Dario tumore al pancreas

Cancro e menopausa anticipata: gli esercizi per stare meglio

3 Minuti29 Novembre 2022

Sara Mantovani


La nostra fisiocoach ti insegna a prevenire i disturbi causati dall’accoppiata tumore-menopausa

Sei entrata in menopausa anticipata dopo il tumore? Non ti diciamo bugie: i sintomi sono fastidiosi, dai dolori alla rigidità articolare al rischio osteoporosi, dalla sindrome genito-urinaria fino ai disturbi del sonno e dell’umore e alle classiche vampate. Ma ci sono tanti modi per tenerli a bada e stare molto meglio. “Il movimento è uno di questi” precisa la fisioterapista Sara Mantovani, coach di Koala Strategy. “Le linee guida sui pazienti oncologici consigliano due sessioni settimanali di allenamento con esercizi basati sulla forza, alternati ad allenamento aerobico. Questi consigli, poi, sono adatti anche per gli uomini: anche loro vanno in andropausa anticipata, per esempio dopo un tumore alla prostata”. Allora, leggi subito le tips della nostra esperta e tutti questi problemi saranno un lontano ricordo…

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Salta e corri: per prevenire l’osteoporosi e l’osteopenia, ovvero le ossa più sottili e deboli, prova a eseguire i cosiddetti esercizi ad alto impatto. In pratica, sono quelli che prevedono l’impatto del piede al suolo. Quindi, saltelli, corsa, marcia sul posto. Ovviamente, la gradazione dell’allenamento varia a seconda dell’età e della persona.

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Punta su aerobica e pesi al mattino: hai avuto un tumore al seno e stai prendendo un inibitore dell’aromatasi? Per combattere i dolori articolari e muscolari, privilegia gli esercizi aerobici e con i pesi e falli appena sveglia, aggiungendo anche un po’ di stretching.

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Fai riabilitazione al pavimento pelvico: la sindrome genito-urinaria causa secchezza vaginale, infiammazione, incontinenza, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali. Anche in questo caso, il movimento è un alleato perfetto. Non un movimento qualsiasi, ma una vera e propria riabilitazione del pavimento pelvico che si fa con un fisioterapista specializzato. Vinci i dubbi e inizia questo percorso: non te pentirai.

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Prova lo stretching: la menopausa anticipata, purtroppo, dura più anni di quella naturale e il fisico, quindi, risente più a lungo di tutti gli effetti su articolazioni e muscoli. Concederti una bella sessione di stretching più volte alla settimana ti aiuta a mantenere il corpo in forma.

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Organizza la tua routine: insonnia, nervosismo e irritabilità e vampate accompagnano spesso la quotidianità? Anche in questo caso, l’attività fisica non deve mancare perché produce endorfine, gli ormoni del buonumore, favorisce il sonno e migliora le vampate. Infine, non dimenticare che per tutti questi disturbi esistono anche diversi farmaci, sia tradizionali che naturali. Parlare subito con il medico di famiglia e con l’oncologo.


Così ti alleni a casa a costo quasi zero

Tumore: allenati a casa a costo zero

4 Minuti26 Settembre 2022

Sara Mantovani


La nostra fisioterapista ti regala i trucchi low cost per tornare in forma dopo le terapie

Le temperature che si abbassano, la pigrizia autunnale, il carico di impegni quotidiani. Se a tutto questo ci aggiungi le fatiche del percorso oncologico, fare attività fisica sembra quasi impossibile. Non solo, ora ci si mettono anche prezzi alle stelle e inflazione, con il portafoglio che piange… Ma il movimento adesso è più importante che mai, proprio per ritrovare benessere ed equilibrio e combattere gli effetti indesiderati delle terapie. Allora, la nostra fisiocoach Sara Mantovani , membro di Progetto Linfedema Italia, ti suggerisce le dritte per un allenamento casalingo low cost e personalizzato. “Tenersi in forma tra le pareti di casa può essere anche un’esigenza medica perché i luoghi affollati come le palestre non sono il massimo per chi ha il sistema immunitario sotto stress” spiega l’esperta. Insomma, con i nostri consigli puoi trasformare il soggiorno nella palestra perfetta.

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Ti alleni quando vuoi: ogni momento è valido, serve solo un po’ di tempo libero, senza bisogno di spostamenti e organizzazione. Bastano 20-30 minuti, 3 volte alla settimana, per ottenere benefici. Il momento migliore? Se stai facendo la terapia ormonale e quindi soffri di dolori articolari al risveglio, muoverti appena alzata sconfigge questi fastidi.

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Non ti serve (quasi) nulla: allenarti a casa è davvero economico perché bastano pochi oggetti, che puoi acquistare anche nei discount. Gli ‘indispensabili’ sono un tappetino imbottito, un paio di pesi da uno-due chilogrammi e una confezione di elastici. Un consiglio: scegli una confezione mista, con elastici di colori diversi che hanno quindi durezza differente e ti aiutano a modulare gli esercizi. Di solito, quelli più morbidi si usano sulle braccia, mentre i più duri sulle gambe.

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Non dimenticare la sedia: non è uno scherzo. Utilizza la classica sedia del soggiorno per fare gli esercizi. Per esempio, ti ci puoi appoggiare quando fai gli squat o i piegamenti o puoi sederti quando lavori sulle gambe. In ogni caso, carichi meno su muscoli e articolazioni.

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Scegli i programmi giusti: oggi esistono tantissime app per il fitness, video su Youtube e siti con lezioni online. Provane un po’ e scegli quello giusti per te, così avrei sempre un allenamento pronto, dinamico e ogni volta diverso. Noi ti consigliamo Sara Compagni e il suo ‘Postura da paura’, che propone tanti pacchetti interessanti e ha un occhio attento e formato per i pazienti oncologici.

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Fatti correggere: anche se segui le lezioni online, periodicamente fanne qualcuna in diretta o in presenza così il personal trainer puoi guidarti nell’esecuzione degli esercizi e correggere eventuali errori.

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Proteggi le ferite: avere un occhio di riguardo per le zone operate, dove magari hai una cicatrice, è importante. Proteggile con i cerotti al silicone (che trovi in farmacia) ed evita sfregamenti e irritazioni indossando vestiti morbidi e in puro cotone.

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Prenditi il tuo tempo: sei da sola, in casa tua, quindi non avere fretta. Allenati con calma, senza guardare alla performance e senza puntare alla perfezione. Piuttosto, prova ad ascoltare il tuo corpo e a goderti questi momenti tutti per te.


E estate muoviti

È estate e hai un tumore? Muoviti

4 Minuti19 Luglio 2022

Sara Mantovani


I consigli della fisiocoach per i malati oncologici e le vacanze

E’ estate e hai un tumore? Muoviti? Non è uno scherzo, ma il consiglio della nostra esperta. Scommettiamo che stai facendo il conto alla rovescia per le vacanze o, addirittura, ti stai già godendo una pausa più meritata che mai. Per un malato di cancro, le ferie diventano spesso un percorso a ostacoli tra ciò che è concesso e quello che è vietato e non manca la paura di stare male e rovinarsi il relax. Ma se hai già valutato ogni aspetto con il tuo medico, allontana l’ansia e approfitta per rigenerarti. Allora, approfitta del momento anche per muoverti, stare all’aria aperta e fare movimento. “Lo ripetiamo: sempre più ricerche dimostrano i benefici dell’attività fisica per i pazienti oncologici” spiega la nostra fisioterapista Sara Mantovani. “Tenersi allenati velocizza anche l’efficacia delle terapie e previene alcuni effetti indesiderati come l’osteoporosi e la sarcopenia, cioè il declino di forza e massa muscolare”. Ecco, quindi, i consigli della nostra fisiocoach per un’estate in movimento.

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Informati: parti preparata e scopri se nella struttura in cui vai c’è una piccola palestra o se organizzano corsi fitness, così puoi parlarne prima con il tuo medico e chiedergli cosa puoi fare per mantenerti in forma.

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Scegli le ore giuste: che sia una classica passeggiata o una rigenerante lezione di acquagym sulla spiaggia, non muoverti mai durante le ore centrali della giornata, che sono troppo calde. Meglio puntare sulla mattina presto o sul tardo pomeriggio.

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Sfrutta l’acqua: fare movimento tra le onde è un vero toccasana contro la pesantezza degli arti o il gonfiore legato a un intervento. Quindi, va benissimo la classica camminata sul bagnasciuga o anche con l’acqua sopra l’ombelico. Se sei stata operata al seno entra fino alle spalle e concediti una nuotata a rana.

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Cammina: in pineta, in campagna e anche tra le vette. Camminare è sempre benefico ed è perfetto per muscoli, ossa, circolazione e respirazione. Presta attenzione alle temperature e punta sull’abbigliamento giusto, senza dimenticare la protezione solare (usa una crema fattore 50). E ascolta il tuo corpo: se durante l’anno fai una vita sedentaria non puoi trasformarti all’improvviso in un alpinista da record. Meglio andare per gradi e goderti anche l’effetto rigenerante del paesaggio.

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Non esagerare: se ti butti su pesi o esercizi di forza, limitati a due sessioni alla settimana e negli altri giorni concediti passeggiate o camminate. Non abusare del tuo corpo, ma coccolalo e regalagli il giusto relax. Spesso, durante il percorso oncologico, ci sono momenti in cui si tende a strafare per dimostrare a se stessi di essere quelli di prima. Ma troppo esercizio è controproducente. In fondo, sei in vacanza!

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Bevi: qualsiasi attività fisica va accompagnata dalla giusta idratazione e l’acqua è la migliore alleata. Quindi, borraccia piena e inizia…

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Tieni d’occhio il beauty: alberghi e villaggi offrono spesso la Spa. Prima di partire, consultati con l’oncologo e chiedigli, per esempio, se puoi regalarti un massaggio, la sauna o il bagno turco. In genere, sono permessi massaggi leggeri e alla schiena, che non coinvolgono arti o zone sottoposte a terapie, e trattamenti più veloci del solito. Ma in ogni caso, parlare con lo specialista.


COSÍ PREVIENI IL LINFEDEMA

Cosí previeni il linfedema

4 Minuti15 Aprile 2022

Sara Mantovani


I consigli per evitare la malattia che spesso ‘accompagna’ il tumore

Hai appena subito l’asportazione dei linfonodi? Se la risposta è positiva, avrai già sentito pronunciare la parola linfedema. Sì, proprio quel forte gonfiore che interessa un arto o una zona del corpo. E che può essere causato proprio dalla rimozione dei linfonodi per colpa del tumore e che, purtroppo, non se ne va più. Infatti, si tratta di una patologia cronica, che colpisce ogni anno oltre 40.000 italiani. Ma anche in questo caso, la prevenzione può fare davvero miracoli. Ecco, allora, i consigli della nostra fisio-coach Sara Mantovani, che fa parte del Progetto Linfedema Italia. Leggili subito, così previeni il linfedema.

“Il linfedema può essere causato proprio dalla rimozione dei linfonodi per colpa del tumore e, purtroppo, non se ne va più. Infatti, si tratta di una patologia cronica, che colpisce ogni anno oltre 40.000 italiani”.

Sara Mantovani

Fisio-Coach

Prenditi cura della pelle Hai letto bene: la cute è molto importante perché il sistema linfatico fa da barriera agli agenti esterni come i batteri. Quando i linfonodi non ci sono più, quindi, la zona è più a rischio infezioni, tanto che proprio queste possono scatenare il linfedema oppure peggiorarlo se ne soffri. Allora, tieni idratata la cute con prodotti neutri e senza profumazione e proteggiti da taglietti, graffi e punture di insetti che vanno sempre disinfettati con attenzione.

Scegli i trattamenti beauty giusti Per lo stesso motivo, evita il fai da te per manicure e pedicure e rivolgiti a un podologo esperto, visto che taglietti e infiammazioni possono darti problemi. Anche sul fronte depilazione, meglio usare il rasoio elettrico e non la ceretta a caldo. A proposito, lo sai che esiste un’associazione di estetiste specializzate in oncologia? Si chiama Apeo e riunisce tutte le professioniste italiane che possono prendersi cura del tuo aspetto anche durante e dopo le cure. 

Monitora la zona L’arto o la zona dove sono stati rimossi i linfonodi deve diventare un’osservata speciale. La senti pesante o gonfia? Ti sembra sempre uguale, ma provi una sensazione strana? Rivolgiti a un fisioterapista, che valuterà la situazione. A volte, può bastare indossare un tutore durante le attività più pesanti per evitare problemi. 

Controlla il peso La bilancia è un’ottima alleata. Infatti, quando sei a rischio linfedema è opportuno non aumentare troppo. Allora, scegli un’alimentazione sana e tieni d’occhio i chili in più, pesandoti con regolarità. Certo, anche le terapie oncologiche portano un aumento di peso, ma se i numerini sulla bilancia salgono troppo, parlane con il tuo oncologo.

Occhio al sole Il caldo è nemico del linfedema. Niente abbronzatura durante le ore centrali della giornata e, soprattutto, attenzione a non surriscaldare troppo la zona o l’arto interessato coprendoli troppo.

Fai movimento L’attività fisica è davvero preziosa perché favorisce il drenaggio dei liquidi che, appunto, allontana il rischio linfedema. Parti dalle piccole cose, come fare le scale invece che usare l’ascensore o concederti una bella passeggiata appena sei libera. 

Se hai domande per la nostra fisio-coach, scrivile subito a info@koalastrategy.com.


Muoversi per guarire dopo il cancro, con la Fisio-Coach Sara Mantovani

Muoversi per guarire dopo il cancro con la Fisio-Coach Sara Mantovani

5 Minuti25 Febbraio 2022

Sara Mantovani

Dopo il sessuologo e l’esperta di bellezza, nella nostra squadra di coach arriva la fisioterapista. Per chi è appena stato operato per un tumore o sta iniziando le varie terapie oncologiche può sembrare inutile. Anzi, la maggior parte dei pazienti ha quasi timore a muoversi, a sollecitare un corpo già fragile per la malattia. Invece, il nostro mantra è proprio ‘muoversi per guarire dopo il cancro con la nostra fisiocoach’. Quindi, diamo la parola alla dottoressa Sara Mantovani:

“Sono nata a Brescia nel 1980 e fin da ragazzina ho capito che l’ambiente medico era un po’ la mia casa perché anche io sono stata una paziente oncologica. A 12 anni mi hanno diagnosticato una leucemia e quindi quando parlo di chemioterapia o di effetti di un tumore sul fisico li capisco davvero. Fare la fisioterapista mi permette di affiancare i malati, di aiutarli con gesti concreti. Infatti, ora sono libera professionista in un poliambulatorio della mia città proprio per occuparmi di loro e continuo a studiare e a fare formazione per dare il meglio”.

Sara Mantovani

Fisio-Coach

Perché serve un fisioterapista a un paziente oncologico: Questa figura cura le conseguenze del cancro. Pensiamo agli interventi chirurgici, che lasciano cicatrici o problemi di movimento agli arti superiori o inferiori. “Qualche esempio? La spalla per chi è stata operata al seno o le gambe per chi ha un tumore osseo” spiega la dottoressa Mantovani. “Poi c’è il grande problema del linfedema, una patologia cronica che può nascere dopo l’asportazione dei linfonodi o il loro trattamento con la radioterapia e che porta un forte gonfiore nella zona malata. Ma non finisce qui: anche quando ci si sottopone a chemio o radio, è molto utile lavorare su ossa e muscoli provati dalle terapie. Sempre più studi, infatti, dimostrano che la fisioterapia migliora proprio l’efficacia delle cure”.

L’identikit dei pazienti: Si tratta di uomini e donne di tutte le età, anche se negli ultimi tempi arrivano tanti giovani perché sono sensibili e attenti alla questione dell’esercizio fisico. “Parecchi vengono per trattare il linfedema. Molti per combattere disturbi vari causati dal ricovero o da settimane trascorse a letto e altri ancora per evitare l’incontinenza che può essere legata a tumori all’utero e alla prostata”.

In cosa consiste questo lavoro: Prima di tutto, il fisioterapista procede sempre in team e si consulta con l’oncologo e con gli altri specialisti che stanno curando il paziente per analizzare ogni dettaglio e stabilire trattamenti mirati e personalizzati. “Se il problema è alle articolazioni o ai muscoli, ci si vede più giorni alla settimana per un mese o poco più. Poi insegno loro gli esercizi che possono fare da soli a casa e li rivedo periodicamente per controllare che tutto proceda al meglio. Quando invece, vengono per un linfedema, le tempistiche sono diverse e ci si concentra soprattutto sull’uso dei bendaggi che riducono il gonfiore”.

Come si fa a tornare a fidarsi di un corpo fragile e malato? Ed è qui, infatti, che un fisioterapista diventa fondamentale, perché ci fa riconquistare questa fiducia con il movimento. “Quando una persona entra nel mio studio, vedo i suoi occhi intimoriti e lo sguardo dubbioso, allora gli lancio una specie di scommessa, gli dico di provare e vedrà presto i risultati. Un fisioterapista non propone certo addominali o flessioni folli, non fa usare pesi classici da palestra, ma punta su movimenti, a volte sul linfodrenaggio, e sempre su esercizi che hanno evidenze scientifiche, ovvero diversi studi hanno confermato la loro efficacia”.

La soddisfazione più grande: “Sentire i miei pazienti che mi dicono che temevano di non riuscire più a tornare alla vita di prima, che avevano il terrore di non potersi più godere una passeggiata in montagna o di non riuscire a prendere in braccio i loro bimbi. Invece, e me lo confermano con un sorrisone, ora fanno tutto. Il cancro non è certo una malattia qualunque ma con gli strumenti giusti, e la fisioterapia è uno di quelli, si può gestire tutto”.

Se hai domande per la nostra fisio-coach, scrivile subito a info@koalastrategy.com.