Hai un tumore? Vieni a fare yoga con le Yogine

Hai un tumore? Vieni a fare yoga con le Yogine

5 Minuti7 Giugno 2022

yoga


L’insegnante (e paziente) Silvia Lucchini ti svela i benefici della pratica

 

Che il movimento abbia moltissimi benefici per i pazienti oncologici, si sa. Lo yoga, in particolare, regala benessere al corpo e alla mente. Allora, per la rubrica ‘Andiamo a conoscere’, ti presentiamo un’insegnante speciale che, prima di tutto, ha affrontato il tumore sulla sua pelle. Si chiama Silvia Lucchini e sui social è conosciuta come @leyogine .”È l’unione di yogina, chi fa yoga, e gine, ovvero le amiche. Perché questo è nato come un gruppo di amiche e poi è diventato sempre più grande”.

Presentati

“Ho 44 anni, sono una bergamasca Doc, orgogliosa di esserlo, e nella vita faccio tante cose. Sono commercialista, mi occupo di consulenza per aziende del settore moda e insegno yoga dal 2020. Ho iniziato anni fa ad approcciarmi a questa disciplina e nel 2019 ho seguito un corso per diventare insegnante. Un mese dopo aver preso il diploma, ho scoperto di avere un tumore al seno. Non è stata una sorpresa, perché purtroppo ho la mutazione del gene BRCA, quindi sono sempre stata sotto controllo. Gli accertamenti hanno evidenziato che si trattava del cosiddetto carcinoma triplo negativo, uno dei più pericolosi, così ho dovuto sottopormi a una mastectomia totale bilaterale e alla chemio. Uscita dall’ospedale, volevo sospendere con lo yoga ma poi ho capito che avevo bisogno di qualcosa di bello, di un obbiettivo mentre attraversavo la tempesta. Questa disciplina è stata il mio rifugio, il metro di paragone per capire come stavo e infatti ho anche recuperato prima del previsto. Come insegnante, poi, era arrivato il momento di fare training, di mettermi alla prova, allora ho chiamato a raccolta le amiche e abbiamo iniziato a fare lezioni. Il destino, però, ha scombinato un’altra le carte, con l’arrivo del Covid e del lockdown. Così abbiamo spostato le lezioni su Zoom e la nostra chat si è trasformata in un prezioso momento di scambio. Per tre mesi abbiamo proseguito online, io ero piena di energie, mi sentivo rinascere dopo le cure e ho capito che insegnare mi dona forti emozioni. Adesso ho contattato l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’associazione Salute allo Specchio e con la dottoressa Valentina De Mattei vogliamo organizzare qualcosa anche in ospedale”.

Sono tantissime le ricerche che sottolineano i benefici della yoga. Partendo dalla tua esperienza, in cosa questa disciplina può essere d'aiuto ai malati oncologici?

“Yoga significa unione tra mente e corpo e tra uomo e Terra: è un’attività millenaria e dobbiamo capire cosa può darci oggi. Prima di tutto, ci insegna ad ascoltarci: siamo abituati a parlare, a esternare ma non ci soffermiamo sull’interiorità. Quando sei malato, poi, hai paura, rischi di sprofondare nel pessimismo e nel dolore delle cure, ma la pratica ti aiuta a dare spazio alle emozioni, ad accettarle, a far uscire pianti e rabbia, ti libera dalle sovrastrutture . Lo yoga, insomma, diventa un ottimo compagno di viaggio, dalla diagnosi all’intervento fino alle cure e oltre”.

Questa disciplina infatti è perfetta per ridurre ansia, insonnia e tutti i malesseri legati alle terapie. Quali sono i trucchi per iniziare?

“Tanti cominciano per curiosità e può essere un’ottima molla. Molti vengono perché sono incuriositi dalla mia storia, altri invece cercano un’alternativa alla palestra. L’importante è buttarsi e provare, anche perché la pratica migliora tono muscolare, elasticità e flessibilità, tutti aspetti importanti per l’autostima di un paziente. Infine, si crea una spazio di condivisione, un luogo speciale in cui le persone si raccontano e si sostengono a vicenda”.

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Quando sei malato hai paura, rischi di sprofondare nel pessimismo e nel dolore delle cure, ma la pratica ti aiuta a dare spazio alle emozioni, ad accettarle, a far uscire pianti e rabbia, ti libera dalle sovrastrutture . Lo yoga, insomma, diventa un ottimo compagno di viaggio, dalla diagnosi all'intervento fino alle cure e oltre".

Allora, invitiamo tutti a provare. Parlate prima con il vostro oncologo per avere il suo via libera e poi armatevi di tappetino...

“Certo, sul mio profilo si trovano tantissimi post e video e ora inizierò a pubblicare una serie di lezioni speciali per chiunque vorrà approcciarsi alla yoga attraverso Koala Strategy. Si tratterà di video brevi, di 15 minuti, con degli asana adatti a tutti, da fare in sicurezza e tranquillità e con il giusto approccio, ovvero con gentilezza e gradualità”.


ONCOLOGIA INTEGRATA, TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE

Oncologia integrata, tutto quello che c'è da sapere

4 Minuti29 Aprile 2022

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Ecco gli strumenti che ti supportano durante le cure

Se ti diciamo oncologia integrata, cosa ti viene in mente? Forse la conosci già: si tratta di tutte quelle terapie che, appunto, vanno a integrare le cure oncologiche classiche. La premessa è fondamentale: non si tratta di medicina alternativa, non si può prescindere da chirurgia, chemioterapia e da tutti i trattamenti proposti da oncologo e specialisti. Ma esistono tante discipline e strumenti che ti possono aiutare a stare meglio, a sopportare gli effetti indesiderati e a proseguire con la spinta giusta il tuo percorso di guarigione.

Infatti, sono sempre di più gli studi che sottolineano i benefici di discipline come lo yoga o l’omeopatia e, anno dopo anno, aumentano reparti o strutture che propongono cure dolci e trattamenti nuovi, tanto che in Italia è nata anche l’Associazione per la ricerca di terapie oncologiche integrate (A.r.t.o.i., https://www.artoi.it), un’organizzazione che riunisce tutti gli esperti del settore. Allora ti presentiamo, in rigoroso ordine alfabetico, una piccola carrellata degli strumenti dell’oncologia integrata. Leggi e trova quello giusto per te. Ma, ovviamente, consulta sempre prima il tuo oncologo.

“si tratta di tutte quelle terapie che, appunto, vanno a integrare le cure oncologiche classiche. La premessa è fondamentale: non si tratta di medicina alternativa, non si può prescindere da chirurgia, chemioterapia e da tutti i trattamenti proposti da oncologo e specialisti”

Agopuntura: i famosi aghi della medicina cinese sono un alleato perfetto per i pazienti oncologici. Prima di tutto, aiutano a superare nausea e vomito post chemio. Contrastano anche le vampate legate alle terapie ormonali e sono efficaci per riposare meglio e prevenire ansia e depressione.

Omeopatia: questa branca della farmacologia è spesso al centro del dibattito, ma diverse ricerche hanno dimostrato l’utilità di questi medicinali. Per esempio, funzionano contro la dermatite causata dalla radioterapia e contro la stomatite da chemio. E, in genere, vengono spessi consigliati per alleviare il dolore dopo un intervento. 

Medicina ayurvedica: i principi di questa ‘sapienza’ che ha origini millenarie e arriva dall’India stanno prendendo sempre più piede anche tra i pazienti oncologici, che provano a fare meditazione o yoga, trattamenti e massaggi con particolare olii essenziali o a puntare su erbe e piante medicinali soprattutto per combattere stanchezza e ansia.

Medicina naturale: dall’aloe all’echinacea, dal ginseng, dalla vitamina d alla lattoferrina. La fitoterapia oggi è stata sdoganata come valida alleata per contrastare gli effetti collaterali delle terapie oncologiche

Mindfulness: per gli addetti ai lavori è la versione moderna di un’antica pratica di meditazione buddhista. E diversi studi hanno dimostrato i suoi benefici contro ansia e depressione.

Psiconcologia: il supporto psicologico specializzato dovrebbero essere un diritto di tutti i pazienti oncologiche. Ma, purtroppo, sappiamo che non sempre viene offerto questo strumento. Informati e affidati a un esperto senza paura e in qualsiasi momento del percorso di cura.

Se vuoi saperne di più:

www.artoi.it


SESSO E CANCRO: Quando il desiderio sparisce…

SESSO E CANCRO: Quando il desiderio sparisce…

4 Minuti25 Marzo 2022

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La libido, questa sconosciuta. Se c’è un filo rosso che accomuna i pazienti oncologici è dover venire a patti, prima o poi, con il desiderio sessuale che latita. All’inizio c’è lo shock della diagnosi, di quelle parole che, anche solo inconsciamente, ti mettono faccia a faccia con la morte. E poi arriva il tour de force tra ospedale e terapie, che debilitano l’organismo e la mente. Così, tutto il resto quasi si azzera: spesso pensi solo a sopravvivere e il piacere ti sembra un lusso che non ti puoi permettere. Non ne hai la forza e nemmeno la voglia. Ma poi questo aspetto si trasforma in un altro problema e inizi a chiederti come ritrovare la voglia di intimità con il partner. Lo abbiamo domandato al nostro sessuologo Fabrizio Quattrini, presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica, che ti propone i passi da seguire.

1

Ripetiti che è tutto normale: il terrore prima e le cure dopo sono state un grande nemico per la sessualità. Alcuni farmaci, poi, possono anche interagire a livello ormonale e causare un calo della libido. Quindi, fai un semplice esercizio di convincimento e ripetiti che quello che stai provando è fisiologico e passeggero.

2

Spegni Internet: non andare a caccia di notizie online su sesso e oncologia. Gli unici che possono darti consigli e prescrizioni sull’argomento sono i medici. Rivolgiti solo a loro per dubbi e rassicurazioni e per sapere, per esempio, se ci sono prodotti che ti possono aiutare su questo fronte.

3

Ricorda ciò che ti piace: per riaccendere il desiderio concentrati su quello che ti eccitava davvero o su quelle pratiche che in passato non hai mai provato “perché non c’era tempo”. Ora, in fondo, stai imparando che non bisogna mai perdere l’attimo…

4

Pensa positivo: il sesso si basa anche sulla componente mentale e immaginare e lasciarsi andare alla fantasia ha un forte potere eccitante. Allora, quando ti senti tranquilla/o e rilassata/o pensa a momenti intimi passati o a qualcosa che ti intriga. Libera la mente, senza freni, e poi condividi queste idee con il partner. Vedrai che ti farà bene.

5

Prova lo yoga di coppia: in questi momenti ti servono il giusto equilibrio tra corpo e mente e un po’ di contatto con l’altro. Ecco perché lo yoga di coppia può funzionare: scegli un video e qualche posizione e poi provali con il partner. Non cercate la perfezione, ma approfittate di questo momento per stare vicini e in libertà.

6

Usa i prodotti giusti: il calo della libido può essere legato anche a questioni ormonali o fisiche e può causare, per esempio, secchezza vaginale o problemi di erezione. Sul mercato esistono lubrificanti, oli e rimedi naturali. Ovviamente, chiedi sempre il parere del medico prima di usarli.

7

Esci di casa: il tuo appartamento, purtroppo, è diventato il ‘teatro della malattia’, il luogo in cui hai vissuto i postumi di interventi e ricoveri o dove trascorri i giorni difficili post terapia. Per ritrovare la miccia che accende l’intimità, cambia scenario magari concedendoti con il partner una piccola fuga alla casa al mare, da amici o una giornata diversa.

8

Parla con lui/lei: chiedere al tuo compagno di pazientare è indispensabile. Intanto, concedigli senza recriminare i suoi piccoli spazi di piacere, dall’autoerotismo alla visione di quei filmati hot…

9

Chiedi aiuto: se non riesci comunque a ritrovare la dimensione sessuale e questo freno influisce sul tuo stato d’animo non esitare a parlarne con un esperto, come uno psicoterapeuta o un sessuologo.