ONCOWELLNESS, CLICCHI E RESTI IN FORMA SOTTOTITOLO

Oncowellness, clicchi e resti in forma

4 Minuti18 Maggio 2022

cancro


Arriva un nuovo sito con esercizi pensati per i pazienti oncologici

Oncowellness, clicchi e resti in forma

La sessione di aerobica per combattere la stanchezza, gli esercizi se hai il port e lo stretching per rinforzare il bacino dopo l’intervento: ti piacerebbe provarli? Da oggi puoi farlo da casa, dal telefonino o dal pc, quando vuoi e senza spendere un euro. Infatti, è nata Oncowellness, la prima piattaforma che promuove l’attività fisica per i malati oncologici.

Il progetto è stato ideato da Pfizer Italia, che ha arruolato una squadra speciale composta da oncologi, fisiatri ed esperti, in collaborazione con alcune tra le associazioni più conosciute del settore come Ail, Europa Donna Italia, IncontraDonna Onlus, Susan Komen Italia e altre ancora.

In più, del team fanno parte anche tre oncotrainer, ovvero tre professionisti specializzati nel supporto dei pazienti oncologici formati dal Cancer exercise training institute, l’associazione più importante del settore. Perché, e ormai sempre più studi lo confermano, muoversi è davvero fondamentale.

“I benefici dell’attività fisica si vedono a vari livelli” spiega Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia. “Prima di tutto, si acquista la consapevolezza che il tumore non ferma la vita. Poi diminuiscono stress, ansia e depressione e migliora la qualità del sonno. Inoltre, il movimento aumenta l’energia del corpo e della mente, rendendoci più reattivi”

Il sito è semplice. Basta cliccare nella home page e trovi una serie di notizie e approfondimenti sull’attività fisica e sui tumori, poi le videointerviste degli specialisti e ancora una serie di tutorial con tutti gli esercizi per la sessione di allenamento perfetta. Puoi provare quelli generali o anche quelli pensati proprio per alcune patologie specifiche, come il cancro al seno, al polmone, i tumori del sangue e quelli genitourinari. 

“I benefici dell’attività fisica si vedono a vari livelli” spiega Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia. “Prima di tutto, si acquista la consapevolezza che il tumore non ferma la vita. Poi diminuiscono stress, ansia e depressione e migliora la qualità del sonno. Inoltre, il movimento aumenta l’energia del corpo e della mente, rendendoci più reattivi”.

Ecco perché oggi lo sport è considerato una parte integrante delle terapie, che riduce gli effetti collaterali legati alle cure e i rischi di ricomparsa della patologia. “L’esercizio è un ottimo strumento per distrarre il paziente dal pensiero pressante della malattia” aggiunge Elisabetta Abruzzese, dirigente medico di Ematologia all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma e nel team di Oncowellness. “Poi regala tono muscolare e una migliore ossigenazione del sangue”.

Insomma,  prova a dimenticare paure e pigrizia e mettiti alla prova con qualche scheda, nella pace di casa tua e in qualsiasi momento preferisci. All’inizio possono bastare pochi minuti al giorno e poi vedrai che gli effetti positivi saranno così tanti che non vedrai l’ora di fare un po’ di movimento.

I tutorial di Oncowellness sono adatti a tutti e non ci sono controindicazioni, tanto che possono essere seguiti anche dopo un intervento e durante le terapie. Ma ricordati sempre di sentire prima il parere del tuo oncologo. Buon allenamento!


Alimentazione, cosa mangiare quando sei in terapia - Luca Imperatori

Cosa mangiare quando fai la chemio

4 Minuti16 Maggio 2022

cancro


Ecco i consigli dell’oncologo esperto in nutrizione Luca Imperatori

Ecco una delle domande che si fanno tutti i pazienti oncologici: cosa mangiare quando fai la chemio? Quando inizi le terapie, mangiare sembra l’ultimo dei problemi. Forza e pensieri sono fagocitati dalla paura e dalla speranza che vada tutto bene. Poi, cominciato un ciclo di cura, arrivano anche i malesseri legati alle infusioni e mettersi a tavola diventa ancora più ostico. Eppure, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. “Non bisogna perdere peso, altrimenti si hanno meno energie e anche il nostro organismo rischia di reagire meno ai trattamenti” puntualizza Luca Imperatori, il nostro oncologo esperto in Nutrizione. Che ti regala alcuni consigli alimentari da mettere in pratica durante le cure.

1

Cerca i cibi antinfiammatori: la malattia, ormai la scienza l’ha confermato, viene aggravata dallo stato infiammatorio dell’organismo che va ‘modulato’ e contenuto. Quindi scegli alimenti ricchi di flavonoidi, come frutti di bosco e fragole, e di omega 3, come noci e mandorle da usare anche come spuntini. Via libera anche alle spezie come curcuma e zenzero.

2

Aiuta il tuo sistema immunitario: il tumore e le terapie abbattono le difese dell’organismo. In cucina, quindi, servono i rinforzi. Che arrivano da ingredienti ricchi di betacarotene (carote, zucche, barbabietole) e vitamina C (pomodori, peperoni), e poi dal miele e dai funghi.

3

Abbassa l’indice glicemico: gli ‘zuccheri’ fanno proliferare le cellule, quindi meglio ridurre dolci e pane bianco e convertirsi ai cereali integrali. Non dimenticare verdura e frutta, a pranzo e a cena per aiutare il microbiota intestinale.

4

Mangia da atleta nei giorni clou: il giorno prima delle terapie imita gli atleti che puntano su menu light con pasta o riso integrale. Tieni sempre lo zenzero a portata di mano durante le infusioni di chemio perché contrasta la nausea. Se il disturbo persiste porta in tavola le verdure cotte e il pesce azzurro e preferisci piatti freschi o a temperatura ambiente.

5

Non dimenticare di bere: è un classico, il malessere fa passare il senso della sete. Attenzione, perché disidratarsi indebolisce l’organismo che invece durante i trattamenti deve rimanere più in forma possibile. Tieni sempre a portata di mano, a casa e in ospedale, una borraccia e cerca di bere 1,5 litri di liquidi al giorno. Se la classica acqua ti dà fastidio perché magari aumenta la nausea e il fastidio allo stomaco, prova con il the verde, a piccoli sorsi e senza zucchero. Vanno bene anche le tisane ai gusti che preferisci. L’importante, insomma, è bere visto che così previeni anche la stitichezza, che è spesso associata alle cure.

6

Occhio agli integratori: vanno sempre presi sotto la supervisione del tuo oncologo. Un esempio? Il betacarotene è alleato del sistema immunitario ma diversi studi hanno dimostrato che va bene soltanto se assunto sotto forma di cibi e non, appunto, come integratore.

7

Prova gli spuntini: nei giorni no, quando mangiare rimane comunque ‘faticoso’ rispolvera la classica regola di dividere il fabbisogno giornaliero in 5 pasti e riscopri così lo spuntino del mattino e quello del pomeriggio, dove puoi concederti frutta fresca e secca, frullati e yogurt.

Se hai domande per il nostro esperto, scrivigli subito a info@koalastrategy.com.


Roberto Buttori Koala Strategy

Roberto e l’ironia per ‘curare’ il cancro

5 Minuti8 Aprile 2022

cancro

Tanta ironia, la musica giusta e gli affetti. Se dovesse scegliere i tre ‘indispensabili’ per un paziente oncologico, Roberto Botturi punterebbe su questi. Milanese, classe 1968, è informatico di professione, ma quando racconta cosa fa una volta spento il computer non finisce più: attore, autore di testi teatrali, batterista, insegnante di fotografia… E ora anche scrittore, visto che il suo romanzo Il paradiso è un posto con un Vermentino in frigo (Infinito edizioni) è appena arrivato in libreria.

Roberto e l'ironia per 'curare' il cancro

Tra le pagine, Roberto ripercorre quell’estate del 2016 in cui il mal di schiena non gli dava tregua. E poi, la diagnosi improvvisa: ha un linfoma non Hodgkin. “Mi ricordo che poco prima stavo leggendo un articolo di giornale che parlava di un mafioso e mi sono chiesto perché stesse accadendo a me e non al criminale di turno. Poi ho capito che è una domanda inutile e nei giorni successivi ho invece scoperto un’interessante teoria sull’umore che mi accompagnato nei mesi successivi. In pratica, quando riceviamo una notizia negativa piombiamo nel baratro, l’umore precipita a zero; poi grazie alla resilienza, alla capacità di sopportare le sfide della vita, torniamo all’ottimismo e allora ogni notizia buona ci fa ben sperare. Io, per esempio, ho poi saputo che il tumore era curabile. E in tutte le settimane successive, emozioni e umore hanno oscillato su e giù, come un’altalena, ma sono sempre riuscito a trovare un piccolo equilibrio”.

Ad aiutarlo a stare in piedi, due ingredienti fondamentali nella ricetta della vita: l’ironia e gli affetti. La prima, per Roberto, diventa uno sguardo diverso con cui osservare gli eventi perché anche le tragedie possono nascondere un pizzico di distacco e di sarcasmo, che spesso ti insegna a uscire dai momenti più critici. Poi ci sono la famiglia e gli amici. “Durante la malattia e le terapie ho avuto proprio bisogno di godermi i miei cari, è fondamentale coltivare le relazioni, anche se poi c’è chi ti tratta con pietà. Ogni reazione altrui è valida, sta poi a noi circondarci di persone che ti fanno stare bene”.

“Durante la malattia e le terapie ho avuto proprio bisogno di godermi i miei cari, è fondamentale coltivare le relazioni, anche se poi c'è chi ti tratta con pietà”

Roberto

Il tasto dolente di prenotazioni e burocrazia

Mentre racconta il via vai in ospedale tra cure ed esami, Roberto ricorda uno dei momenti peggiori, quello in cui ha dovuto sottoporsi alla biopsia osteomidollare, il doloroso prelievo di un campione di midollo osseo che serve. Poi si fa serio e aggiunge un altro tassello negativo. “Purtroppo devo ammettere che l’organizzazione di visite e test è faticosa: ancora oggi non trovo pace quando devo eseguire i controlli per colpa dei tempi biblici e della burocrazia che mette a dura prova i malati. All’inizio, per esempio, non riuscivo a prenotare una tac con urgenza e solo dopo lunghissime telefonate e un po’ di furbizia ho scoperto che bastava spostarsi dalla propria provincia di riferimento e andare a 15 minuti di macchina, ma per il call center della Regione non era fattibile… Insomma, sei spaesato, è difficile orientarsi in una jungla di paroloni e diagnosi, non sai a chi affidarti per avere lo specialista migliore. Nel 2022 è assurdo che ci siano ancora questi problemi: il percorso di cura dovrebbe essere più semplice e organizzato”.

La ricerca è l'unica via per guarire dal cancro

Anche perché, dall’altra parte, il cancro incute sempre meno paura, grazie ai progressi della scienza. “Oggi tantissimi tumori sono curabili, le terapie sono davvero efficaci e ti permettono una buona qualità di vita anche durante i primi tempi, quindi consiglio sempre ai pazienti oncologici di fidarsi della medicina tradizionale e di non farsi abbindolare da guru o strade alternative. Per esempio, è perfetto il sito del World Cancer Research Fund International, con i suoi aggiornamenti e le pagine dedicate alla prevenzione, tutte scientificamente provate e universalmente riconosciute.E, infine, un ultimo suggerimento: non smettete mai di sognare. Io, per esempio, vorrei fare una traversata in barca a vela. Continuate a divertirvi, anche con le piccole cose quotidiane, e prendete in mano la vostra esistenza, concedendovi del tempo per voi stessi e per chi amate”.


Due cuori in viaggio, girare il mondo per guarire dal cancro

Due cuori in viaggio, girare il mondo per guarire dal cancro

6 Minuti30 Marzo 2022

cancro

Metti la voglia di conoscere e raccontare il mondo, aggiungici l’amore e, purtroppo, anche la malattia… Avrai una splendida coppia, che ti farà sognare. Sono Claudia e Mattia, i volti di 2 cuori in viaggio: viaggiatori per passione, fotografi, esperti social con quasi 30.000 followers e tanto altro. E quando provano a presentarsi e a definirsi non hanno dubbi e scelgono subito la frase che campeggia sul loro sito: che la felicità sia la tua bussola.

Perché il progetto di Due cuori in viaggio ha delle radici molto speciali. “E’ nato nel 2018, quasi per gioco” racconta Claudia. “Nel 2017 mi hanno diagnosticato un cancro al seno. Avevo 35 anni e la prima cosa che ho detto a Mattia era che non avrei più potuto girare il mondo. Per fortuna non è stato così e ora mi trovo qui a ripercorrere la nostra storia. Appena sono stata meglio abbiamo aperto il blog perché avevo bisogno di qualcosa di positivo e scrivere dei nostri viaggi mi faceva stare bene”. I Due cuori in viaggio hanno deciso, quindi, di girare il mondo ‘per guarire dal cancro’.

“Nel 2017 mi hanno diagnosticato un cancro al seno. Avevo 35 anni e la prima cosa che ho detto a Mattia era che non avrei più potuto girare il mondo”

Prima la diagnosi di tumore, poi un blog per sognare

Ancora oggi, Claudia si commuove ricordando quei momenti. “In famiglia c’erano già stati dei casi di tumore e mia nonna e mia mamma erano state operate proprio di tumore al seno. Quindi, da quando ho compiuto 18 anni mi sono sempre sottoposta a tutti i controlli del caso. Sono sempre andati bene fino al 2017, quando l’ecografia ha rivelato una massa sospetta. Ho ricevuto la diagnosi il giorno del mio compleanno. Sono stata operata in fretta, mi sono sottoposta alla chemioterapia per sei mesi e poi ho anche scoperto di essere BRCA1, quindi ho fatto la mastectomia preventiva”.

In quei lunghi mesi di buio e dolore, Claudia e Mattia continuano a sognare avventure intorno al mondo. Progettano mete e tour da favola e si aggrappano a questi desideri fino a farli diventare una bussola che guida le loro giornate. “Infatti, nel 2018 abbiamo aperto il blog e gli abbiamo dato sempre più spazio fino a renderlo un lavoro” spiegano all’unisono. “E ovviamente abbiamo ripreso a viaggiare: non contiamo più le valigie fatte, sono tantissime, ma mai abbastanza”.

Claudia e Mattia. Due cuori in viaggio

Dopo il cancro non dai più nulla per scontato

Quando parlano dei due mesi trascorsi a Bali, il loro posto del cuore, si illuminano di entusiasmo e poi diventano più seri per sottolineare una nuova consapevolezza. “Da quando Claudia si è ammalata, la nostra esistenza è cambiata molto” spiega Mattia. “Per assurdo è migliorata: prima sopravvivevamo, ci accontentavamo, ci ripetevamo che in futuro avremmo girato il Pianeta intero, cambiato tanti aspetti della quotidianità, come se ci fosse sempre un domani a disposizione. Quando abbiamo capito che il domani non è così scontato, abbiamo iniziato a vivere con più pienezza, a puntare sulle emozioni e su quello che vogliamo davvero, anche se è più difficile e ti dà meno certezze”.

“Quando abbiamo capito che il domani non è così scontato, abbiamo iniziato a vivere con più pienezza, a puntare sulle emozioni e su quello che vogliamo davvero, anche se è più difficile e ti dà meno certezze”

Nienti limiti, anche con il cancro

Viaggiare, poi, si è rivelato davvero terapeutico. “Appena i medici mi hanno dato il via libera abbiamo ripreso l’aereo” ricorda Claudia. “Non abbiate timore, lo dico a tutti i pazienti oncologici: non fatevi fermare, se il vostro organismo è in forma e i dottori vi danno il permesso potete andare ovunque. Noi abbiamo avuto più paura durante la pandemia, perché eravamo in Asia per un viaggio di 4 mesi e quando hanno chiuso tutto ho temuto di rimanere bloccata a Bali senza poter fare i miei controlli, quindi siamo tornati a casa. Ma per il resto, non ci sono controindicazioni. Anzi, durante la chemio siamo andati spesso a goderci dei weekend in montagna: stare all’aria aperta, muovermi e staccare la mente dalle preoccupazioni mi faceva stare bene, tanto che non ho mai saltato una terapia a differenza di altre pazienti. Insomma, viaggiare può essere davvero curativo”.
Infatti, quando Mattia e Claudia si proiettano nel futuro, il loro sguardo non può che volare lontano, oltre i confini. “Tra 10 anni? Non saremo in Italia, ma in viaggio”. E noi di Koala Strategy li seguiremo…


Alimentazione e Cancro: Ne parliamo con il nostro Nutri-coach Luca Imperatori

Alimentazione e cancro: ecco il nostro Nutri-coach Luca Imperatori

5 Minuti11 Marzo 2022

cancro

Piatti e ricette possono diventare l’ultima preoccupazione di un malato, quando si hanno molte altre cose a cui pensare eppure un’alimentazione corretta in terapia è quanto mai importante.

A dirlo sono ormai parecchi studi. L’ultimo è quello firmato dai ricercatori del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT), che hanno dimostrato che quello che assumiamo ogni giorno può rendere più o meno efficaci le terapie. In alcuni casi, una dieta ipocalorica che permette un fisiologico controllo dei livelli di glucosio e di lipidi nel sangue contribuisce a rallentare l’avanzamento della malattia. Ecco perché abbiamo arruolato nella nostra squadra di coach una figura speciale: un oncologo nutrizionista.

Luca Imperatori, marchigiano classe 1962, lavora all’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord, dove è responsabile dell’Unità operativa semplice di “Gestione integrata dei tumori della testa e del collo”. “Da ragazzino ho sofferto di una malattia agli occhi che mi ha costretto a una lunga degenza: lì ho sentito che da grande avrei fatto il medico. Ho scelto Oncologia attirato dall’assurda follia biologica che è il cancro: diversamente dalle malattie infettive in cui si ha l’ingresso nel nostro organismo e l’infezione da parte di batteri o virus, il tumore origina da cellule dei nostri stessi organi e tessuti, proliferando in modo incontrollato”.

Così il dottor Imperatori inizia a trascorrere le sue giornate in reparto, al fianco dei pazienti oncologici. Proprio sul campo capisce l’importanza della nutrizione, si specializza in questo settore ed è tra le anime della Fondazione Francesca Pirozzi, nata per sostenere la ricerca e l’informazione in questo settore. “L’alimentazione ricopre un ruolo fondamentale. Chiaramente non esiste l’ingrediente che guarisce dal cancro, ma un corretto modo di alimentarsi è in grado di sostenere la persona e rendere la cura più efficace. Inoltre, sappiamo che l’alterazione del microbiota intestinale o lo stato di infiammazione dell’organismo, influenzati direttamente dalla nostra alimentazione, sono dannosi per il nostro organismo e possono essere prevenuti proprio grazie ad uno stile alimentare corretto”.

“L’alimentazione ricopre un ruolo fondamentale... non esiste l’ingrediente che guarisce dal cancro, ma un corretto modo di alimentarsi è in grado di sostenere la persona e rendere la cura più efficace. Inoltre, sappiamo che l’alterazione del microbiota intestinale o lo stato di infiammazione dell’organismo, influenzati direttamente dalla nostra alimentazione, sono dannosi per il nostro organismo e possono essere prevenuti proprio grazie ad uno stile alimentare corretto.”

 

Luca Imperatori - Nutri-coach

Prima delle diete allora, è importante la giusta attenzione a quello che si porta in tavola. “La prima cosa che faccio con i pazienti è raccogliere il loro diario alimentare, ossia capire quello che mangiano, se assumono tutti i macro-nutrienti in modo equilibrato. Propongo quindi una serie di consigli su piatti, modalità di cottura e stile di vita e coinvolgo anche i caregiver, le persone che si prendono cura del malato e che si preoccupano di fare la spesa e cucinare. Inoltre la malnutrizione rimane ancora un grave problema per i pazienti oncologici: perdere peso è rischiosissimo per un corpo già debilitato dal tumore e dalle terapie. E’ quindi importante coinvolgere anche le persone che aiutano i malati di cancro”.

Allora, come dice il nostro coach, il nutrizionista è uno dei migliori amici di chi combatte contro il cancro. “Noi italiani abbiamo un grande alleato: la vera dieta mediterranea, quella con cereali integrali, pesce, frutta e verdura di stagione e poca carne rossa”. Quindi, da oggi proporremo consigli e ricette, per aiutare i pazienti oncologici a ritrovare il gusto di mangiare e, perché no, di cucinare, e chiariremo le idee su fake news e super cibi.

Per domande al nostro nutri-coach, scrivi a info@koalastrategy.com