Alimentazione, cosa mangiare quando sei in terapia - Luca Imperatori

Alimentazione, cosa mangiare quando sei in terapia

4 Minuti16 Maggio 2022

effetti collaterali


Ecco i consigli dell’oncologo esperto in nutrizione Luca Imperatori

Quando inizi le terapie, soprattutto se devi sottoporti alla chemio, mangiare sembra l’ultimo dei problemi. Forza e pensieri sono fagocitati dalla paura e dalla speranza che vada tutto bene. Poi, cominciato un ciclo di cura, arrivano anche i malesseri legati alle terapie e mettersi a tavola diventa ancora più ostico. Eppure, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. “Non bisogna perdere peso, altrimenti si hanno meno energie e anche il nostro organismo rischia di reagire meno ai trattamenti” puntualizza Luca Imperatori, il nostro oncologo esperto in Nutrizione. Che ti regala alcuni consigli da mettere in pratica durante le cure.

1

Cerca i cibi antinfiammatori: la malattia, ormai la scienza l’ha confermato, viene aggravata dallo stato infiammatorio dell’organismo che va ‘modulato’ e contenuto. Quindi scegli alimenti ricchi di flavonoidi, come frutti di bosco e fragole, e di omega 3, come noci e mandorle da usare anche come spuntini. Via libera anche alle spezie come curcuma e zenzero.

2

Aiuta il tuo sistema immunitario: il tumore e le terapie abbattono le difese dell’organismo. In cucina, quindi, servono i rinforzi. Che arrivano da ingredienti ricchi di betacarotene (carote, zucche, barbabietole) e vitamina C (pomodori, peperoni), e poi dal miele e dai funghi.

3

Abbassa l’indice glicemico: gli ‘zuccheri’ fanno proliferare le cellule, quindi meglio ridurre dolci e pane bianco e convertirsi ai cereali integrali. Non dimenticare verdura e frutta, a pranzo e a cena per aiutare il microbiota intestinale.

4

Mangia da atleta nei giorni clou: il giorno prima delle terapie imita gli atleti che puntano su menu light con pasta o riso integrale. Tieni sempre lo zenzero a portata di mano durante le infusioni di chemio perché contrasta la nausea. Se il disturbo persiste porta in tavola le verdure cotte e il pesce azzurro e preferisci piatti freschi o a temperatura ambiente.

5

Non dimenticare di bere: è un classico, il malessere fa passare il senso della sete. Attenzione, perché disidratarsi indebolisce l’organismo che invece durante i trattamenti deve rimanere più in forma possibile. Tieni sempre a portata di mano, a casa e in ospedale, una borraccia e cerca di bere 1,5 litri di liquidi al giorno. Se la classica acqua ti dà fastidio perché magari aumenta la nausea e il fastidio allo stomaco, prova con il the verde, a piccoli sorsi e senza zucchero. Vanno bene anche le tisane ai gusti che preferisci. L’importante, insomma, è bere visto che così previeni anche la stitichezza, che è spesso associata alle cure.

6

Occhio agli integratori: vanno sempre presi sotto la supervisione del tuo oncologo. Un esempio? Il betacarotene è alleato del sistema immunitario ma diversi studi hanno dimostrato che va bene soltanto se assunto sotto forma di cibi e non, appunto, come integratore.

7

Prova gli spuntini: nei giorni no, quando mangiare rimane comunque ‘faticoso’ rispolvera la classica regola di dividere il fabbisogno giornaliero in 5 pasti e riscopri così lo spuntino del mattino e quello del pomeriggio, dove puoi concederti frutta fresca e secca, frullati e yogurt.

Se hai domande per il nostro esperto, scrivigli subito a info@koalastrategy.com.


Chemio, così vinci la secchezza della pelle

Chemio, così vinci la secchezza della pelle

4 Minuti4 Aprile 2022

effetti collaterali

È il problema più diffuso tra i pazienti oncologi che si sottopongono alla chemioterapia, tanto che il 95% di loro ne soffre. A volte, poi, succede anche durante la radioterapia. Infatti, la secchezza cutanea è senza dubbio uno dei maggiori effetti collaterali di questi trattamenti salvavita. E, anche se non è di certo il più grave, può diventare fastidioso, con la pelle irritata, che brucia e arriva a desquamarsi. Sta succedendo anche a te? Non preoccuparti: non sei sola/o e qui trovi un’alleata in più, la nostra beauty coach Myriam Mazza, fondatrice di Ricomincio da me, il laboratorio di ‘accudimento dermocosmetico’. “Purtroppo i farmaci antineoplastici attaccano il film idrolipidico, che è il mantello di protezione della pelle, quello che ci tutela” spiega la dottoressa. “Così la pelle prima di tutto si secca e, se non viene curata, peggiora e può portare i malati ad affrontare con più sofferenza il percorso di cura”.

Allora, metti subito in pratica i suggerimenti della nostra coach.

“Purtroppo i farmaci antineoplastici attaccano il film idrolipidico, che è il mantello di protezione della pelle, quello che ci tutela”

 

“Così la pelle prima di tutto si secca e, se non viene curata, peggiora e può portare i malati ad affrontare con più sofferenza il percorso di cura”

Myriam Mazza

alla detersione con prodotti specifici. Metti da parte i soliti saponi sgrassanti e preferisci oli e detergenti oleosi.

NO

a bagni lunghi e bollenti, che seccano ancora di più la pelle. Meglio una doccia veloce, con acqua tiepida. La cute è molto reattiva e fa caldo? Prova a lavarti con l’amido di riso, che ha un effetto anti pruriginoso.

ad asciugamani, teli, accappatoi e indumenti in cotone o lino per asciugare e avvolgere la pelle con la massima delicatezza.

NO

a creme troppo grasse e occlusive che peggiorano la situazione.

ai prodotti giusti per idratare la cute. Sono perfette le formulazioni nutrienti ed emollienti, come quelle all’olio di oliva o di Karité e all’acido ialuronico o quelle con urea, glicerolo e niacina (la vitamina B3, che protegge la pelle). Usale due volte al giorno, mattino e sera, non di più.

NO

a medicine e cortisone. A volte, la secchezza si aggrava e la pelle si desquama, ma valuta bene l’uso dei farmaci. Il cortisone, per esempio, va bene soltanto se c’è un’infezione micotica e va preso comunque su consiglio del medico. Mi raccomando, niente fai da te durante la chemioterapia.

alla costanza. Questi consigli vanno seguiti sin dall’inizio delle terapie, ogni giorno, anche quelli più bui e difficili, così potrai prenderti cura della tua pelle e tenere lontani i fastidiosi effetti collaterali.

Che cosa aspetti? Prova subito la routine di benessere che abbiamo ideato per te. “Sono gesti semplici, quotidiani, ma molto preziosi. In fondo, bastano pochi minuti per questa coccola” conclude l’esperta. “Nei miei laboratori ho visto troppa gente afflitta da questo problema della secchezza. A volte, infastiditi da una situazione che stava degenerando, pensavano addirittura di abbandonare le terapie. E visto che la chemio rimane una priorità, dobbiamo prevenire e iniziare a proteggere la cute fin dal primo giorno di terapie. Questo protocollo, poi, l’ho ideato in anni di esperienza e in collaborazione con vari specialisti, a partire dagli oncologi, quindi è testato e sicuro. E va benissimo sia per donne che per uomini”.

Se hai domande per la nostra beauty coach, scrivile subito a info@koalastrategy.com.


Tumori, gli effetti collaterali in terapia sono maggiori per le donne

3 Minuti25 Febbraio 2022

effetti collaterali

Le cure oncologiche sono più pesanti per le donne. È la conclusione a cui è arrivato uno studio innovativo condotto dai ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, uno dei centri più importanti del mondo, e appena pubblicato sul prestigioso Journal of Clinical Oncology. Il team di scienziati, infatti, ha calcolato che l’universo femminile va incontro a effetti collaterali con una frequenza del 34% maggiore rispetto ai maschi.

È la prima volta che il mondo dell’oncologia analizza la questione e lo fa, appunto, con uno studio dai grandi numeri, ovvero con oltre 23.000 pazienti coinvolti e 202 sperimentazioni cliniche analizzate. Da tempo, i protagonisti del settore avevano notato che la chemioterapia causa maggiori effetti collaterali su ragazze e signore, ma non c’erano evidenze particolari sulle altre cure che oggi sono molto usate, come l’immunoterapia o quelle a bersaglio molecolare.

Così, gli studiosi americani hanno acceso i riflettori sul tema, a testimonianza dell’importanza sempre più crescente della medicina di genere, che studia proprio le differenze tra uomo e donna sul fronte delle diagnosi e dei farmaci. Fino a poco tempo fa, per esempio, tutte le sperimentazioni sui medicinali erano svolte soltanto sui maschi, così come i vari approfondimenti sui percorsi clinici. Ora, per fortuna, le cose stanno cambiando: la medicina di genere viene insegnata in università e le ricerche crescono a vista d’occhio.

Purtroppo le donne hanno un rischio di effetti collaterali maggiore del 34% e lamentano spesso nausea, dolori vari, ipertensione e compromissione di organi

Ma torniamo all’indagine del Fred Hutchinson Cancer Research Center. Gli studiosi si sono concentrati sia sui disturbi segnalati direttamente dai malati di cancro, che su quelli riscontrati attraverso specifici test di controllo organizzati per l’occasione. I risultati? In generale, 6 pazienti su 10 hanno almeno un disturbo serio dopo i trattamenti, ma purtroppo le donne hanno un rischio di effetti collaterali maggiore del 34% e lamentano spesso nausea, dolori vari, ipertensione e compromissione di organi. I problemi sono minori quando le malate sono sottoposte alle cure a bersaglio molecolare, mentre si amplificano se seguono l’immunoterapia.

Non solo: per l’universo femminile gli effetti collaterali sono più frequenti e numerosi e anche più intensi e questo accade con quasi tutte le terapie oncologiche. Dopo questo studio, la strada è aperta e ora la sfida è capire i motivi dei disturbi ‘rosa’ e come risolverli per arrivare a cure sempre più efficaci ma con poche conseguenze. Alle base delle differenze, per esempio, ci sono questioni ormonali, del sistema immunitario o altro ancora? E per risolvere questi disturbi basta puntare sulla somministrazione dei farmaci, con dosi ed orari diversi, o servono proprio altre terapie? Toccherà agli scienziati scoprirlo. Di certo, se il futuro ci porta a una medicina personalizzata, bisognerà tenere conto anche delle grandi differenze tra lui e lei.