Il percorso oncologico, lo diciamo sempre, è fatto di tante tappe, mediche e psicologiche. Operazioni, cure e controlli. E, intanto, una tempesta di emozioni affolla la mente e il cuore. Gli alleati delle tappe mediche sono chirurghi, oncologi e specialisti vari, mentre per il percorso psicologico ti proponiamo i consigli della nostra cancer coach Mara Mussoni . “Attraverserai varie fasi, dalla negazione della malattia all’azione” ricorda l’esperta. “Ognuna è inevitabile, anzi necessaria. Allo stesso modo, è importante capire il ruolo fondamentale delle emozioni, come abbiamo spiegato negli articoli precedenti. Lo step successivo è superare le domande ingombranti che nascono in questo momento critico e la rabbia ad esse collegata”.

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Perché a me? Ecco la domanda che tutti, prima o poi, si pongono quando fanno i conti con il cancro. Ti chiedi dove hai sbagliato e come mai questa prova così difficile sia toccata proprio a te. Cercando la risposta, passi in rassegna ogni istante della tua vita e così arriva anche il senso di colpa per gli errori fatti. Come le sigarette, per esempio, o l’alimentazione non proprio sana.

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Il senso di colpa è un sentimento che si insinua pian piano, prende sempre più spazio e ti impedisce di concentrarti su quello che conta di più in questo momento. Ecco perché bisogna ‘spostare’ i pensieri e allargare i ragionamenti. Prima di tutto, è inutile pensare al passato, e a eventuali errori, perché tanto non puoi cambiarlo e non puoi intervenire su quello che è già accaduto. Poi, prova a pensare che in quel momento forse non riuscivi a comportarti in modo diverso. Come abbiamo già visto, dietro le nostre azioni si celano sempre emozioni e dinamiche personali e, per esempio, uno stile di vita sbagliato può essere dettato da stress o problemi relazionali.

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Questo pensiero può quindi aiutarti a dare un senso alla malattia. Il tumore ha ovviamente delle cause biologiche, mediche e genetiche, ma è anche un segnale di qualcosa che non andava. C’era uno squilibrio nella tua esistenza e il cancro lo ha manifestato all’ennesima potenza.

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Certo, questi ragionamenti non sono sempre facili da fare e spesso è la rabbia a prendere il sopravvento. E molte volte è persino difficile ammettere di provare questo sentimento, che ha una connotazione negativa e fa quasi paura. Così, viene represso e rimane nascosto a lungo tra le pieghe del cuore.

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Ma, prima o poi, la rabbia esplode, magari proprio con i famigliari e gli amici che più ti stanno vicino e ti aiutano in questo momento. Approfitta di questo litigio per prenderne consapevolezza: questa emozione esiste ed è il momento di affrontarla.

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Il primo passo è imparare che la rabbia non è solo negativa. Certo, è irruente e violenta, ma è comunque un sentimento forte e quindi può essere anche costruttivo, come una forza, una spinta.

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Allora, prima di tutto sfoga la parte aggressiva. Lo sport è un ottima valvola di sfogo, così come la meditazione, lo yoga o l’aiuto di un terapista. Poi, pensa anche a incanalare la forza costruttiva della rabbia. Magari c’è un progetto, un cambiamento, qualcosa a cui pensavi da tempo e che ora può trasformarsi anche in un riscatto dalla malattia…