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Tutto quello che c’è da sapere su Papilloma Virus e cancro

5 Minuti4 Marzo 2022

papilloma virus


Il virus responsabile di più di due terzi dei tumori al collo dell’utero

Segni particolari: silenzioso (purtroppo) e pericoloso. Sono queste le caratteristiche del papilloma e il 4 marzo, giornata internazionale contro questo virus, noi cerchiamo di capirne di più. Perché dell’HPV, così si abbrevia, non se ne parla mai abbastanza, eppure è il responsabile di più di due terzi dei tumori al collo dell’utero. Così, siamo andati a bussare virtualmente alla porta di un’esperta, la dottoressa Roberta Corti.

Biologa specializzata in Ginecologia, ha fondato Maledetto HPV, un progetto di informazione e sensibilizzazione. “Diversi anni fa, ho scoperto di avere una lesione al collo dell’utero, causata appunto dal virus, e ho lottato a lungo tra dubbi e paura di ammalarmi di cancro” racconta. “All’epoca studiavo biologia, mi sono specializzata in queste tematiche e ho iniziato a collaborare con i ginecologi per aiutarli tra test e diagnosi. Poi ho capito che il virus non fa male solo al corpo, ma anche alla mente e al cuore, perché ha un forte impatto sul benessere psicologico e ho lanciato un canale Youtube e un profilo social per abbattere i tabù”. Ed è quello che proviamo a fare anche qui.

“Il virus va e viene e se stiamo bene il nostro sistema immunitario lo elimina senza problemi. Quando, però, attraversiamo periodi di stress o l’organismo non è in forma, l’HPV rimane sui genitali e a lungo andare può portare a delle lesioni al collo dell’utero”

Roberta Corti

Biologa e fondatrice di Maledetto HPV

Un virus comune Il papilloma ‘vive’ sui genitali umani, femminili e maschili, si trasmette attraverso i rapporti sessuali ed è molto più diffuso di quanto crediamo. Infatti, si calcola che quasi l’80% delle donne abbia avuto un’infezione da HPV almeno una volta nella vita. “Il virus va e viene e se stiamo bene il nostro sistema immunitario lo elimina senza problemi. Quando, però, attraversiamo periodi di stress o l’organismo non è in forma, l’HPV rimane sui genitali e a lungo andare può portare a delle lesioni al collo dell’utero”.

Può causare il cancro Proprio queste lesioni al collo dell’utero, infatti, sono responsabili della maggior parte dei tumori nella zona. Ma questa, in realtà, non è una cattiva notizia. “È l’unica neoplasia provocata da un virus, quindi se preveniamo l’infezione non arriveremo mai ad ammalarci. Come si fa? Con controlli regolari dal ginecologo per monitorare la nostra salute e l’eventuale presenza dell’HPV”.

Niente sintomi e niente cura Il papilloma, purtroppo, è un virus silenzioso, subdolo, perché non dà sintomi: non si avverte prurito, non si hanno perdite, come per altri disturbi ginecologici, e quando avvertiamo problemi può essere troppo tardi. “Non esiste nemmeno una cura, come un antivirale o un antibiotico, ma bisogna lavorare per rafforzare il sistema immunitario e renderlo capace di sconfiggere il virus. Se, invece, l’HPV persiste e provoca lesioni, il ginecologo le deve rimuovere subito con un piccolo intervento prima che degenerino in un tumore”.

Ma c’è il vaccino Da qualche anno, la medicina ci ha dato un’arma in più, la profilassi. I ceppi di HPV ad alto rischio, ovvero responsabili del tumore, sono una quindicina. E oggi abbiamo un vaccino che protegge contro 9 ceppi tra i più pericolosi. “Si chiama Gardasil 9, è raccomandato dal Piano nazionale di protezione vaccinale e si può fare già dai 9 anni. Fino ai 14 anni le dosi previste sono due, mentre sopra i 15 ne servono tre. L’ideale è farlo verso gli 11 anni proprio perché l’efficacia è più alta se l’organismo non è ancora entrato in contatto con il virus, quindi se non si ha ancora una vita sessuale”.

Sia per lei che per lui E non sono soltanto le ragazzine a dover fare il vaccino, ma anche i maschi, perché vaccinando a tappeto si blocca la trasmissione del virus. “Non ci sono nemmeno limiti di età. Anzi. Gli studi dimostrano che se una donna ha avuto il papilloma e ha dovuto trattare chirurgicamente una lesione, la profilassi riduce del 60% il rischio che questa si riformi”.

Prevenzione sempre Le visite ginecologiche rimangono la strada migliore per tenere lontano il rischio di ammalarsi di HPV e, quindi, di sviluppare una neoplasia. “Insieme alla prevenzione, poi, attenzione massima al sistema immunitario che difende l’organismo. Per rinforzarlo, abbiamo 4 strumenti: alimentazione naturale, attività fisica costante, zero fumo e buona gestione dello stress”.