Se hai una neoplasia mieloproliferativa, c'è Mielo-Spieghi

3 Minuti29 Gennaio 2023

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Una pagina facebook, un podcast e tanto altro per chi soffre di queste malattie del sangue

Se hai una neoplasia mieloproliferativa, c’è Mielo-Spieghi. Ovvero una pagina Facebook, un podcast e tante iniziative che ti aiutano nella tua quotidianità. Soffri anche tu di queste patologie? Leggi subito questo articolo e scoprirai tanti dettagli utilissimi e davvero preziosi.

Le neoplasie mieloproliferative sono tumori del sangue causati da mutazioni genetiche. Si tratta soprattutto di tre patologie: la policitemia vera, la trombocitemia essenziale e la mielofibrosi. Possono colpire a qualsiasi età, a volte diventano croniche, ma non sono tra i tumori più conosciuti, quindi i pazienti hanno spesso poche notizie e pochissimi supporti.

Ecco perché Mielo-Spieghi, il progetto promosso da Novartis in collaborazione con Aipamm (Associazione italiana pazienti affetti da Malattie Mieloproliferative) diventa un ottimo carburante per i malati.

“Il cuore del progetto è la pagina Facebook, una vera miniera di informazioni e un luogo d'incontro dove conoscere altre persone che vivono la stessa esperienza. Online si trovano video realizzati con il contributo dei migliori ematologi, schede, rubriche fisse, notizie e appuntamenti per le dirette con gli esperti, che rispondono alle domande e affrontano aspetti pratici".

Il cuore del progetto è la pagina Facebook, una vera miniera di informazioni e un luogo d’incontro dove conoscere altre persone che stanno vivendo la stessa esperienza. Online, infatti, si trovano video realizzati con il contributo dei migliori ematologi, schede, rubriche fisse, notizie e appuntamenti per le dirette con gli esperti, che rispondono alle domande e affrontano gli aspetti più pratici, come lo stile di vita, la gravidanza, la sessualità…

Oltre alla pagina Fb, c’è anche Mpn Tracker, un tool pensato per tenere sotto controllo sintomi, esami e tanto altro e condividerli in diretta con il tuo medico di base e con lo specialista. In pratica, basta collegarsi all’indirizzo online, registrarsi e usare questa applicazione per monitorare la malattia, avere sempre sotto controllo progressi, problemi e terapie e comunicare velocemente con i medici.

Per finire, ecco Mielo-Spieghi Podcast. E’ il podcast che dà voce ai pazienti che, in sei storie tutte da ascoltare, raccontano come hanno scoperto la malattia e come vivono la quotidianità e confessano dubbi, paure e speranze. Se vuoi ascoltarli, e sentirti meno sola, clicca subito qui. La tecnologia, anche in questo caso, diventa quindi una grande alleata (ne abbiamo parlato anche qui).

Ti è stato utile questo articolo? Scrivici che cosa ne pensi a info@koalastrategy.com.


Diagnosi tumore polmone intelligenza artificiale

La diagnosi di tumore al polmone? La fa l'intelligenza artificiale

3 Minuti17 Gennaio 2023

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Succede al Policlico Sant’Orsola di Bologna: una scoperta perfetta per scovare i noduli più piccoli

La diagnosi di tumore al polmone? La fa l’intelligenza artificiale. Succede al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, dove questa tecnologia consente di scovare i noduli più piccoli e di intervenire quando la massa è più operabile e curabile. Se vuoi saperne di più, leggi (e salva) questo articolo.

Il Policlinico Sant’Orsola è il primo ospedale pubblico europeo a usare questa tecnologia, che tecnicamente si chiama Body Vision Lung System e permette, appunto, di trovare i noduli ai polmoni quando sono ancora all’inizio. Un dettaglio fondamentale, visto che questo tumore colpisce ogni anno circa 41.000 italiani ma spesso si arriva alla diagnosi in ritardo.

Ma che cosa fa, in pratica, l’intelligenza artificiale? Incrocia in tempo reale i dati di una Tac e le immagini della radiologia fluoroscopica (la radiografia che utilizza la fluorescenza per evidenziare parti del corpo e organi), creando un’immagine 3d molto dettagliata del polmone. Vedendo questa immagine, i medici possono continuare l’esame e ‘visionare’ dettagli e zone in cui di solito non sarebbe possibile arrivare.

“L'intelligenza artificiale incrocia in tempo reale i dati di una Tac e le immagini della radiologia fluoroscopica (quella che usa la fluorescenza per evidenziare parti del corpo e organi), creando un'immagine 3d molto dettagliata del polmone. Così i medici 'visionano' dettagli e zone in cui non sarebbe possibile arrivare".

Quando un medico ha dei sospetti su una massa al polmone, per esempio, procede con una broncoscopia, ma si tratta di un esame meno preciso e, soprattutto, più invasivo. In alternativa, si usano anche le minisonde ecografiche radiali, ma anche queste si rivelano meno precise. L’intelligenza artificiale, invece, è dettagliata, veloce e immediata. In pratica, fa davvero la differenza.

Una vera e propria rivoluzione per la sala endoscopica dell’Irccs, primo ospedale pubblico in Europa ad adottarla: riconoscere e diagnosticare precocemente significa battere sul tempo eventuali malattie offrendo migliori prospettive di cura e la possibilità di agire subito chirurgicamente.

Il nuovo strumento è già entrato in azione nell’unità di Pneumologia Interventistica dell’ospedale, diretta dal dottor Piero Candoli. “Il Body Vision Lung System ricostruisce una immagine tridimensionale della realtà che non sarebbe possibile visualizzare altrimenti” spiega l’équipe dell’unità.

“Riproduce fedelmente una broncoscopia e indirizza i medici che la utilizzano, come un piccolo e sofisticato “navigatore” intelligente, così da arrivare in posti dove non sarebbe stato possibile arrivare con la normale navigazione e scovare precocemente anche le tracce meno visibili di noduli polmonari periferici, che sarebbero difficilmente evidenziabili con gli attuali dispositivi disponibili”.

Dati alla mano, l’intelligenza artificiale potenzia la capacità di diagnosi del 10% e lo fa con grande velocità. La speranza, insomma, è che queste tecnologia (e tante altre) siano usate in tutti gli ospedali e anche per altri tipi di tumore.


Ugo app utile

Ugo, la app utile per i pazienti oncologici

4 Minuti7 Gennaio 2023

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Se hai il cancro, il servizio ti aiuta per visite, trasporti e tanto altro

Ugo, la app utile per i pazienti oncologici

Oggi vogliamo presentarti Ugo, la app utile per i pazienti oncologici. Già, dietro questo nome a prima vista buffo si nasconde un servizio che può aiutare te e la tua famiglia durante il percorso di cure per visite, spostamenti e trasporti.

Perché quando hai il cancro sono davvero tanti, tantissimi i dettagli a cui fare attenzione, le questioni pratiche e le cose da organizzare, quindi è importante trovare qualcuno (o qualcosa) che ti offra una mano se serve. E questo è Ugo, la app utile per i pazienti oncologici. In questo articolo ti spieghiamo come funziona.

Che cos’è Ugo
Ugo è un servizio innovativo creato da un team tutto italiano. Ma di cosa si tratta? In pratica, Ugo è un caregiver. Da quando hai ricevuto la diagnosi di cancro, hai capito che questo percorso non si può fare da solo. Hai bisogno di qualcuno che ti aiuti, che stia al tuo fianco in ospedale, a casa, durante i controlli e le terapie. A ricoprire questo ruolo prezioso sono di solito i tuoi famigliari.

Ma, a volte, anche loro possono avere bisogno di un supporto, perché sono stanchi, hanno una semplice influenza, non sono riusciti ad organizzarsi o per mille altri motivi. Allora, ecco che arriva Ugo, il servizio che seleziona e forma con attenzione i caregiver, che seguono diversi corsi, tra cui quello di primo soccorso. Così questi assistenti specializzati sono poi a tua disposizione.

“Ugo è il servizio che seleziona e forma con attenzione i caregiver, che seguono diversi corsi, tra cui quello di primo soccorso. Così questi assistenti specializzati sono poi a tua disposizione per accompagnarti in ospedale, farti la spesa e altro".

A cosa serve Ugo

Quindi, con Ugo ricevi l’aiuto di un caregiver che ti accompagna in ospedale o a fare una terapia, oppure ti consegna la spesa, ritira esami o macchinari medici, porta il tuo cane a fare una passeggiata e ti tiene compagnia durante una giornata difficile.

Sempre sul sito, trovi tutti i dettagli del servizio: per esempio, il caregiver Ugo può guidare la tua macchina o venire con un’automobile della società. E, dettaglio da non sottovalutare, Ugo è velocissimo perché si attiva in 24 ore dall’iscrizione e funziona 7 giorni su 7.

Come si usa Ugo e quanto costa

Per attivare Ugo, basta cliccare sul sito o scaricare la app. Poi, in pochi e semplici passaggi, ti iscrivi e sei pronto a usare il servizio e a chiamare il tuo Ugo. Il servizio ti interessa ma hai qualche dubbio? Dal sito puoi prenotare una chiamata gratuita con un operatore che risponderà alle tue domande.

Sempre sul sito, c’è anche la possibilità di stipulare anche veri e propri abbonamenti per chiamare periodicamente questi caregiver. Infine, i prezzi. Quanto costa Ugo? Online trovi le tariffe aggiornate, ma controlla sempre perché la società stipula spesso convenzioni con altri enti e industrie farmaceutiche: in questo periodo, per esempio, grazie a Novartis l’accompagnamento dei pazienti oncologici è gratuito.


vaccino cancro seno sara realta

Il vaccino contro il cancro al seno sarà realtà

4 Minuti26 Dicembre 2022

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Un gruppo di ricercatori americano ha testato un vaccino che ‘ferma’ il famoso gene Her2

Il vaccino contro il cancro al seno? Presto sarà realtà. Già, non è un sogno ma si tratta dei primi risultati di un vaccino sperimentale usato contro il carcinoma al seno. Le conclusioni dello studio sono state appena pubblicate sulla prestigiosa rivista scientifica Jama Oncology. Se anche tu sei in cura per questa patologia, leggi subito questo articolo dove ti spieghiamo questa importantissima novità.

Chi sta testando il vaccino contro il cancro al seno

Si parla spesso dei vaccini contro i tumori come nuova frontiera e ora arriva un’ottima notizia: il vaccino contro il cancro al seno sarà presto realtà. I ricercatori della University of Washington School of Medicine hanno infatti spiegato che la fase di trial 1, ovvero la prima testata sulle persone, è stata un successo e quindi ora allargheranno i test a un numero maggiore di donne per verificare e confermare l’efficacia del prodotto.

“Quando il vaccino viene iniettato, le cellule iniziano a produrre una potentissima risposta immunitaria, che 'spegne' Her 2 e blocca quindi la proliferazione delle cellule malate. “I risultati hanno confermato che il vaccino è molto sicuro” hanno spiegato gli scienziati della University of Washington School of Medicine".

Come funziona il vaccino contro il cancro al seno

Ma cosa fa in pratica questo vaccino? Si tratta di un vaccino a dna, una tipologia che ricorda la profilassi contro il Covid. In questo caso, prende di mira la famosa Her 2 (la proteina chiamata recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano), che forse conoscerai bene perché in parecchie tipologie di tumore al seno viene prodotta fino a cento volte più del normale, tanto che molti carcinomi sono denominati Her2-positivi e sono proprio quelli più aggressivi e a maggior rischio di recidiva.

Quando il vaccino viene iniettato, le cellule iniziano a produrre una potentissima risposta immunitaria, che ‘spegne’ Her 2 e blocca quindi la proliferazione delle cellule malate. “I risultati hanno confermato che il vaccino è molto sicuro” hanno spiegato gli scienziati della University of Washington School of Medicine. “Gli effetti collaterali più comuni che abbiamo visto in circa la metà dei pazienti erano molto simili a quelli che si vedono con i vaccini Covid: arrossamento e gonfiore al sito di iniezione e forse un po’ di febbre, brividi e sintomi simili all’influenza”.

Ora lo studio coinvolgerà molte più donne

Il vaccino, quindi, potrebbe essere una cura molto efficace e, soprattutto, con pochissimi effetti collaterali. Per ora a questa fase della sperimentazione hanno partecipato 66 donne, ma i buoni risultati hanno spinto i ricercatori a proseguire lo studio, coinvolgendo un grandissimo numero di partecipanti. I prossimi mesi, quindi, potrebbero portare altre buone notizie e il vaccino contro il cancro al seno presto sarà realtà. Noi di Koala Strategy ti terremo sempre aggiornato. Tu, intanto, saresti pronto a provare questo vaccino?


I 10 migliori regali di Natale per sostenere le associazioni che lottano contro il cancro

6 Minuti6 Dicembre 2022

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Ecco la top ten dei doni solidali che aiutano malati di tumore, famiglie, medici e ricercatori

Scommettiamo che siete immersi in pieno nel tour dei regali di Natale. Giusto? State correndo tra negozi, liste, siti internet, pacchetti e nastri. Ma sappiamo anche che, se avete ricevuto una diagnosi di tumore, il pensiero va alla malattia, alla chemio e a tanto altro. Allora, noi di Koala Strategy vi suggeriamo i 10 migliori regali di Natale solidali: quelli buoni, anzi buonissimi, perché sostengono la ricerca oncologica o il lavoro di medici e operatori che ogni giorno si occupano di cancro. Leggete la nostra top ten, quella dei 10 doni più belli, e iniziate lo shopping più dolce del momento!

Decorazioni di Fondazione Airc

1. Le decorazioni di Fondazione Airc

Se cerchi qualche addobbo per dare un tocco unico all’albero di Natale e alla casa, ci sono le stelle in plexiglass di Fondazione Airc, luminose e glitterate. In ogni confezione trovi 2 stelle e un biglietto di auguri, se vuoi regalarle a chi ami. Le decorazioni sostengono il lavoro dei ricercatori dell’associazione.

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Cioccolato Fondazione Ieo

2. Il cioccolato di Fondazione Ieo-Monzino

Ecco il dono più goloso. Ovvero la boulle-lattina rosso fuoco che contiene ottime praline di cioccolato fondente. Noi le abbiamo provate: una tira l’altra… Non solo: acquistandole, aiuterai medici e ricercatori dell’Istituto europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino.

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Stelle Natale AIL

3. Le stelle di Natale dell'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mielomi

È uno dei regali solidali più famosi. Dal 1989, infatti, AIL (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mielomi) ti aspetta nelle piazze italiane per comprare la splendida pianta simbolo del Natale, che aiuta la ricerca, la cura e l’assistenza dei malati di questi tumori. Quest’anno l’appuntamento è l’8, 9, 10 e 11 dicembre.

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Elfo di Agop

4. Lo gnomo di Agop

Da 45 anni, AGOP onlus (Associazione genitori oncologia pediatrica) è al fianco dei piccoli malati di tumore ricoverati al Policlinico Gemelli di Roma e delle loro famiglie. Se vuoi fare qualcosa anche tu, acquista subito il buffo e dolcissimo Elfo di Natale. Morbido e caratteristico, è perfetto per i bambini o per rendere più magica la tua casa durante le feste.

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Il panettone di Fondazione Umberto Veronesi

5. Il Panettone di Fondazione Umberto Veronesi

Il simbolo del Natale? Non ci sono dubbi, è il panettone. Quello di Fondazione Umberto Veronesi è perfetto: perché è fatto dal mitico marchio Balocco, a lievitazione naturale e con ingredienti di qualità, e sostiene la ricerca degli scienziati di Fondazione Veronesi contro i tumori infantili, che ogni anno colpiscono oltre 2.000 bambini.

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Candela associazione bianca garavaglia

6. La candela dell'Associazione Bianca Garavaglia

Una candela profumata è l’ingrediente ideale per creare l’atmosfera natalizia o per donare un sorriso alla tua amica del cuore. Se poi è una candela solidale come quella dell’Associazione Bianca Garavaglia, allora hai il regalo perfetto perché sostieni anche i progetti dell’organizzazione nel reparto di Oncologia pediatrica dell’Istituto dei Tumori di Milano.

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Box Lilt

7. Il box gourmet di Lilt

Un panettone integrale bio, i rigatoni, il sugo agli aromi, i biscotti al cioccolato, la tavoletta di cioccolato extra fondente e, per chiudere in bellezza, la tisana della sera. Tutte queste delizie, ottime per pranzi e cenoni, si nascondono nella scatola di Natale firmata Lilt, la Lega italiana per la lotto contro i tumori.

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Agenda abrcadabra

8. L'agenda di aBRCAdabra

L’agenda è il must have da regalarsi e da regalare per iniziare l’anno nuovo con il piede giusto. Allora, scegli quella di aBRCAdabra, l’associazione dedicata ai portatori di mutazioni dei geni BRCA e alle loro famiglie. Con questo semplice gesto, sosterrai il progetto ‘La carezza della mamma’, che dona regali ai bimbi rimasti orfani per colpa di un tumore legato alle mutazioni. Prenotala subito mandando un messaggio al numero WhatsApp 3517717451.

WhatsApp
Panettone Komen

9. Il Panettone di Komen

Se hai un tumore al seno e vuoi sostenere le attività di Komen, allora non perdere tempo e prenota il loro panettone. E’ preparato dallo storico marchio Tre Marie e ti stupirà con l’impasto con canditi di arance di Sicilia, uvetta sultanina e cubetti di cedro Diamante. Con i fondi raccolti saranno realizzate nuove giornate della Carovana della Prevenzione, che gira l’Italia offrendo esami e visite.

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Pallina peter pan

10. La pallina di Peter Pan

Finiamo con la pallina di Natale più bella che c’è. Perché è colorata, fatta e mano e, soprattutto, è un regalo solidale di Peter Pan, l’organizzazione romana che ha costruito nella capitale 3 case di accoglienza per i piccoli malati oncologici e le loro famiglie. Cosa aspetti a collezionare queste palle?

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agevolazioni malati oncologici disability card

Agevolazioni per malati oncologici: richiedi la disability card

3 Minuti4 Dicembre 2022

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La tessera si ottiene all’Inps e offre servizi e sconti a chi è in cura per un tumore

Si chiama disability card e ti dà servizi, ingressi e sconti… Insomma, è un ottimo strumento se hai un tumore e cerchi di vivere la tua quotidianità tra trasporti, appuntamenti e un pizzico di tempo libero. Allora, leggi subito questo articolo: ti diciamo di che cosa si tratta e come si ottiene in pochi, semplicissimi step.

Che cos’è la disability card
La disability card è una tessera che identifica i cittadini con una disabilità (nel tuo caso, la patologia oncologica) e dà diritto a facilitazioni, servizi, ingressi e sconti. Tecnicamente si chiama Carta europea della disabilità perché è stata messa a punto dai Paesi dell’Unione Europea e vale, appunto, in tutti gli Stati che ne fanno parte. Quindi puoi usarla anche quando viaggi e sei in vacanza, per esempio in Francia, Spagna, Germania e via dicendo. Sulla carta sono riportati: nome, cognome e data di nascita; fotografia; numero e data di scadenza del documento; un QR-Code con le informazioni sul tipo di disabilità. Quindi, la tessera è personale e non cedibile.

Cosa offre la disability card
Ma a cose serve, in concreto, questa carta della disabilità? In pratica, ti dà una serie di agevolazioni. Ecco qualche esempio: ingressi gratis a mostre e musei, sconti per autobus, traghetti e treni, agevolazioni per parcheggi, riduzioni per ingressi in impianti sportivi e manifestazioni e altro ancora. La lista degli enti e delle convenzioni viene aggiornata costantemente, quindi ti consigliamo ti dare spesso un’occhiata qui.

“In pratica, la disability card ti dà una serie di agevolazioni. Ecco qualche esempio: ingressi gratis a mostre e musei, sconti per autobus, traghetti e treni, agevolazioni per parcheggi, riduzioni per ingressi in impianti sportivi e manifestazioni e altro ancora."

Come si ottiene la disability card
Averla non è complicato. Infatti si richiede all’Inps e si può fare sul sito internet del sito dell’Istituto di previdenza o attraverso alcune associazioni di categoria, come Anffas o Uici. Secondo noi, se possiedi la tua Spid è più comodo cliccare qui e procedere. Ricordati di avere con te carta d’identità, foto e i documenti che attestano la tua patologia (come questo) e quindi la condizione di disabilità. I tempi per ottenerla? In genere, entro 60 giorni dalla richiesta ti arriva a casa.

Quanto dura la disability card
La norma parla chiaro: “il documento è valido fino alla permanenza della condizione di disabilità prevista e comunque per non più di dieci anni dal momento del rilascio”.

Allora, sei pronto a richiedere la tua disability card? Facci sapere com’è andata e se la card ti sembra utile.


La app che aiuta chi ha perso la voce per un tumore

Hai perso la voce per un tumore? C'è una app che ti aiuta

4 Minuti24 Novembre 2022

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La casa farmaceutica Merck ha studiato questo strumento gratuito per i pazienti oncologici. Se ti serve, leggi subito qui sotto

Hai perso la voce per un tumore? C’è una app che ti aiuta. Se sei appena stato operato per un tumore alla gola, al collo e alla testa e fai fatica a parlare, abbiamo una buona notizia per te.

Oggi infatti c’è una app che può supportarti in questo momento difficile: si chiama ‘La mia voce‘, è stata ideata dalla casa farmaceutica Merck, si scarica gratuitamente da Google Play e da Apple Store ed è facilissima da usare. Te la presentiamo in esclusiva in questo articolo.

Ogni anno, circa 10.000 persone ricevono una diagnosi per questo tipo di tumore. La chirurgia resta la strada più percorsa dai pazienti, ma i problemi alle corde vocali sono uno dei rischi maggiori e così i malati si trovano senza voce, magari anche solo per un periodo. Una condizione che li isola ancora di più e complica anche le azioni quotidiane.

Così la casa farmaceutica Merck ha progettato un’applicazione immediata e gratuita, che si scarica sul cellulare con pochi clic, e si può usare subito per parlare con famigliari, caregiver, amici e medici, visto che si basa su messaggi vocali preregistrati che possono essere usati durante la giornata e personalizzati a seconda delle proprie esigenze. Non solo: c’è anche un traduttore per comunicare ovunque e in ogni occasione e una serie di immagini da allegare ai messaggi.

“Basta toccare una delle 130 icone per riprodurre la relativa frase preregistrata e pronunciata da una voce maschile o femminile, a scelta dell’utente. Le frasi sono proprio quelle utili nella vita quotidiana, da quelli che riguardano gli oggetti, l'ambiente, i sentimenti, le richieste a tavola e le conversazioni con il personale ospedaliero"

Ma come funziona in concreto la app? Basta toccare una delle 130 icone presenti per riprodurre la relativa frase preregistrata e pronunciata da una voce maschile o femminile, a scelta dell’utente. Le frasi sono proprio quelle utili nella vita quotidiana, da quelli che riguardano gli oggetti, l’ambiente, i sentimenti, le richieste a tavola e le conversazioni con il personale ospedaliero.

Se ne possono poi aggiungere di nuove e salvare le più usate nella lista dei ‘preferiti’. Infine, non mancano le icone veloci per riprodurre ‘sì’, ‘no’, ‘non lo so’ e quella per suonare una campanella che attira l’attenzione.

“Non poter parlare provoca frustrazione e senso di isolamento, con gravi conseguenze a livello psicologico e relazionale” spiega Lisa Licitra, professore associato al dipartimento di Oncologia ed Ematoncologia all’Università degli Studi di Milano. “La Mia Voce’ è stata pensata proprio per aiutare i pazienti a superare questa barriera apparentemente insormontabile e a uscire dal senso di emarginazione. La tecnologia (ne abbiamo parlato anche qui) è un’ottima alleata per medici e pazienti: pensiamo, per esempio, alle visite che queste persone devono fare e che con questo strumento diventano più semplici”.


sesso dopo cancro ce lo sportello

Sesso dopo il cancro? C'è lo sportello

3 Minuti22 Novembre 2022

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Un progetto aiuta i pazienti oncologici a ritrovare l’intimità con il partner

Un nome che promette scintille e tanti tabù da abbattere. E’ questo il biglietto da visita di Sex and the cancer, un nuovo progetto lanciato da una paziente oncologica per fare quello che nel nostro Paese non si fa quasi mai: parlare di sesso dopo il cancro. I pregiudizi sull’argomento abbondano eppure sono tantissimi i pazienti che si ritrovano con una sessualità in crisi dopo la malattia, come ti raccontiamo anche con il nostro sex coach Fabrizio Quattrini. Sex and the cancer promuove convegni, mostre, appuntamenti artistici e, ora, uno sportello con esperti a disposizione per offrire informazioni e orientamento.

La fondatrice, Amalia Vetromile, ha vissuto il problema sulla sua pelle. “Nel 2018 mi hanno diagnosticato un tumore al seno” racconta. “Mi considero una privilegiata perché nella mia famiglia ci sono diversi medici quindi ho ricevuto il meglio dal punto di vista sanitario. Eppure, nessuno mi aveva avvisato dei disturbi che avrei potuto avere a livello sessuale per colpa, per esempio, delle terapie. Un giorno, mi sono sfogata con un’amica, anche lei ex paziente oncologica, e ho sentito che dovevo agire”.

Così, nel dicembre 2020 nasce Sex and the cancer e debutta proprio con un convegno a cui partecipano oncologi, ginecologi e psiconcologi. L’associazione punta poi sull’arte, che è un linguaggio perfetto per discutere di corpo, piacere e malattia, e propone una mostra e uno spettacolo teatrale. Lo scorso ottobre, infine, lancia lo sportello di ascolto (clicca qui). “Funziona online così raggiunge tutti ed è gratuito” spiega la dottoressa Vetromile.

“Lo sportello di ascolto funziona online così raggiunge tutti ed è gratuito. Ci si iscrive e si fanno videochiamate con il nostro team, di cui fanno parte psicologhe, ginecologhe e altre specialiste. Non si tratta di una vera terapia, ma di un'occasione per offrire informazioni e orientamento"

“Ci si iscrive rispondendo a un breve questionario e poi si fanno videochiamate con il nostro team, di cui fanno parte psicologhe, ginecologhe e altre specialiste. Non si tratta di una vera terapia, ma di un’occasione per offrire informazioni e orientamento. Per esempio, facciamo chiarezza riguardo a problemi come la sindrome urogenitale, il dolore durante i rapporti, le perdite urinarie, il laser vaginale che aiuta in questi casi…”.

Sex and the cancer ha tante altre idee in serbo. Tutte con un filo rosso che le unisce: informare le donne (e gli uomini), spingerli ad aprirsi e a risolvere questi problemi e, quindi, insistere anche con i medici perché affrontino l’argomento. “Capisco che la priorità di un oncologo sia salvare la vita al paziente” spiega la dottoressa Vetromile. “Ma non si può dimenticare la sessualità perché oggi, per fortuna, di cancro si guarisce e la quotidianità e l’affettività devono poter riprendere a pieno”.


Novembre tutti contro i tumori maschili

Novembre, tutti contro i tumori maschili

4 Minuti10 Novembre 2022

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Un mese speciale dedicato al cancro alla prostata

Novembre, tutti contro i tumori maschili

Se in questi giorni, sui social e in tv, vedi dei bei baffi che fanno capolino, non ti stupire. Infatti, sono i protagonisti dello spot di “Metti un baffo a novembre”, la campagna di prevenzione contro il tumore alla prostata che, con 36.000 nuovi casi ogni anno, rimane la neoplasia più diffusa tra gli uomini, arrivando a rappresentare il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni d’età.

Dal 2003, il mese di novembre è dedicato proprio a questo tumore. Tutto è iniziato in Australia e negli Stati Uniti, quando un gruppo di star ha fondato il movimento ‘Movember’: il nome deriva dall’unione tra le parole moustache (baffi) e november (novembre) e il movimento ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione sul tema della salute maschile, con particolare attenzione sul cancro alla prostata. Da allora, in tutto il mondo si moltiplicano iniziative, raccolte fondi e visite gratuite.

In Italia, l’appuntamento più importante è proprio “Metti un baffo a novembre”, la campagna promossa da Janssen Oncology con il patrocinio di diverse istituzioni, come l’Associazione italiana oncologia medica, la Società italiana di urologia e la onlus Europa Uomo Italia. Dal 2015 al 2021, la mortalità per questa neoplasia è diminuita del 14,6%, un risultato fondamentale raggiunto grazie alla prevenzione. Eppure, i pregiudizi e le paure degli uomini sono ancora tanti, quindi la campagna li invita a prenotare una preziosissima visita urologica.

“Si chiama 'Metti un baffo a novembre, la campagna di prevenzione contro il tumore alla prostata che, con 36.000 nuovi casi ogni anno, rimane la neoplasia più diffusa tra gli uomini"

“La diagnosi precoce salva la vita” ribadisce Maria Laura De Cristofaro, presidente di Europa Uomo Italia Onlus. “Quindi, la visita urologica e il test del PSA dai 50 anni in su sono indispensabili per il successo delle cure. Con altrettanta risolutezza sosteniamo gli sforzi della ricerca scientifica verso cure migliori e, se possibile, risolutive. La campagna ‘Metti un baffo a novembre’ è lo strumento giusto non solo per spronare gli uomini alla prevenzione, ma anche per far arrivare un giusto messaggio alle istituzioni sull’importanza della ricerca”.

In questi giorni, gli esperti sottolineano i campanelli d’allarme da non sottovalutare. “I sintomi? Difficoltà nella minzione, bisogno di urinare frequentemente, sensazione di mancato svuotamento della vescica e presenza di sangue nelle urine” spiega Elena Verzoni, dirigente di Oncologia medica genitourinaria all’Istituto nazionale dei Tumori di Milano: “Questi disturbi possono essere confusi con sintomi di altre malattie benigne tipiche dell’avanzare dell’età come l’ipertrofia prostatica benigna. Ecco perché non bisogna ignorarli, ma rivolgersi subito al medico per un controllo”.

Se vuoi saperne di più, clicca qui: il sito Oncovoice.it e è stato pensato proprio per i pazienti ed è ricchissimo di notizie su patologia e cure, approfondimenti video con oncologi e specialisti e tanti consigli pratici.


Breathink il nuovo progetto per chi ha un tumore al polmone

Breathink, il progetto per chi ha un tumore al polmone

3 Minuti2 Novembre 2022

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Lanciato da AstraZeneca, sviluppa idee concrete per aiutare i pazienti

Breathink, il progetto per chi ha un tumore al polmone

Hai ricevuto una diagnosi di tumore al polmone e stai affrontando il lungo percorso tra interventi e terapie? Allora, segnati questo nome: Breathink. Si chiama così il nuovo progetto lanciato da AstraZeneca per supportare al massimo pazienti e caregiver, identificando e colmando tutte le lacune che rendono difficile l’iter di cura.

Ogni anno, in Italia, la malattia colpisce più di 40.000 persone, soprattutto uomini, anche se i casi al femminile stanno aumentando. Purtroppo, 8 volte su 10 la diagnosi arriva quando il tumore è in fase avanzata, tanto che il cancro al polmone rimane uno dei cosiddetti ‘big killer’, con una percentuale di sopravvivenza a 5 anni ancora bassa, ovvero circa il 16% negli uomini e il 23% nelle donne. Ecco perché ogni progetto al fianco dei malati è più prezioso che mai.

Breathink è partito a giugno 2022 e ha iniziato a raccogliere idee grazie al coinvolgimento di una squadra speciale composta da oncologi, chirurghi, radioterapisti, pneumologi, biologi molecolari, psiconcologi, associazioni di pazienti (Walce – Women against lung cancer in Europe e Ipop – Insieme per i pazienti di oncologia polmonare), università e startup.

“Breathink è partito a giugno 2022 e ha iniziato a raccogliere idee grazie al coinvolgimento di una squadra speciale composta da oncologi, chirurghi, radioterapisti, pneumologi, biologi molecolari, psiconcologi, associazioni di pazienti, università e startup"

Tutti questi esperti hanno prima indagato sui bisogni dei pazienti e, in parallelo, hanno monitorato linee guida e protocolli di cura in tutto il Paese, da nord a sud. Poi si sono messi al lavoro, stilando idee e nuovi progetti che avessero un denominatore comune: essere concrete e efficaci.

Ora, durante il mese di novembre, verrà selezionata l’idea migliore, che AstraZeneca realizzerà nelle settimane successive. “In questi anni, siamo sempre stati in prima linea per la cura di questa tipologia di tumore, con 50 studi clinici in pipeline e oltre 4.500 pazienti trattati nel 2021” spiega Mirko Merletti, vicepresidente Oncology AstraZeneca . “Siamo la prima azienda in Italia per numero di trial clinici e vogliamo essere protagonisti di un ulteriore cambiamento rivoluzionario, raccogliendo le sfide della comunità scientifica e dei pazienti, facendoci promotori di progetti come Breathink che possano aiutare il percorso diagnostico-terapeutico”.

Negli ultimi anni, la ricerca ha compiuto progressi notevoli ma il tumore, come abbiamo detto, viene spesso diagnosticato tardi, quindi servono campagne di screening e strumenti di diagnosi più organizzati e mirati. Non solo: mancano spesso aiuti pratici per le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie.

Ed è su questi due fronti che si muoverà quindi il progetto Breathink. Nelle prossime settimane, quindi, ti sveleremo subito il progetto vincitore e ti terremo aggiornato su iniziative e novità. Intanto, se vuoi saperne di più clicca sul sito www.breathinkchallenge.com.