L’oncologo, il chirurgo, lo specialista…Loro si occupano di guarirti dal cancro. Pensano a interventi, cure, controlli. Ma chi si dedica al tuo benessere psicologico? Eppure sappiamo che anche la mente è fondamentale nel percorso di guarigione. Perché se stai ‘bene’, riesci ad affrontare meglio ogni tappa di questo lungo percorso. Allora, per la nostra rubrica ‘Andiamo a conoscere’, ti presentiamo We will care onlus, l’associazione nata proprio per supportare a livello psicologico i pazienti oncologici e i loro caregiver.

Dottoressa Sebri, sveliamo cosa fa We will care

“Siamo nati nel 2016 proprio per promuovere il benessere psicologico dei malati oncologici e di chi sta affrontando il cancro insieme a loro. La sede fisica è a Milano, ma in seguito alla pandemia e al lockdown abbiamo sviluppato iniziative e interventi online, quindi oggi seguiamo persone in tutta Italia”.

Perché il sostegno psicologico è così importante?

“Una delle prime sensazioni che il malato oncologico sperimenta è la solitudine e si tratta di una vera solitudine esistenziale, perché si trova davanti a qualcosa di inaspettato e sconvolgente, molto faticoso e complesso da vivere. L’aiuto psicologico ti dà proprio gli strumenti che ti permettono di affrontare questo evento. Lo specialista prende per mano il paziente, lo accompagna nel percorso, lo rende protagonista e presta attenzione a tutti i suoi bisogni”.

Gli psiconcologi, purtroppo, non sono figure così diffuse negli ospedali e spesso anche i pazienti stessi fanno resistenza...

“È vero, c’è ancora un po’ di paura a percorrere questa strada. Fare i conti con la mente significa entrare in contatto con il proprio mondo emotivo che, durante la malattia, è sconvolto, quindi il percorso psicologico sembra solo una fatica in più. Invece si può trasformare in un’occasione per guardare in faccia quello che si sta vivendo e capire, per esempio, che non è una sfida, ma qualcosa da accogliere. Il supporto psicologico è fondamentale per capire tutte le emozioni e conoscersi meglio”.

Il percorso psicologico sembra solo una fatica in più. Invece si può trasformare in un'occasione per guardare in faccia quello che si sta vivendo e capire, per esempio, che non è una sfida, ma qualcosa da accogliere. Il supporto psicologico è fondamentale per capire tutte le emozioni e conoscersi meglio"

Quali sono le vostre attività?

“Una delle più importanti è ‘Pazienti a bordo’, iniziata nel 2017. In pratica, per 8 giorni, gli iscritti fanno un corso di barca a vela al centro velico di Caprera, in Sardegna, e intanto offriamo il supporto dei nostri psicoterapeuti. Si tratta di un’iniziativa speciale e intensa: prima di tutto regala ai malati un momento tutto per loro, per estraniarsi da malattia e terapie; stare in gruppo, poi, fa elaborare e condividere quello che si sta vivendo. Le attività in barca, poi, fanno molto bene a livello fisico. Infine, si dice che in barca non si può andare controvento altrimenti ci si ferma: invece bisogna assecondare il vento e anche durante la malattia bisogna assecondare le emozioni, entrarci in contatto e trovare le risorse per farcela. Oltre a questo progetti, organizziamo percorsi psicologici classici, di gruppo o singoli; poi offriamo iniziative dedicate alla mindfulness o all’elaborazione del lutto, percorsi per i caregiver e uno, a cui teniamo molto, sul rapporto con il corpo, che cambia moltissimo durante la malattia”.

Quali iniziative avete in cantiere per il futuro?

“Il punto di forza della nostra associazione è che si reinventa sempre per venire incontro ai bisogni dei pazienti. Quindi continueremo con ‘Pazienti a bordo’ e con tutti i progetti di supporto per malati e caregiver e siamo pronti a sperimentare per loro. Basta mandarci una mail a info@wewillcareonlus.it per ricevere la newsletter con gli appuntamenti, che sono tutti gratuiti. E anche sui social pubblicizziamo le attività a cui potete partecipare”.