Muoversi per guarire dopo il cancro, con la Fisio-Coach Sara Mantovani

Muoversi per guarire dopo il cancro, con la Fisio-Coach Sara Mantovani

5 Minuti25 Febbraio 2022

fisioterapia

Dopo il sessuologo e l’esperta di bellezza, nella nostra squadra di coach arriva la fisioterapista. Per chi è appena stato operato per un tumore o sta iniziando le varie terapie oncologiche può sembrare inutile. Anzi, la maggior parte dei pazienti ha quasi timore a muoversi, a sollecitare un corpo già fragile per la malattia. Invece, movimento ed esercizi mirati diventano più preziosi che mai. Quindi, diamo la parola alla dottoressa Sara Mantovani:

“Sono nata a Brescia nel 1980 e fin da ragazzina ho capito che l’ambiente medico era un po’ la mia casa perché anche io sono stata una paziente oncologica. A 12 anni mi hanno diagnosticato una leucemia e quindi quando parlo di chemioterapia o di effetti di un tumore sul fisico li capisco davvero. Fare la fisioterapista mi permette di affiancare i malati, di aiutarli con gesti concreti. Infatti, ora sono libera professionista in un poliambulatorio della mia città proprio per occuparmi di loro e continuo a studiare e a fare formazione per dare il meglio”.

Sara Mantovani

Fisio-Coach

Perché serve un fisioterapista a un paziente oncologico: Questa figura cura le conseguenze del cancro. Pensiamo agli interventi chirurgici, che lasciano cicatrici o problemi di movimento agli arti superiori o inferiori. “Qualche esempio? La spalla per chi è stata operata al seno o le gambe per chi ha un tumore osseo” spiega la dottoressa Mantovani. “Poi c’è il grande problema del linfedema, una patologia cronica che può nascere dopo l’asportazione dei linfonodi o il loro trattamento con la radioterapia e che porta un forte gonfiore nella zona malata. Ma non finisce qui: anche quando ci si sottopone a chemio o radio, è molto utile lavorare su ossa e muscoli provati dalle terapie. Sempre più studi, infatti, dimostrano che la fisioterapia migliora proprio l’efficacia delle cure”.

L’identikit dei pazienti: Si tratta di uomini e donne di tutte le età, anche se negli ultimi tempi arrivano tanti giovani perché sono sensibili e attenti alla questione dell’esercizio fisico. “Parecchi vengono per trattare il linfedema. Molti per combattere disturbi vari causati dal ricovero o da settimane trascorse a letto e altri ancora per evitare l’incontinenza che può essere legata a tumori all’utero e alla prostata”.

In cosa consiste questo lavoro: Prima di tutto, il fisioterapista procede sempre in team e si consulta con l’oncologo e con gli altri specialisti che stanno curando il paziente per analizzare ogni dettaglio e stabilire trattamenti mirati e personalizzati. “Se il problema è alle articolazioni o ai muscoli, ci si vede più giorni alla settimana per un mese o poco più. Poi insegno loro gli esercizi che possono fare da soli a casa e li rivedo periodicamente per controllare che tutto proceda al meglio. Quando invece, vengono per un linfedema, le tempistiche sono diverse e ci si concentra soprattutto sull’uso dei bendaggi che riducono il gonfiore”.

Come si fa a tornare a fidarsi di un corpo fragile e malato? Ed è qui, infatti, che un fisioterapista diventa fondamentale, perché ci fa riconquistare questa fiducia con il movimento. “Quando una persona entra nel mio studio, vedo i suoi occhi intimoriti e lo sguardo dubbioso, allora gli lancio una specie di scommessa, gli dico di provare e vedrà presto i risultati. Un fisioterapista non propone certo addominali o flessioni folli, non fa usare pesi classici da palestra, ma punta su movimenti, a volte sul linfodrenaggio, e sempre su esercizi che hanno evidenze scientifiche, ovvero diversi studi hanno confermato la loro efficacia”.

La soddisfazione più grande: “Sentire i miei pazienti che mi dicono che temevano di non riuscire più a tornare alla vita di prima, che avevano il terrore di non potersi più godere una passeggiata in montagna o di non riuscire a prendere in braccio i loro bimbi. Invece, e me lo confermano con un sorrisone, ora fanno tutto. Il cancro non è certo una malattia qualunque ma con gli strumenti giusti, e la fisioterapia è uno di quelli, si può gestire tutto”.

Se hai domande per la nostra fisio-coach, scrivile subito a info@koalastrategy.com.