5 Minuti7 Agosto 2022

Tutto quello che devi sapere sul tumore alla prostata


In un nuovo documento, le novità su cure e quotidianità dei pazienti

È uno dei tumori più diffusi tra gli uomini, ma è anche il più curabile. Parliamo del cancro alla prostata e lo facciamo perché è stato appena presentato “Il Libro bianco 2022 -Tumore alla prostata. Stato dell’arte e nuove prospettive” di Fondazione Onda, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Il documento fa il punto su questa patologia, illustra cure e progressi della ricerca e si sofferma anche sugli aspetti psicologi legati alla malattia. Quindi, se anche tu la stai affrontando, ecco tante informazioni utili.

Ogni anno in Italia si contano 37.000 nuove diagnosi di cancro alla prostata, che costituisce il 19% di tutti i tumori nella popolazione maschile. La famosa ‘percentuale di sopravvivenza’ a dieci anni ci dice che oltre il 90% dei malati è in salute, grazie all’aumento della diagnosi precoce legata al PSA, l’esame che dosa il cosiddetto “antigene prostatico specifico” e permette di individuare facilmente la neoplasia anche a uno stadio iniziale.

Infatti, nel 40% dei casi le nuove diagnosi sono per quelli che i medici chiamano ‘tumori clinicamente insignificanti’, ovvero neoplasie molto piccole e assolutamente non pericolose. In questi casi, si applica il protocollo chiamato Sorveglianza Attiva, nato negli anni Novanta e riconosciuto da tutte le linee guida internazionali. “In pratica si tengono monitorati i pazienti con controlli frequenti e si attivano le cure appena si vede che il tumore sta cambiando. Gli studi clinici confermano efficacia di questo approccio, sicurezza e una buona qualità della vita” spiega Riccardo Valdagni, direttore Radioterapia oncologica e responsabile del Programma Prostata alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

“Le tecnologie più innovative? L'immunoterapia e la radiomica. Quest'ultima è la tecnologia che converte le immagini di Tac e risonanza in dati e numeri che danno una carta d'identità superprecisa sul tumore e quindi sulle cure più efficaci”

Quando bisogna intervenire, ci sono diverse strade da percorrere. La chirurgia rappresenta spesso la scelta numero uno, soprattutto grazie all’utilizzo dei robot in sala operatoria che permettono un intervento mirato e meno invasivo. A volte, dopo l’operazione gli oncologi consigliano anche la radioterapia. Sul fronte delle cure, è proprio la radioterapia di precisione la più utilizzata. Oggi, poi, si possono addirittura individuare le persone più sensibili a questo trattamento grazie ai test genetici.

Le tecnologie più innovative? L’immunoterapia e la radiomica. Quest’ultima è la tecnologia che converte le immagini di Tac e risonanza in dati e numeri che danno una carta d’identità superprecisa sul tumore e quindi sulle cure più efficaci. Se poi stai valutando la struttura in cui curarti, privilegia quelli che hanno un approccio multidisciplinare, con specialisti differenti che lavorano insieme e che sono sempre aggiornati su percorsi e trattamenti. Li riconosci perché sono stati premiati con il ‘Bollino azzurro’, una certificazione che riconosce proprio questa peculiarità.

Da non dimenticare, poi, gli aspetti psicologici legati a doppio filo con la patologia. “Il cancro alla prostata non è solo una malattia del corpo, ma colpisce l’identità maschile più intima perché capita che i trattamenti incidano sulla qualità di vita dei pazienti, soprattutto a livello sessuale, urinario e intestinale. Indipendentemente dalla tipologia d’intervento o dalla persistenza degli effetti collaterali, i pazienti sperimentano un senso di perdita: delle proprie funzioni, del proprio sé e della connessione con l’altro” ricorda Chiara Marzorati, psicologa e psicoterapeuta dell’Istituto europeo di oncologia. Ecco perché è sempre utile pensare anche al proprio benessere mentale e chiedere aiuto.

E per finire, ricordati di Europa Uomo, la prima e principale rete di informazione e supporto per il tumore alla prostata in Italia ed Europa. “Durante e dopo le cure, Europa Uomo sostiene gli uomini tramite un gruppo di auto-aiuto, attività di supporto coordinate da uno psicologo, riabilitazione motoria con un personal trainer, incontri con gli specialisti del settore e attività socioculturali” conclude Maria Laura De Cristofaro, presidente dell’associazione. “E ci sono anche i Venerdì di Europa Uomo, gli appuntamenti creati per migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, aiutandoli a creare una nuova rete sociale di supporto”.