Dopo cancro Roma canoa Pagaie rosa

La vita dopo il cancro? A Roma vai in canoa con le Pagaie Rosa

6 Minuti12 Gennaio 2023

vita dopo il cancro


L’associazione di donne operate al seno ha fondato una formidabile squadra di Dragon Boat

La vita dopo il cancro? A Roma vai in canoa con le Pagaie Rosa. Se stai cercando, pian piano, di tornare a vivere dopo la diagnosi e le cure, siamo certe che nel tuo cuore rimbomba spesso la stessa domanda: cosa farò dopo il cancro? A Roma vai in canoa

Sì, ti rispondiamo così perché questa associazione ha creato una formidabile squadra di Dragon Boat, la disciplina simile alla canoa che si pratica sulle bellissime imbarcazioni a forma di drago (ne avevamo già parlato qui con la nostra intervista alle Pink Amazons di Milano). E che fa benissimo, al corpo e alla mente.

Così, per la rubrica Andiamo a conoscere, oggi ti presentiamo le Pagaie Rosa insieme alla presidente Mariagrazia Punzo e a uno dei membri del team Anna Rosaria Forno.

Mariagrazia, raccontiamo di tutto e di più sulla vostra onlus, le Pagaie Rosa...

“La nostra associazione è composta da donne che hanno avuto un tumore al seno e, dopo la diagnosi e le cure, decidono di rimettersi in gioco allenandosi e gareggiando sulle nostre canoe. Il dragon boat, infatti, è una disciplina preziosa, praticata nei Paesi orientali. Negli Anni Novanta, poi, un famoso medico canadese ha dimostrato i suoi benefici nel prevenire il linfedema, la patologia cronica che può colpire le pazienti e che consiste nel rigonfiamento del braccio. Da allora, nel mondo sono nate decine di squadre di pazienti e noi siamo stati la prima in Italia, ormai 20 anni fa. Ai tempi è stato un gesto rivoluzionario, perché nessuno parlava di cancro e movimento, ma oggi siamo una certezza. Nel frattempo sono nate tante associazioni simili ed è emozionante vedere lo spirito che si crea tra queste donne, che si aiutano tra loro. Scatta subito un’empatia naturale legata a quello che hanno vissuto. Poi questo sport ha molti benefici e permette di rimettersi in gioco, di mettere alla prova quel corpo tradito dalla malattia”.

Dalla vostra nascita sono trascorsi 20 anni. Cosa fate oggi? Quali sono gli appuntamenti più importanti?

“La nostra sede è il lago di Castel Gandolfo: ci alleniamo lì, in questa meravigliosa palestra naturale all’aria aperta, ogni sabato. Poi partecipiamo a tantissime manifestazioni. Qualche mese fa, per esempio, siamo state alla Vogalonga di Venezia, una regata di 32 chilometri tra i canali della Laguna; siamo arrivate al primo posto al festival dei dragon boat di Barcellona e abbiamo vinto tante altre medaglie. Siamo delle atlete a tutti gli effetti: l’impegno e anche le soddisfazioni non mancano”.

Anna Rosaria, cosa ti danno le Pagaie Rosa?

“Nel 2015 ho ricevuto la diagnosi, poi ho subito l’intervento e ho seguito le terapie. Passata la fase acuta, ho conosciuto l’associazione ed è stato un colpo di fulmine. Mariagrazia e le ragazze mi hanno dato tantissimo. Prima di tutto, la consapevolezza che il cancro non è un handicap ma quasi una marcia in più perché ti fa scattare il desiderio di farcela e una forte rivalsa. Il tumore può trasformarsi in una chance perché ti dona la forza di non fermarsi e vivere intensamente il qui e ora. Quando ti ammali non hai più certezze e quindi ti godi al massimo ogni situazione”.

“La nostra associazione è composta da donne che hanno avuto un tumore al seno e, dopo la diagnosi e le cure, decidono di rimettersi in gioco allenandosi e gareggiando sulle nostre canoe. Il dragon boat, infatti, è una disciplina preziosa per prevenire il linfedema”.

Quest'anno festeggiate il vostro ventennale: cosa farete e quali progetti avete per i prossimi anni?

Anna Rosaria: “Stiamo preparando un evento speciale e unico, che sveleremo nelle prossime settimane. Abbiamo il dovere di festeggiare per tutte le donne che fanno parte delle Pagaie e anche per quelle che purtroppo non ci sono più. Il nostro hashtag, lo diciamo sempre, è #esserci, esserci l’una per l’altra e per mostrare ad altre pazienti, che magari stanno facendo la chemioterapia, che dal cancro si può guarire e che dobbiamo stare bene insieme”.
Mariagrazia: “Abbiamo molti progetti, per quest’anno e per il futuro, vogliamo partecipare a tanti eventi e festival. Per un paziente oncologico progettare è davvero importante: il tempo tra un controllo e l’altro sembra infinito e i nostri appuntamenti danno un senso al tempo, accendono la luce in questo percorso e danno forza”.

Allora, invitiamo gli amici di Koala Strategy a pagaiare?

“Certo, ogni sabato alle 10 siamo al circolo sportivo Aisa Sport, in via dei Pescatori. Su facebook, poi, trovate novità e dettagli. Il nostro motto è ‘tutte insieme sulla stessa barca’. E la barca in questo caso non è una metafora, ma un luogo vero dove succedono cose bellissime. Vi aspettiamo per provare o anche solo per conoscerci e respirare una boccata d’aria fresca insieme”.


Due cuori in viaggio, girare il mondo per guarire dal cancro

Due cuori in viaggio, girare il mondo per guarire dal cancro

6 Minuti30 Marzo 2022

vita dopo il cancro

Metti la voglia di conoscere e raccontare il mondo, aggiungici l’amore e, purtroppo, anche la malattia… Avrai una splendida coppia, che ti farà sognare. Sono Claudia e Mattia, i volti di 2 cuori in viaggio: viaggiatori per passione, fotografi, esperti social con quasi 30.000 followers e tanto altro. E quando provano a presentarsi e a definirsi non hanno dubbi e scelgono subito la frase che campeggia sul loro sito: che la felicità sia la tua bussola.

Perché il progetto di Due cuori in viaggio ha delle radici molto speciali. “E’ nato nel 2018, quasi per gioco” racconta Claudia. “Nel 2017 mi hanno diagnosticato un cancro al seno. Avevo 35 anni e la prima cosa che ho detto a Mattia era che non avrei più potuto girare il mondo. Per fortuna non è stato così e ora mi trovo qui a ripercorrere la nostra storia. Appena sono stata meglio abbiamo aperto il blog perché avevo bisogno di qualcosa di positivo e scrivere dei nostri viaggi mi faceva stare bene”. I Due cuori in viaggio hanno deciso, quindi, di girare il mondo ‘per guarire dal cancro’.

“Nel 2017 mi hanno diagnosticato un cancro al seno. Avevo 35 anni e la prima cosa che ho detto a Mattia era che non avrei più potuto girare il mondo”

Prima la diagnosi di tumore, poi un blog per sognare

Ancora oggi, Claudia si commuove ricordando quei momenti. “In famiglia c’erano già stati dei casi di tumore e mia nonna e mia mamma erano state operate proprio di tumore al seno. Quindi, da quando ho compiuto 18 anni mi sono sempre sottoposta a tutti i controlli del caso. Sono sempre andati bene fino al 2017, quando l’ecografia ha rivelato una massa sospetta. Ho ricevuto la diagnosi il giorno del mio compleanno. Sono stata operata in fretta, mi sono sottoposta alla chemioterapia per sei mesi e poi ho anche scoperto di essere BRCA1, quindi ho fatto la mastectomia preventiva”.

In quei lunghi mesi di buio e dolore, Claudia e Mattia continuano a sognare avventure intorno al mondo. Progettano mete e tour da favola e si aggrappano a questi desideri fino a farli diventare una bussola che guida le loro giornate. “Infatti, nel 2018 abbiamo aperto il blog e gli abbiamo dato sempre più spazio fino a renderlo un lavoro” spiegano all’unisono. “E ovviamente abbiamo ripreso a viaggiare: non contiamo più le valigie fatte, sono tantissime, ma mai abbastanza”.

Claudia e Mattia. Due cuori in viaggio

Dopo il cancro non dai più nulla per scontato

Quando parlano dei due mesi trascorsi a Bali, il loro posto del cuore, si illuminano di entusiasmo e poi diventano più seri per sottolineare una nuova consapevolezza. “Da quando Claudia si è ammalata, la nostra esistenza è cambiata molto” spiega Mattia. “Per assurdo è migliorata: prima sopravvivevamo, ci accontentavamo, ci ripetevamo che in futuro avremmo girato il Pianeta intero, cambiato tanti aspetti della quotidianità, come se ci fosse sempre un domani a disposizione. Quando abbiamo capito che il domani non è così scontato, abbiamo iniziato a vivere con più pienezza, a puntare sulle emozioni e su quello che vogliamo davvero, anche se è più difficile e ti dà meno certezze”.

“Quando abbiamo capito che il domani non è così scontato, abbiamo iniziato a vivere con più pienezza, a puntare sulle emozioni e su quello che vogliamo davvero, anche se è più difficile e ti dà meno certezze”

Nienti limiti, anche con il cancro

Viaggiare, poi, si è rivelato davvero terapeutico. “Appena i medici mi hanno dato il via libera abbiamo ripreso l’aereo” ricorda Claudia. “Non abbiate timore, lo dico a tutti i pazienti oncologici: non fatevi fermare, se il vostro organismo è in forma e i dottori vi danno il permesso potete andare ovunque. Noi abbiamo avuto più paura durante la pandemia, perché eravamo in Asia per un viaggio di 4 mesi e quando hanno chiuso tutto ho temuto di rimanere bloccata a Bali senza poter fare i miei controlli, quindi siamo tornati a casa. Ma per il resto, non ci sono controindicazioni. Anzi, durante la chemio siamo andati spesso a goderci dei weekend in montagna: stare all’aria aperta, muovermi e staccare la mente dalle preoccupazioni mi faceva stare bene, tanto che non ho mai saltato una terapia a differenza di altre pazienti. Insomma, viaggiare può essere davvero curativo”.
Infatti, quando Mattia e Claudia si proiettano nel futuro, il loro sguardo non può che volare lontano, oltre i confini. “Tra 10 anni? Non saremo in Italia, ma in viaggio”. E noi di Koala Strategy li seguiremo…