squilibrio nella tua esistenza e il cancro lo ha manifestato all’ennesima potenza.

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Certo, questi ragionamenti non sono sempre facili da fare e spesso è la rabbia a prendere il sopravvento. E molte volte è persino difficile ammettere di provare questo sentimento, che ha una connotazione negativa e fa quasi paura. Così, viene represso e rimane nascosto a lungo tra le pieghe del cuore.

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Ma, prima o poi, la rabbia esplode, magari proprio con i famigliari e gli amici che più ti stanno vicino e ti aiutano in questo momento. Approfitta di questo litigio per prenderne consapevolezza: questa emozione esiste ed è il momento di affrontarla.

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Il primo passo è imparare che la rabbia non è solo negativa. Certo, è irruente e violenta, ma è comunque un sentimento forte e quindi può essere anche costruttivo, come una forza, una spinta.

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Allora, prima di tutto sfoga la parte aggressiva. Lo sport è un ottima valvola di sfogo, così come la meditazione, lo yoga o l’aiuto di un terapista. Poi, pensa anche a incanalare la forza costruttiva della rabbia. Magari c’è un progetto, un cambiamento, qualcosa a cui pensavi da tempo e che ora può trasformarsi anche in un riscatto dalla malattia…


Prova l’esercizio della ruota per ritrovare l’equilibrio

Cancro e benessere: l'esercizio della ruota

4 Minuti15 Agosto 2022

Mara Mussoni


La nostra cancer coach ti aiuta a comprendere l’importanza delle emozioni e a lavorare su quelle negative

Cancro e benessere: prova l’esercizio della ruota

Uno stile di vita sano, tanta attenzione a tavola, l’attività fisica: sono tutti elementi fondamentali per la tua salute. Ma c’è molto di più, le emozioni. L’essere umano, infatti, è un’unione inscindibile di corpo e mente e non puoi sottovalutarlo, soprattutto ora che stai affrontando un percorso difficile come quello oncologico. Anzi, il tumore scatena proprio una valanga di sensazioni forti, come la rabbia e la paura. Prima o poi, per esempio, ti poni alcune domande come ‘perché è successo a me?’ o ‘che cosa ho fatto di sbagliato’ che portano frustrazione e sensi di colpa. Allora, la nostra cancer coach Mara Mussoni ti propone un’idea, sul fronte cancro e benessere: prova l’esercizio della ruota. Sei pronta a partecipare?

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Ogni persona è ‘nutrita’ da sei fattori, che compongono l’essenza umana fatta di corpo e anima: il cibo, l’aria, i liquidi, l’attività fisica e l’ambiente, la genetica, i pensieri (che comprendono emozioni e dinamiche relazionali). Pensaci e noterai che, in effetti, questi sei elementi sono tutti presenti e vitali per la tua quotidianità.

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Ora ti facciamo una domanda: quale di questi sei fattori ha influenzato di più l’arrivo della malattia? Attenzione, non parliamo dell’aspetto prettamente medico perché sappiamo, ovviamente, che il cancro è legato ai geni e a diverse cause biologiche. Fatta questa premessa, quale aspetto ha pesato di più? Il cibo? L’ambiente? I pensieri?

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Quando inizi a riflettere su questo interrogativo, noterai la grande influenza dei pensieri e delle emozioni in ogni campo. Ecco un esempio per farti capire: pensi che la malattia sia legata al consumo di alimenti nocivi o al fatto di aver fumato troppe sigarette. Giustissimo, ma anche in questo caso devi chiederti perché ti sei comportato in questo modo e vedrai, magari, che la fonte di tutto sono nervosismo, ansia e stress.

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Emozioni, pensieri e dinamiche relazionali, quindi, hanno un forte impatto nella malattia. Questo, ora, deve essere il tuo punto di partenza per cambiare ciò che di negativo c’era, e forse c’è ancora, a livello di sentimenti e rapporti.

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Prova quindi ad approfondire e a scandagliare questo ambito. Sei soddisfatta, per esempio, di come reagisci alle difficoltà? Amore e amicizie ti rendono serena o, al contrario, ci sono rapporti che ti portano sofferenza? Ti senti stimata e gratificata? Ti occupi anche di te stessa e del tuo benessere o tendi a pensare prima di tutto agli altri?

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Questo bilancio sul fronte di pensieri ed emozioni non è immediato. Datti tempo e ragiona passo dopo passo, accettando anche le considerazioni che ti mettono più a nudo e gli aspetti che ti danno fastidio perché magari ti fanno sentire in colpa, ‘esposta’ o fragile.

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A questo punto, hai una sfida da affrontare: correggere i pensieri tossici e negativi e gli atteggiamenti che scaturiscono da questi. Approfitta di questo momento di forte cambiamento, legato alla malattia, per lavorare su te stessa e trovare un nuovo equilibrio. Se vuoi, possiamo farlo insieme con i preziosi consigli della nostra cancer coach. Continua a seguirci…


tumore, come affrontare le fasi della malattia

Tumore: come affrontare le fasi della malattia

5 Minuti5 Luglio 2022

Mara Mussoni


La cancer coach ti spiega i momenti del percorso oncologico

Tumore: come affrontare le fasi della malattia

Un atleta che si prepara a una gara a tappe. O il protagonista di un romanzo che deve affrontare sfide e avventure. A questo assomiglia un paziente oncologico. Lo sappiamo, sono metafore molto più poetiche della realtà che stai vivendo, ma servono a farti riflettere su un concetto fondamentale: la malattia è un percorso fatto di più step. 

“Le fasi della malattia sono quattro” spiega la nostra cancer coach Mara Mussoni. “Ogni persona ha i suoi tempi e passare da una tappa all’altra non è scontato. Non è sempre un passaggio fluido, anzi. Ma bisogna capire, appunto, che ci sono fasi diverse e ognuna richiede energie e atteggiamenti differenti. Anche perché è fondamentale passare poi alla fase più attiva, quella determinante per il nostro benessere”. In questo articolo, ti spieghiamo quindi le singole tappe, con i consigli dell’esperta.

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La negazione: quando ricevi la diagnosi, a livello inconscio scatta una specie di meccanismo di difesa che ti spinge a negare il tumore. Nella quotidianità agisci, cerchi subito di attivarti e organizzare ricoveri, cure e tutto quello che ruota intorno, ma la notizia è così forte e impattante che tendi a proteggerti e, quindi, a non indagare troppo. Paura e confusione hanno il sopravvento e la tua mente prova a rimuovere le riflessioni più approfondite. È un momento fisiologico e legittimo ed è normale non andare troppo a fondo e cadere in un atteggiamento un po’ vittimistico che spinge a ripeterti ‘perché accade a me, perché adesso?’.

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L’adattamento: ogni essere umano è fatto per adattarsi e dopo un trauma si abitua alla nuova realtà, anche alla più difficile. Così dopo il trauma iniziale e, per esempio, dopo il ricovero e l’operazione, trovi una nuova routine che incastra lavoro e terapie, ritorni pian alle piccole abitudini di prima o ne crei di nuove che ti regalano un po’ di equilibrio e di certezze. È un periodo molto faticoso e spesso, dopo una fase di grande energia, ne attraverserai un’altra di down, più apatica. Di solito, è la fase in cui finisci le terapie e ti senti stanca e abbandonata, senza più la sicurezza di guarigione data dalle cure frequenti.

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La presa di coscienza: prima o poi arriva una delle tappe più importanti, quella in cui trovi la consapevolezza per elaborare quello che è accaduto e capire cosa è giusto fare. Si tratta di un’autentica svolta e, proprio per questo, non è scontata. Diverse persone rimangono a lungo ferme nelle prime due fasi, a volte ci restano tutta la vita. Ma di solito arriva il periodo in cui ti guardi intorni e capisci che potresti stare meglio e che il cancro ha portato una nuova modalità di essere. Ricordati, infatti, che per ogni paziente oncologico c’è sempre un prima e un dopo, perché la malattia ti cambia nel profondo anche se ci metterai un po’ a capirlo e a trovare una nuova strada da percorrere.

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L’azione: è l’inizio del cambiamento, del percorso di crescita personale in cui ti guardi dentro e ti chiedi che persona vorresti essere. Il primo passo è pensare che la malattia non è stata una casualità e che può trasformarsi in un’occasione per migliorarsi. Prima di tutto, cerca le informazioni per stare davvero meglio e per fare in modo che il cambiamento sia reale: leggi, frequenta dei corsi, trova stimoli e spunti, fatti delle domande… E non fermarti a un cambiamento superficiale: certo, è importante prendersi cura della salute e seguire una stile di vita più sano, partendo dall’alimentazione. Ma la vera svolta è quella che fai dentro di te, modificando per esempio alcune dinamiche di comportamento, i rapporti personali o il lavoro. E per intraprendere questo percorso può essere necessario l’aiuto di un esperto, come uno psicologo o un cancer coach.


Mara Mussoni - KS Cancer Coach

Arriva la cancer coach

5 Minuti22 Aprile 2022

Mara Mussoni


Mara Mussoni è la prima professionista italiana certificata

Cara KS Family, arriva la cancer coach. Una persona che ti prende per mano e ti guida all’inizio di una strada, accogliente e sicura. E lì, guardandoti negli occhi, ti spiega come iniziare il tuo cammino e arrivare fino in fondo. A qualunque paziente oncologico servirebbe una figura così. Per fortuna, esiste.

Si chiama Mara Mussoni, la prima cancer coach italiana certificata, che da oggi ci ‘aiuterà ad aiutarti’.

Classe 1974, sammarinese di origini, si presenta dicendo di aver già vissuto almeno un paio di vite. E nella prima c’è stato proprio l’incontro con il cancro. “Avevo 18 anni, stavo per partire per la gita scolastica, quando una crisi d’asma mi ha portato a un passo dal soffocamento” ricorda. La corsa da un ospedale all’altro trova fine a Bologna, dove un medico le annuncia che ha un linfoma non Hodgkin al quarto stadio con diverse metastasi e, senza troppi giri di parole, aggiunge che ha solo il 30% di possibilità di farcela. “Quella comunicazione è stata una violenza, un abuso”.

Dopo il terremoto, Mara prova a ripartire dalle macerie con diversi cicli di chemioterapia e radioterapia. La malattia regredisce, anche se i suoi sogni di ragazza si spezzano per sempre. “Volevo studiare lingue e viaggiare per il mondo, invece ho dovuto accontentarmi di fare la contabile. Non è stato facile, anche perché a quei tempi il cancro era una vergogna, qualcosa che non andava nemmeno nominato”.

Gli anni passano: Mara diventa mamma e anche questo momento assomiglia a una corsa a ostacoli, con gli strascichi lasciati dalle terapie. Poi un giorno, grazie a un amico, inizia un percorso di crescita personale. “Mi si è aperto un mondo: ho compreso che non aver mai parlato della malattia e non averla accettata, mi aveva reso un’eterna malata”.

“Avevo 18 anni, stavo per partire per la gita scolastica, quando una crisi d'asma mi ha portato a un passo dal soffocamento” ricorda. La corsa da un ospedale all'altro trova fine a Bologna, dove un medico le annuncia che ha un linfoma non Hodgkin al quarto stadio con diverse metastasi e, senza troppi giri di parole, aggiunge che ha solo il 30% di possibilità di farcela. “Quella comunicazione è stata una violenza, un abuso”

I corsi si susseguono uno dopo l’altro, in Italia e all’estero, dove scopre proprio la figura del cancer coach. “Ho sentito subito che era il mio lavoro. Ho ottenuto la certificazione in America e poi ho creato un metodo tutto mio, da zero: un protocollo certificato e molto pratico che poi si adatta alle esigenze del singolo”.

In 10 anni, la dottoressa Mussoni ha seguito quasi 500 persone e si ricorda ancora la prima donna che si è rivolta a lei ed è rifiorita sotto i suoi occhi.

l suo percorso si articola in 6 incontri, tutti telefonici. “La persona mi racconta di sé e poi partiamo subito con degli esercizi pratici per cambiare comportamenti e pensieri sbagliati. Lo scopo? Dare gli strumenti che portano il paziente a reagire alla malattia, a non esserne più vittima. Di solito, davanti a un tumore siamo passivi, deleghiamo tutto agli altri, invece è fondamentale essere protagonisti e autonomi per guarire davvero. Il mio motto è migliorare la vita oltre la cura e per farlo lavoro sul benessere mentale, sradicando quelle dinamiche disfunzionali che c’erano già prima del tumore”.

Dal 2021 Mara ha lanciato il Master in coaching oncologico, che ha già formato 50 professionisti. E ora regalerà i suoi preziosi suggerimenti anche a noi di Koala Strategy. “Insieme, possiamo cambiare la mentalità: ancora oggi il cancro viene definito il male, l’intruso, la bestia, l’ospite… Viene sempre visto come qualcosa di esterno, che ci attacca. Invece dobbiamo chiamarlo con il suo nome e imparare a viverlo nel modo migliore”.

Ed è quello che la dottoressa Mussoni farà anche con noi. Ogni mese ci regalerà consigli e novità, ci spiegherà come trattare i vari disturbi e sottolineerà gli errori da non fare con articoli, post, video e tanto altro.