Cancro, il certificato che ti semplifica la vita

Cancro, il certificato che ti semplifica la vita

4 Minuti6 Aprile 2022

diritti malato oncologico


Accertare l’invalidità oncologica serve al paziente e al caregiver

Pochi minuti, un clic al computer e i tuoi diritti di malato oncologico sono conquistati. Ti piacerebbe che fosse così semplice, vero? Questo desiderio potrebbe diventare realtà. Ma facciamo un passo indietro: quando inizi questo percorso, lo saprai bene, c’è anche uno scoglio burocratico da superare, fatto di documenti, leggi e trafile che accertano il tuo nuovo stato di salute. Quindi, se hai il cancro, ecco il certificato che ti semplifica la vita.

Un documento virtuale ma importantissimo

Il primo step è proprio il famoso certificato oncologico telematico. In pratica è un documento che accerta la tua patologia e che serve all’Inps per aprire l’accertamento dell’invalidità oncologica. Infatti solo grazie all’invalidità, che l’istituto di previdenza riconosce dopo una serie di verifiche, si possono ottenere tutele, agevolazioni economiche e benefici, come i permessi per le cure, stabiliti dalla famosa legge 104.

Chi lo fa?

Il certificato oncologico esiste già da una decina di anni e viene compilato online da un medico, abilitato dall’Inps. Di solito a farlo è proprio il medico di famiglia. “Ma non è detto che sia un bene perché non si tratta di figura specializzata in queste patologie” spiega l’avvocato Elisabetta Iannelli, segretario generale di Favo, la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia. “Quindi, magari, omette delle informazioni importanti o scrive imprecisioni, che possono costare caro. Infatti poi l’Inps giudica incongruo il documento e quindi si allungano i tempi per la pratica di invalidità. A volte, per esempio, l’istituto chiede di integrare la documentazione, con costi aggiuntivi per il paziente”. Non solo: il medico di famiglia fa pagare il certificato perché non rientra tra i suoi incarichi.

E se lo firmasse l’oncologo?

Così, la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia ha promosso le iniziative pilota avviate dall’Inps con alcuni istituti del settore, come il Policlinico Gemelli di Roma, e con altre istituzioni, come le Regioni. In pratica, a redigere questo prezioso certificato sono gli stessi oncologi o altri specialisti che hanno in cura il paziente. La conseguenza? Niente errori, più velocità e, dettaglio da non trascurare, zero costi. “Il progetto sta andando molto bene e adesso, insieme all’Inps e ad Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) questo modello verrà portato in Conferenza Stato-Regioni, così speriamo che l’iter diventi presto realtà ovunque, in tutta Italia” precisa l’avvocato Iannelli.

“Il progetto sta andando molto bene e adesso, insieme all’Inps e ad Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) questo modello verrà portato in Conferenza Stato-Regioni, così speriamo che l’iter diventi presto realtà ovunque, in tutta Italia”

Chiedilo subito

Il certificato, poi, non serve soltanto al paziente, ma anche al caregiver che così ha diritto, tra le altre cose, a 3 giorni di permesso al mese per assistere il proprio caro ammalato. “Noi consigliamo a tutti di chiederlo all’oncologo o agli specialisti di riferimento” conclude l’avvocato Iannelli. “Lo compileranno con precisione e così avrete compiuto il primo passo. Il percorso oncologico è lungo e difficile, non possiamo negarlo, ma dobbiamo per forza renderlo più semplice e leggero”.


I TUOI DIRITTI

Permessi e malattie quando ricevi una diagnosi di cancro

4 Minuti2 Febbraio 2022

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Otto cose da sapere sui tuoi diritti quando ti viene diagnosticato un cancro

Hai appena iniziato il viaggio tra ospedali, sale operatorie, reparti di oncologia e terapie? In questo momento tutto ti appare come una montagna troppo difficile da scalare, ma pian piano percorrerai questa strada con più forza. Ad aiutarti, poi, ci sono una serie di tutele e diritti. Districarsi tra leggi, cavilli e domande non è da tutti, quindi ti riassumiamo qui le cose da sapere tra permessi, malattie e altro ancora quando ricevi una diagnosi di cancro.

1

Esenzioni: Esami, medicinali, visite e riabilitazione sono gratis. Infatti, come paziente oncologico, puoi ottenere l’esenzione dal ticket. Basta fare domanda alla tua Asl (portando tessera sanitaria, codice fiscale e la documentazione che certifica la malattia) e, dopo una valutazione, otterrai una tessera di esenzione, che di solito ha il codice ‘048‘. Dura almeno 5 anni, ma può avere anche una validità illimitata a seconda del tipo di patologia.

2

Permessi e Congedi: La norma che li regola è la famosa 104 che fissa, per esempio, 3 giorni al mese di permesso o, in alternativa, 2 ore al giorno e un congedo fino a 30 giorni all’anno. I contratti collettivi di lavoro delle varie categorie, poi, prevedono altre tutele: quindi, ti conviene informarti e studiare la tua situazione specifica, anche perché alcuni benefici sono legati all’accertamento di una invalidità (anche temporanea, ovviamente).

3

Lavoro dipendente e Indennita’: Il tuo impiego è ‘al sicuro’ per diversi mesi e hai una indennità proporzionata allo stipendio. Per le informazioni più specifiche, rivolgiti all’Inps.

4

Trasferimento: Puoi essere trasferito in una sede più vicina a casa, se ne hai bisogno, e al contrario non possono importi un trasloco senza il tuo consenso. Un altro ‘aiuto’? Il cambio di mansione, ovvero incarichi e compiti in linea con il tuo stato di salute.

5

Smartworking: Hai diritto a lavorare da casa, alla flessibilità oraria o al part time. E potrai tornare al tuo vecchio contratto quando sarai guarito.

6

Turni: Facevi i turni di notte? Ora puoi essere esonerato se la malattia non te lo permette. Ovviamente, devi portare al tuo capo una documentazione medica che lo dimostri.

7

Lavoro autonomo e indennita’: Sei un professionista con partita Iva? Nel 2017 è diventata realtà la legge n.81, che regola le tutele della categoria. Riassumendo, esistono l’indennità di malattia (massimo 61 giorni annui) e l’indennità di degenza ospedaliera (mass. 180 giorni annui). Puoi ottenere anche l’assegno ordinario d’invalidità o la pensione d’inabilità. Infine, puoi sospendere o rateizzare il versamento dei contributi. Se vuoi saperne di più, rivolgiti alla gestione separata Inps o alle casse previdenziali della tua categoria.

8

Caregiver: Anche il caregiver, ovvero la persona che si occupa del malato e ha un suo lavoro, ha alcuni diritti. Si va dai 3 giorni di permesso al mese al congedo straordinario retribuito per due anni, dalla possibilità di avere il part time o l’esonero dai turni di notte fino alle agevolazioni su cambi di sede e trasferimenti.