Cancro e cure e l ora della immunoterapia

Cancro e cure: è l'ora dell'immunoterapia

4 Minuti10 Luglio 2022

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Tutte le novità dal più grande congresso mondiale di oncologia

Gli addetti ai lavori lo chiamano ASCO ed è il congresso della Società americana di oncologia clinica, il più famoso appuntamento del settore che si tiene ogni anno a Chicago. Qui si riuniscono gli specialisti che arrivano da tutto il mondo e che presentano le novità sul fronte della ricerca. Ovvero, tutto quello che c’è da sapere su diagnosi e cure contro il cancro.

L’appuntamento del 2022 si è chiuso da poche settimane e la protagonista del convegno è stata senza dubbio l’immunoterapia. Le cure che attivano il sistema immunitario e lo spingono ad attaccare le cellule malate sono il presente e saranno il futuro per i pazienti oncologici. Già negli ultimi tempi, questa strada si è dimostrata un’ottima arma perché efficace e con minori effetti collaterali rispetto alla chemioterapia e i nuovi studi presentati all’ASCO lo hanno confermato.

Ad attirare l’attenzione di esperti e pazienti, per esempio, è stata la ricerca chiamata CheckMate-816 e dedicata al tumore al polmone. Gli scienziati hanno usato una combinazione di immunoterapia (con la molecola nivolumab) e chemio addirittura prima dell’intervento chirurgico e i risultati sono stati ottimi: il numero delle guarigioni, infatti, è aumentato e il rischio di recidiva si è ridotto di oltre l’80%. “Questo studio ha arruolato 358 pazienti e le conclusioni possono davvero portare a una modifica delle linee guida” ha spiegato afferma Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia medica 2 all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma. “Ad oggi, l’intervento è considerato l’unico strumento per una guarigione definitiva. Una percentuale compresa tra il 30% e il 55% dei pazienti però sviluppa una recidiva dopo la chirurgia. Ma con l’unione di nivolumab più chemioterapia, è possibile ottenere una potenziale guarigione”.

“La protagonista del convegno è stata senza dubbio l'immunoterapia. Le cure che attivano il sistema immunitario e lo spingono ad attaccare le cellule malate sono il presente e saranno il futuro per i pazienti oncologici”

Anche per chi ha un melanoma metastico ci sono buone notizie. Prima questi malati avevano un’aspettativa di vita piuttosto bassa. Ora, invece, la combinazione di due farmaci immunoterapici (nivolumab e ipilimumab) fa davvero sorridere, come dimostra uno studio che ha arruolato 945 persone. In pratica, la nuova cura ‘cronicizza’ il melanoma e ha un particolare ‘effetto memoria’, rimanendo efficace sull’organismo anche dopo la fine del trattamento.

Infine, i riflettori si sono accesi anche sul tumore al retto. Il protocollo classico per questa patologia prevede chirurgia, chemioterapia e radioterapia, ma l’immunoterapia ha appena dato una svolta. “Si tratta di uno studio molto piccolo, con solo 12 persone coinvolte, ma con la molecola dostarlimab sono tutti guariti” ha dichiarato il dottor Luis A. Diaz del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, tra gli autori della ricerca. “ Credo sia la prima volta che accade nella storia delle terapie per il cancro, è sorprendente: nei 12 pazienti non c’è più traccia del tumore”.


Roberta, dai dolci al cancro, senza smettere di sognare

6 Minuti21 Marzo 2022

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Pasticcera per passione, ingegnera per professione e sognatrice per scelta. Si definisce proprio così Roberta Marino. Una cascata di capelli che le incornicia il viso, una voce allegra che ti spinge a chiacchierare, questa ragazza ha ‘solo’ 37 anni, ma sembra aver già vissuto tante vite. Nata in Sicilia, dopo la maturità si trasferisce a Milano perché vuole fare l’ingegnera da quando è piccola e lo ripete con il sorriso, sottolineando con orgoglio la declinazione al femminile di questa professione.

Si laurea al Politecnico di Milano e muove i primi passi nel suo settore. E quando è ormai convinta di aver trovato il suo posto nel mondo, arriva il destino, che le fa cambiare strada e impiego e la porta a Torino. “Qui ho ricominciato da capo e per conquistare i nuovi colleghi portavo torte e dolcetti in ufficio. Prepararli è sempre stata la mia passione fin da bambina”. Impasti e creme la portano quindi in un’altra dimensione, quella della tv. Roberta, infatti, partecipa a Bake off Italia, il famoso talent show in onda su Real Time. “È stata un’esperienza fantastica: l’unica preoccupazione era cucinare dolci! E quando l’avventura è finita, ho continuato a godermi apparizioni, show cooking e tanto divertimento”. 

Poi, in quella ‘quotidianità zuccherosa’ irrompe un tornado che sradica tutto. È l’estate del 2020 e Roberta si trova in vacanza al mare, quando accusa dei disturbi all’occhio destro. “La vista era annebbiata. In realtà, già nei mesi precedenti avevo sentito prurito ma avevo dato la colpa alla vita in smartworking e alle call continue davanti allo schermo”. Nel giro di pochi giorni, i problemi peggiorano e Roberta vede dei veri e propri lampi, così corre al Pronto Soccorso. “Mi ricordo ancora il viso cupo e lo sguardo serio dell’oculista che mi ha visitato e mi ha annunciato che avevo un enorme melanoma nell’occhio. Ho sempre controllato i nei perchè ho la carnagione molto chiara, ma ignoravo che questa patologia potesse colpire anche l’occhio”.

Roberta scopre presto che si tratta di una patologia molto rara, che di solito colpisce persone più adulte. E mentre stenta a crederci e si chiede perché stia accadendo proprio a lei, le sue condizioni peggiorano: il melanoma spinge sulla retina, che rischia di staccarsi. Così, scatta una corsa contro il tempo, tra esami e approfondimenti fatti in totale solitudine per colpa della pandemia. “Sono entrata all’improvviso nel mondo del cancro, sospesa tra angoscia, domande pesanti come macigni e il terrore che ci fossero già altre metastasi”.

Per fortuna, Roberta è ‘pulita’, un termine che sente per la prima volta. E per la prima volta ascolta anche altri termini difficili, quasi crudeli. I medici, infatti, le spiegano che ha due opzioni: togliere l’occhio o sottoporsi prima a un’operazione e poi fare la radioterapia. Roberta sceglie la seconda strada, anche se non ha garanzie. “Per certi versi è stato tutto veloce: in tre settimane mi hanno operata e ho finito le cure. Il dolore rimane e anche la paura, perché ogni 4 mesi devo entrare nel tunnel dei controlli. Ora mi sono abituata al mio occhio monello e al fatto di vedere a metà, quindi voglio godermi ogni istante al cento per cento”.

“Ho accettato il tumore perché ho capito che io non sono la mia malattia, faccio e sono tanto altro. E ho giurato che non avrei più permesso a nulla e a nessuno di rendermi infelice: ora non voglio più sprecare nemmeno un momento di gioia”

Roberta Marino

È quello che questa donna ha promesso a se stessa nei momenti più bui, quando la diagnosi e il dolore le sono piombati addosso senza un perché. “Ho accettato il tumore perché ho capito che non io sono la mia malattia, faccio e sono tanto altro. E ho giurato che non avrei più permesso a nulla e a nessuno di rendermi infelice: ora non voglio più sprecare nemmeno un momento di gioia. Ho un’esistenza piena, tanti hobby come la pole dance, gli amici e una famiglia meravigliosa”.

E visto che si dichiara una sognatrice, Roberta insegue un desiderio speciale: raccontare la sua storia il più possibile per aiutare i pazienti oncologici e regalare loro un messaggio di forza e speranza. “Mi sarebbe stato tanto utile sentire una voce positiva quando ero in ospedale, quindi voglio supportare chi sta passando questa prova. A loro consiglio di tirare fuori tutto il coraggio e di pensare che è solo un momento, una fase e poi pian piano si tornerà a stare bene. E abbiate sempre fiducia nella scienza: io continuo a sperare che magari un giorno riacquisterò la vista e ci saranno cure sempre più efficaci per ogni malato”.